Frutteto

Sintomi della bolla del pesco

Nel momento in cui si ha intenzione di dare inizio alla coltivazione delle piante di pesco, uno degli aspetti a cui è necessario prestare la massima attenzione è certamente rappresentato dal terreno

di Redazione

Sintomi della bolla del pesco

Nel momento in cui si ha intenzione di dare inizio alla coltivazione delle piante di pesco, uno degli aspetti a cui è necessario prestare la massima attenzione è certamente rappresentato dal terreno. Infatti, il terreno di coltivazione di queste piante deve essere sempre notevolmente fresco ed altrettanto ben drenato: in questo modo, si può evitare che si possano formare dei pericolosi quanto fastidiosi ristagni idrici, da cui possono facilmente derivare tutta una serie di complicazione per queste specie, compresa la diffusione di malattie e parassiti. Al tempo stesso, è bene sottolineare come quando termina l’inverno, si può procedere con l’operazione di concimazione del terreno: si tratta di un’operazione che si deve portare a termine sfruttando del concime a lenta cessione piuttosto che dello stallatico che sia ben maturo. C’è la possibilità anche di effettuare delle altre concimazioni nel corso della fase in cui i frutti giungono a maturazione, con l’intento di garantire adeguati miglioramenti sia al gusto che alle dimensioni delle pesche. Di conseguenza, è bene mettere in evidenza come le piante di pesco hanno delle esigenze idriche davvero ben definite, soprattutto in virtù del fatto che non riescono ad opporre un buon livello di resistenza nei confronti dei periodi di siccità. Per questa ragione, soprattutto durante la stagione estiva si dovrà procedere con delle annaffiature piuttosto abbondanti, ma soprattutto molto regolari, che permettano a queste specie di sopportare senza problemi anche i mesi maggiormente caldi ed afosi.

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Domande frequenti

  • Quali sono i sintomi principali della bolla del pesco?
    La bolla del pesco, causata dal fungo Taphrina deformans, si manifesta principalmente sulle foglie, che appaiono ingrossate, accartocciate e di colore rosso-violaceo. Successivamente, le foglie colpite diventano gialle e cadono prematuramente. Su rami giovani e germogli, si formano escrescenze simili a bolle o galle, che possono deformati la crescita. In casi gravi, anche i frutti possono presentare deformazioni e macchie ruvide. La malattia è particolarmente attiva nelle primavere fredde e piovose.
  • Come prevenire la bolla del pesco?
    La prevenzione è fondamentale poiché non esistono trattamenti curativi efficaci una volta manifestata la malattia. È essenziale proteggere le gemme prima della fioritura con prodotti rameici o a base di ossicloruro di rame, specialmente se le previsioni meteorologiche annunciano piogge. Inoltre, mantenere la chioma ben aerata attraverso una corretta potatura riduce l'umidità interna. Rimuovere e distruggere tutte le parti vegetali infette (foglie e rami) durante la caduta autunnale o la potatura invernale è cruciale per ridurre il carico infettivo nell'ambiente circostante.
  • Il pesco teme i ristagni idrici?
    Sì, il pesco è estremamente sensibile ai ristagni idrici. Le radici soffrono rapidamente in terreni compatti o mal drenati, sviluppando marciumi radicali e indebolendo la pianta, il che la rende più vulnerabile a malattie come la bolla. Il terreno ideale deve essere fresco ma permeabile, preferibilmente franco-sabbioso. Durante l'inverno e la primavera piovosa, è vitale assicurarsi che l'acqua non si accumuli intorno al colletto della pianta.
  • Quando e come irrigare il pesco?
    L'irrigazione deve essere regolare e abbondante, soprattutto durante il periodo estivo e la fase di ingrossamento dei frutti. Il pesco non tollera bene la siccità prolungata, che causa cascola dei frutti e riduzione della qualità. Tuttavia, bisogna evitare eccessi idrici. L'ideale è somministrare acqua in modo costante, monitorando l'umidità del suolo, garantendo che le radici abbiano sempre accesso all'umidità necessaria senza mai restare sommerse.
  • Quale concime usare per il pesco?
    In primavera, dopo la fine dell'inverno, è consigliabile somministrare concime organico ben maturo (come stallatico) o fertilizzanti a lenta cessione ricchi di azoto per favorire lo sviluppo vegetativo. Durante la fase di maturazione dei frutti, possono essere utili integrazioni specifiche per migliorare sapore e dimensione delle pesche, spesso a base di potassio e microelementi, evitando eccessi di azoto che potrebbero ritardare la maturazione o rendere il frutto meno conservabile.

Scheda Tecnica

Prunus persica

Nome scientificoPrunus persica
FamigliaRosacee
Tipo di piantaAlbero da frutto deciduo
OrigineCina
EsposizionePieno sole
TerrenoFresco, ben drenato, leggero e profondo
IrrigazioneRegolare e abbondante, specialmente in estate; evitare ristagni
FiorituraPrimavera (marzo-aprile)
Altezza3-6 metri
ConcimazioneConcime organico maturo o a lenta cessione in primavera; integrazione durante la maturazione dei frutti
PotaturaInvernale (sbiadimento) e verde (estiva)
MoltiplicazioneInnesto su portainnesti specifici
Malattie e parassitiBolla del pesco (Taphrina deformans), ticchiolatura, afidi, cocciniglie
Difficoltà di coltivazioneMedia-Alta (sensibile a ristagni e funghi)

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