Risposta : bolle da pesco

Frutteto

Risposta : bolle da pesco

Il pesco e un albero originario della Cina, portato in Europa da Alessandro Magno e oggi consumato praticamente in tutto il mondo

di Redazione

Risposta : bolle da pesco

Si tratta di una pianta originaria della Cina, che oggi però trova ampia diffusione in tutti i continenti: la troviamo negli Stati Uniti d’America, ma anche in Europa. Gli USA detengono tuttora il primato per produzione e consumo di pesche, ma anche in Italia i produttori sanno il fatto loro e si fanno rispettare. In particolare, il pesco viene coltivato in maniera intensiva in Campania e in Emilia Romagna, testimonianze di una vocazione agricola che accompagna praticamente tutta la nostra penisola. Quando si parla del pesco si ha a che fare con una pianta appartenente alla famiglia delle Rosacee, la stessa del mandorlo e del susino. Caratteristica peculiare di questo elemento naturale è la sua capacità di regalare, durante il periodo primaverile, dei fiori colorati di bianco e di rosa che riescono veramente a risultare un toccasana per i nostri occhi. Pesco vuol dire un modo unico di concepire la natura: la pesca è il suo frutto e rappresenta quanto di più dolce e succoso si possa consumare in estate. Ci sono decine di varietà di pesche ma tutte riescono a dare sollievo alle nostre papille. Il pesco è nato in Cina e pare sia stato portato dalle nostre parti da Alessandro Magno: si tratta di una pianta dotata di fiori ermafroditi e capace di adattarsi senza particolare difficoltà anche agli spazi stretti. Che abbiate un giardino grande o piccolo, puntate tutto sul pesco e vedrete che in poco tempo le cose nel vostro giardino cambieranno. Il colpo d’occhio che offrirà quello spazio verde sarà unico.

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Domande frequenti

  • Cos'è la bolla del pesco e quali sintomi provoca?
    La bolla del pesco è una malattia crittogamica causata dal fungo Taphrina deformans. Colpisce principalmente foglie, germogli e frutti, causando ingrossamenti, arricciamenti e deformazioni fogliari di colore rosso-violaceo. Successivamente, le parti colpite possono diventare biancastre per la formazione di spore. È fondamentale intervenire preventivamente prima della fioritura e dopo la raccolta, poiché gli interventi curativi sono spesso inefficaci una volta manifestati i sintomi visibili.
  • Come prevenire la bolla del pesco in modo efficace?
    La prevenzione si basa su due fronti principali: la scelta di cultivar resistenti e la protezione chimica o biologica. È consigliabile irrorare prodotti rameici o a base di zolfo nel periodo autunnale, dopo la caduta delle foglie, e nuovamente in inverno, prima della rottura delle gemme. Mantenere pulito il terreno dai residui vegetali infetti riduce il carico inoculativo del fungo nell'ambiente circostante l'albero.
  • Quali sono le migliori condizioni di coltivazione per il pesco?
    Il pesco richiede esposizione soleggiata e riparata dai venti freddi, ideali le posizioni a sud. Predilige terreni freschi, profondi, ben drenati e leggermente acidi, evitando quelli calcarei o troppo argillosi che causano clorosi ferrica. La concimazione deve essere equilibrata: letame maturo in autunno e fertilizzanti specifici in primavera. L'irrigazione regolare, specialmente in estate durante la maturazione dei frutti, garantisce pesche dolci e succose.
  • Quando e come potare il pesco correttamente?
    La potatura principale si esegue in inverno, quando la pianta è in dormienza, per definire la struttura e rimuovere i rami secchi o malati. Si preferiscono forme di allevamento aperte come la vaso o la palmetta per favorire l'illuminazione interna. Una potatura leggera estiva aiuta a sfoltire la chioma, migliorare la qualità dei frutti e ridurre l'umidità stagnante che favorisce le malattie fungine come la bolla.

Scheda Tecnica

Prunus persica

Nome scientificoPrunus persica
FamigliaRosacee
Tipo di piantaAlbero da frutto deciduo
OrigineCina
EsposizionePieno sole
TerrenoFresco, drenante, leggermente acido
IrrigazioneRegolare, soprattutto in estate e fase di allegagione
FiorituraPrimavera (febbraio-aprile)
Altezza3-5 metri
ConcimazioneOrganica in autunno/inverno, azotata in primavera
PotaturaInvernale (forma di allevamento) ed estiva (sfoltimento)
MoltiplicazioneInnesto su portainnesto specifico (es. Prunus cerasifera)
Malattie e parassitiMonilia, bolla del pesco (Taphrina deformans), afidi, tignola della pesca
Difficoltà di coltivazioneMedia (sensibile ad alcuni patogeni fungini)

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