Orto e frutteto

Il portainnesto

Esistono diverse tipologie di innesto e una di quelle maggiormente diffuse è, senza ombra di dubbio, quella che prende il nome di innesto a corona.

di Redazione

Indice:

Il portainnesto

Esistono diverse tipologie di innesto e una di quelle maggiormente diffuse è, senza ombra di dubbio, quella che prende il nome di innesto a corona. In questa particolare tecnica di innesto, tutto ciò che si deve fare è effettuare, utilizzando un buon segaccio, un vero e proprio taglio del portainnesto, in maniera che il risultato sia rappresentato da una superficie piana. A questo punto, quindi, si dovrà intervenire andando ad eseguire un taglio in modo perpendicolare rispetto a quello che è stato effettuato in precedenza e poi si dovrà provvedere a sollevare, stando ben attenti a non combinare danni, il cambio. Arrivati a questa fase, si dovrà necessariamente provvedere all’inserimento della marza, che è stata precedentemente preparata, nell’apposita fessura. La marza dovrà ovviamente essere a tagliata secondo la tecnica della “penna”, e si dovrà caratterizzare per avere una lunghezza pari a circa 10-15 centimetri con la presenza di quattro o cinque gemme. Un’altra tecnica di innesto particolarmente diffusa è quella che viene chiamata “a occhio” oppure “a scudetto”: senza ombra di dubbio, si può considerare come la modalità di innesto maggiormente praticata, soprattutto in ragione del fatto che si può portare a termine con grande facilità, ma anche perché è in grado di garantire un ottimo attecchimento. La modalità di innesto a scudetto si caratterizza per avere due ulteriori varianti, che sono rappresentate dall’innesto a gemma dormiente, ma anche dall’innesto a gemma vegetante.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Come si esegue correttamente l'innesto a corona?
    L'innesto a corona richiede di effettuare un taglio orizzontale netto sul portainnesto con un segaccio, creando una superficie piana. Successivamente, si pratica un taglio perpendicolare per sollevare delicatamente il cambio senza danneggiarlo. Infine, si inserisce la marza, preparata a 'penna', nella fessura creata. È fondamentale che la marsa abbia una lunghezza di 10-15 cm e possieda quattro o cinque gemme per garantire una buona ripresa vegetativa.
  • Quali sono le caratteristiche ideali della marza per l'innesto?
    Per un innesto a corona efficace, la marza deve essere preparata secondo la tecnica della 'penna'. Le dimensioni ottimali prevedono una lunghezza compresa tra 10 e 15 centimetri. Inoltre, è essenziale che la marza porti con sé almeno quattro o cinque gemme vitali, poiché queste saranno responsabili della futura crescita della nuova chioma e garantiscono una maggiore probabilità di successo dell'attecchimento.
  • Cos'è l'innesto a occhio o a scudetto?
    L'innesto a occhio, noto anche come innesto a scudetto, è una delle tecniche più diffuse e pratiche, apprezzata per la sua facilità di esecuzione e l'elevato tasso di attecchimento. Questa metodologia prevede l'inserimento di una singola gemma prelevata dalla pianta madre. Si distingue principalmente in due varianti funzionali: l'innesto a gemma dormiente, eseguito in periodi di riposo vegetativo, e quello a gemma vegetante, durante la stagione attiva.
  • In cosa differiscono innesto a gemma dormiente e vegetante?
    La differenza principale risiede nel momento fisiologico della pianta in cui viene effettuata l'operazione. L'innesto a gemma dormiente si realizza quando la pianta è in riposo vegetativo, solitamente in autunno o inverno, permettendo alla gemma di svilupparsi solo con l'arrivo della primavera successiva. Al contrario, l'innesto a gemma vegetante avviene durante la stagione di crescita attiva, richiedendo maggiore attenzione termica e idrica per favorire una rapida saldazione e sviluppo immediato.

Potrebbe interessarti anche