La bolla del pesco

Frutteto

La bolla del pesco

Il pesco si può considerare come uno degli alberi da frutto maggiormente coltivati in tutto il mondo

di Redazione

La bolla del pesco

Il pesco si può considerare come uno degli alberi da frutto maggiormente coltivati in tutto il mondo, visto che è stato in grado di adeguarsi senza troppi problemi a tutti quei luoghi che presentano un clima tipicamente temperato. Non dobbiamo dimenticare come tra le principali caratteristiche delle piante di pesco troviamo certamente il fatto di svilupparsi nel migliore dei modi quando viene collocato all’interno di zone molto ben luminose ed esposte ai raggi del sole. Stiamo parlando di una pianta tipicamente rustica, che si caratterizza per andare in riposo vegetativo nel corso della stagione invernale: è proprio questa la ragione per cui queste specie sono assolutamente in grado di sopportare senza troppi problemi le basse temperature dell’inverno. Nel momento in cui finisce la stagione invernale, il suggerimento è quello di provvedere alla concimazione nel terreno che si trova intorno alla pianta di pesco, sfruttando del concime a lenta cessione oppure puntando su dello stallatico maturo. Inoltre, non dobbiamo dimenticare come ci sia pure la possibilità di far fronte a delle nuove concimazioni, che dovranno essere portate a termine nel corso della maturazione dei frutti, in modo tale da provare ad ottenere un miglioramento sia per quanto riguarda le dimensioni di questi ultimi che il loro gusto. Interessante anche mettere in evidenza come le piante di pesco non riescono proprio a sopportare i periodi di siccità ed ecco spiegato il motivo per cui hanno delle esigenze idriche notevoli e ben definite.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Come prevenire la bolla del pesco?
    La prevenzione della bolla del pesco (causata dal fungo Taphrina deformans) richiede interventi tempestivi poiché i trattamenti curativi sono inefficaci una volta comparsi i sintomi. L'azione principale consiste nell'applicare prodotti rameici (come ossicloruro di rame o zolfo) in autunno, dopo la caduta delle foglie, e nuovamente in primavera prima della fioritura (fase di 'verdone'). È fondamentale rimuovere e distruggere tutte le parti vegetali infette (rami e foglie) per ridurre il carico inoculativo. Mantenere la chioma aerata tramite una corretta potatura favorisce l'asciugatura rapida della linfa e riduce l'umidità favorevole allo sviluppo del patogeno.
  • Quando e come concimare il pesco?
    La concimazione del pesco segue due momenti chiave. La prima applicazione avviene a fine inverno, prima della ripresa vegetativa: si consiglia di interrare nel terreno circostante lo stelo stallatico maturo o un concime organico a lenta cessione per fornire nutrienti essenziali per la crescita primaverile. Una seconda integrazione può essere necessaria durante la fase di ingrossamento e maturazione dei frutti, utilizzando fertilizzanti bilanciati che supportino la qualità del frutto e ne aumentino le dimensioni. Evitare eccessi di azoto in tarda estate per non ritardare la lignificazione dei rami e aumentare la sensibilità al freddo invernale.
  • Quali sono le esigenze idriche del pesco?
    Il pesco ha esigenze idriche elevate e non tollera affatto i periodi di siccità prolungata, che possono causare cascola prematura dei frutti e riduzione della qualità della produzione. È necessario garantire irrigazioni regolari e ben distribuite, soprattutto durante il periodo di accrescimento del frutto e nella fase pre-raccolta. Tuttavia, il terreno deve essere ben drenante: il pesco soffre fortemente i ristagni idrici, che portano rapidamente al deperimento radicale. L'ideale è mantenere il suolo costantemente umido ma mai zuppo, monitorando l'umidità superficiale e intervenendo con apporti mirati nelle ore fresche della giornata.
  • Che tipo di esposizione e clima preferisce il pesco?
    Il pesco è una pianta tipicamente rustica che prospera nei climi temperati. Richiede assolutamente esposizioni soleggiate e luminose, poiché la luce diretta è essenziale per la fotosintesi, la maturazione dei frutti e la formazione delle gemme a fiore per l'anno successivo. Tollera bene il freddo invernale grazie al suo ciclo vegetativo che prevede un riposo invernale, sopportando temperature sotto zero senza danni gravi (se le varietà sono adattate). Tuttavia, è sensibile alle gelate tardive primaverili che possono danneggiare fiori e germogli teneri. Si adatta bene a diversi tipi di terreno purché non argillosi e compatti.
  • Come potare il pesco correttamente?
    La potatura del pesco è cruciale perché i frutti si formano sui rami dell'anno precedente. In inverno, si effettua la potatura di formazione e produzione: vanno eliminati i rami secchi, malati o quelli che crescono verso l'interno della chioma per favorire la penetrazione della luce e l'aerazione. I rami produttivi vanno accorciati per stimolare la nascita di nuovi getti laterali. In verde (estate), si può eseguire una leggera potatura estiva per eliminare succhioni vigorosi che sottraggono energie alla pianta senza produrre frutti, mantenendo così un equilibrio vegetativo-produttivo ottimale.

Scheda Tecnica

Prunus persica

Nome scientificoPrunus persica
FamigliaRosacee
Tipo di piantaAlbero da frutto deciduo
OrigineCina
EsposizionePieno sole
TerrenoFresco, drenante, leggermente acido
IrrigazioneRegolare e abbondante, sensibile alla siccità
FiorituraPrimavera (marzo-aprile)
Altezza3-6 metri
ConcimazioneStallatico maturo a fine inverno, integrazione durante la maturazione dei frutti
PotaturaInvernale (formazione e produzione)
MoltiplicazioneInnesto su portainnesti specifici (es. Prunus mahaleb)
Malattie e parassitiBolla del pesco (Taphrina deformans), afidi, cocciniglie
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede trattamenti antifungini per la bolla e potature regolari)

Potrebbe interessarti anche