Domanda : albicocco e melo

Frutteto

Domanda : albicocco e melo

Il melo è uno degli alberi da frutta più comuni e sfruttati a livello antropologico fin dall'Età del bronzo. La sua diffusione è ampia nelle zone temperate ma relativamente fredde.

di Redazione

Domanda : albicocco e melo

Il melo è un albero fruttifero tra i più comuni, diffusissimo in Italia settentrionale con l'80 per cento della produzione nazionale dove trova un clima ideale per la sua crescita soprattutto in Trentino-Alto-Adige, Veneto e Emilia Romagna. La sua provenienza è probabilmente caucasica, ma è diffuso in Europa fin dal Neolitico. Il suo habitat ideale è quello prealpino e appenninico di bassa e media quota, fresco e relativamente umido, in quanto non teme il freddo e riesce a resistere anche a temperature vivine ai meno 25°C. Presenta altezze variabili tra i 5 e i 13 metri con un fogliame fitto costituito da foglie grandi ed ovali. L'infiorescenza presenta dei bellissimi fiori pentagonali con petali bianchi e rosa all'interno, e stami gialli molto evidenti. Questi danno luogo, per accrescimento, ai frutti che maturano in tarda estate. Questa distinzione dà luogo a quello che in gergo viene chiamato falso frutto. Il nome del frutto in realtà è pomo ma ormai è sempre chiamato comunemente mela. Vista la sua naturale predisposizione per i climi relativamente umidi necessita di irrigazioni scarse, di circa 15 giorni di distanza l'una dall'altra e inutili in caso di piogge costanti. L'esposizione solare deve essere relativa a qualche ora nei momenti più freschi della giornata. La concimazione, annuale, può essere praticata con letame matura addizionato con azoto, potassio e fosforo e in considerazione del suo apparato radicale superficiale il terreno non necessariamente deve essere lavorato in profondità. Il melo può essere attaccato dagli afidi, dalle cocciniglie e dalla tignola, oltre che dagli uccelli e da alcuni roditori per la bontà dei suoi frutti. Può essere coltivato facilmente anche in vaso rispettando il suo habitat naturale.

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Domande frequenti

  • Qual è il clima ideale per coltivare il melo?
    Il melo predilige le zone temperate, relativamente fredde e umide, tipiche delle aree prealpine e appenniniche di bassa e media quota. È particolarmente diffuso nell'Italia settentrionale, specialmente in Trentino-Alto Adige, Veneto ed Emilia Romagna. Resiste bene al freddo, sopportando temperature fino a -25°C, ma richiede un ambiente fresco per una crescita ottimale.
  • Come si effettua l'irrigazione del melo?
    Nonostante ami gli ambienti umidi, il melo necessita di irrigazioni scarsse. Si consiglia di annaffiare ogni 15 giorni, interrompendo completamente l'apporto idrico durante i periodi di piogge costanti. Questo approccio previene ristagni e favorisce una corretta maturazione del frutto, adattandosi alla natura dell'apparato radicale.
  • Quale concimazione è consigliata per il melo?
    La concimazione deve essere annuale e prevede l'uso di letame maturo integrato con azoto, potassio e fosforo. Poiché l'apparato radicale del melo è superficiale, non è necessario lavorare il terreno in profondità; basta distribuire i nutrienti superficialmente per garantire la salute della pianta e la qualità dei frutti.
  • Quali parassiti e malattie colpiscono principalmente il melo?
    Il melo è soggetto ad attacchi da parte di afidi, cocciniglie e tignola. Inoltre, i frutti sono molto appetibili per gli uccelli e alcuni roditori, che possono causare danni significativi al raccolto. È importante monitorare regolarmente la pianta per intervenire tempestivamente con metodi di controllo biologico o fisico contro questi nemici.
  • È possibile coltivare il melo in vaso?
    Sì, il melo può essere coltivato con successo anche in vaso, purché si rispettino le sue esigenze naturali. È fondamentale scegliere un contenitore adeguato alle dimensioni della pianta adulta (fino a 13 metri in piena terra, quindi limitato in vaso) e garantire un'esposizione solare corretta e un substrato fertile ben drenato per supportarne lo sviluppo.

Scheda Tecnica

FamigliaRosacee
Tipo di piantaAlbero da frutto
OrigineCaucaso
EsposizioneSoleggiata, alcune ore nei momenti più freschi
TerrenoPreferibilmente non lavorato in profondità, adatto a habitat prealpini/appenninici
IrrigazioneScarsa, ogni 15 giorni, inutile con piogge costanti
FiorituraPrimaverile (fiori bianchi/rosa)
Altezza5-13 metri
ConcimazioneAnnuale con letame maturo, azoto, potassio e fosforo
Malattie e parassitiAfidi, cocciniglie, tignola, uccelli, roditori
Difficoltà di coltivazioneFacile

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