Frutteto

Melo

Le più importanti coltivazione di melo dell’Italia sono proprio localizzati su tutta la fascia alpina

di Redazione

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Melo

Quando si ha intenzione di coltivare delle piante come quelle di melo ,dobbiamo sottolineare come si tratta di alberi che prediligono svilupparsi all’interno di luoghi che abbiano un clima particolarmente umido e caratterizzato anche da basse temperature. Non dobbiamo dimenticare come le più importanti coltivazione di melo dell’Italia sono proprio localizzati su tutta la fascia alpina. Il melo è una di quelle piante che possono raggiungere delle altezze medie, dal momento che non si spingono mai oltre gli otto o i dieci metri di altezza, senza dimenticare come presentano delle foglie con una colorazione spiccatamente verde scuro ed una forma tendenzialmente ovale con un margine seghettato, mentre i fiori son caratterizzati dalla presenza di ben cinque petali dalla colorazione bianco rosato. Queste piante hanno la capacità di produrre un buon quantitativo di frutti che si caratterizzano per avere un forma tipicamente tondeggiante, che presentano delle dimensioni ed una colorazione che possono variare anche notevolmente in relazione alla specie che viene presa in considerazione. Le mele non vengono utilizzate solamente per un consumo fresco, dal momento che dobbiamo sottolineare come frequentemente la destinazione sia rivolta all’ambito industriale, dal momento che questi frutti vengono utilizzati per la realizzare di svariate marmellate, ma anche numerose gelatine, succhi, così come per l’essiccazione. Ci sono davvero tanti portainnesti che vengono impiegati per le piante di melo, tra cui il franco ed il paradiso.

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Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per piantare il melo?
    Il periodo ideale per la messa a dimora del melo è il tardo autunno, dopo la caduta delle foglie, oppure la fine dell'inverno, prima della ripresa vegetativa. In queste fasi la pianta subisce meno stress e sviluppa meglio l'apparato radicale. È fondamentale scegliere un luogo soleggiato e riparato dai venti forti, garantendo al contempo un terreno ben drenato per evitare marciumi radicali. L'innesto deve avvenire su portainnesti specifici come il Franco o il Paradiso, a seconda della grandezza desiderata per l'albero adulto.
  • Come si pota correttamente un melo?
    La potatura del melo si divide principalmente in due momenti: quella di formazione nei primi anni e quella di produzione annuale. Quella di produzione va eseguita in inverno, eliminando i rami secchi, malati o quelli che crescono verso l'interno della chioma per favorire la luce e l'aerazione. È importante mantenere una struttura aperta a vaso o a palmetta. Durante l'estate si può intervenire con la cimatura dei nuovi getti vigorosi per indirizzare l'energia della pianta verso la maturazione dei frutti e non solo verso la crescita vegetativa.
  • Quanti anni ci vogliono perché il melo faccia i primi frutti?
    I tempi di entrata in produzione variano molto in base al portainnesto utilizzato. Su portainnesti vigorosi come il Franco, la pianta può impiegare fino a 5-7 anni per iniziare a fruttificare in modo significativo. Al contrario, sui portainnesti nanizzanti o semi-nanizzanti (come alcuni cloni di M9 o MM106), la produzione può iniziare già dal terzo anno. La scelta del portainnesto influenza quindi direttamente la tempistica di ritorno economico per il coltivatore, bilanciando vigoria vegetativa e precocità di fruttificazione.
  • Quali sono le principali malattie del melo e come prevenirle?
    Le malattie più comuni sono la ticchiolatura, causata da funghi che macchiano foglie e frutti, e i cancri batterici. La prevenzione si basa sulla corretta potatura per arieggiare la chioma, sull'eliminazione dei residui vegetali caduti a terra (che ospitano i patogeni) e su trattamenti preventivi con prodotti rameici o zolfo, specialmente in primavera. Inoltre, la selezione di cultivar resistenti alla ticchiolatura riduce drasticamente la necessità di interventi chimici. Un'adeguata concimazione organica rafforza inoltre le difese naturali della pianta.
  • Come si conservano le mele raccolte?
    Per una conservazione ottimale, le mele vanno raccolte quando raggiungono la piena maturazione ma ancora sodi, evitando danni meccanici durante la raccolta. Devono essere conservate in ambienti freschi (0-4°C), umidi e bui, idealmente in celle frigorifere controllate per modulare l'atmosfera. In casa, possono durare alcune settimane riposte in frigorifero. Alcune varietà antiche richiedono il raffreddamento rapido post-raccolto per arrestare la respirazione. Evitare di accostarle ad altre frutta che emette etilene, come banane o pere, per ritardarne la maturazione e l'ammorbidimento.

Scheda Tecnica

Malus domestica

Nome scientificoMalus domestica
FamigliaRosaceae
Tipo di piantaAlbero da frutto deciduo
OrigineAsia centrale
EsposizionePieno sole
TerrenoFresco, drenato, profondo, leggermente acido
IrrigazioneRegolare, evitare ristagni idrici
FiorituraPrimaverile (aprile-maggio)
Altezza8-10 metri
ConcimazioneOrganica in autunno/inverno, azotata in primavera
PotaturaInvernale (di formazione e produzione)
MoltiplicazionePropagazione vegetativa (innesto su portainnesti come Franco e Paradiso)
Malattie e parassitiTafani, afidi, ticchiolatura, cancri batterici
Difficoltà di coltivazioneMedia

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