Innesto per approssimazione

Orto e frutteto

Innesto per approssimazione

Quando si parla di innesto, è necessario mettere in conto come esistono davvero numerose tipologie di questa attività: tra le altre, una di quelle maggiormente importanti prende il nome di innesto a corona.

di Redazione

Innesto per approssimazione

Quando si parla di innesto, è necessario mettere in conto come esistono davvero numerose tipologie di questa attività: tra le altre, una di quelle maggiormente importanti prende il nome di innesto a corona. In poche parole, sfruttando questa tipologia di innesto, la prima cosa da fare è quella di praticare un taglio, sfruttando un segaccio, sul portainnesto, in maniera tale da realizzare una superficie piana. A questo punto, sarà ovviamente necessario effettuare un ulteriore taglio, questa volta in modo perpendicolare rispetto a quello che è stato portato a termine in precedenza, per poi sollevare con grande dolcezza il cambio. Una volta effettuata tale operazione, sarà la volta dell’inserimento della marza all’interno della fessura, ovviamente dopo averla preparata in modo adeguato. La marza dovrà necessariamente essere tagliata a “penna”, in maniera tale che possa avere una lunghezza pari a circa 10 o 15 centimetri, ma che soprattutto possa contare sulla presenza di quattro piuttosto che cinque gemme. Inoltre, il suggerimento da seguire non può che essere quello di legare l’innesto, dopo averlo portato a termine, utilizzando della rafia, in modo tale da cercare di ricoprire tutti i vari tagli utilizzando del mastice. Non dobbiamo dimenticare come il periodo migliore per poter portare a termine la tecnica dell’innesto a corona è certamente quello corrispondente al mese di aprile. Tra gli altri sistemi di innesti maggiormente diffusi troviamo sicuramente quello a scudetto, che ha il pregio di poter essere effettuato con grande facilità e che garantisce un buon attecchimento.

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Domande frequenti

  • Cos'è l'innesto per approssimazione e quando va eseguito?
    L'innesto per approssimazione, noto anche come innesto a corona, è una tecnica utilizzata per unire due piante. Si esegue preferibilmente nel mese di aprile. Il procedimento prevede di praticare un taglio orizzontale sul portainnesto con un segaccio, seguito da un taglio perpendicolare per sollevare delicatamente il cambio. Successivamente, si inserisce la marza preparata nella fessura creata. Questa tecnica richiede precisione nei tagli per garantire la corretta affinità tra i tessuti delle due parti innestate.
  • Come deve essere preparata la marza per questo tipo di innesto?
    La marza destinata all'innesto per approssimazione deve essere tagliata a 'penna', ovvero con una forma affusolata e appuntita. Deve avere una lunghezza compresa tra i 10 e i 15 centimetri ed essere dotata di almeno quattro o cinque gemme vitali. Questa preparazione è fondamentale affinché la marza si adatti perfettamente alla fessura praticata sul portainnesto, massimizzando la superficie di contatto necessaria per la fusione dei tessuti.
  • Quali materiali servono per proteggere l'innesto dopo l'esecuzione?
    Dopo aver inserito la marza nel portainnesto, è essenziale legare saldamente la giunzione utilizzando della rafia. Questo materiale assicura stabilità meccanica alla parte innestata. Successivamente, bisogna coprire accuratamente tutti i tagli esposti e la zona di giunzione con del mastice cicatrizzante. Il mastice protegge la ferita da agenti patogeni, disidratazione e parassiti, favorendo una corretta guarigione e attecchimento dell'innesto.
  • In cosa consiste l'innesto a scudetto e perché è diffuso?
    L'innesto a scudetto è un'altra tecnica molto comune, distinta dall'innesto a corona. Consiste nell'inserire una singola gemma prelevata dalla marza in una incisione a T praticata sulla corteccia del portainnesto. È particolarmente diffuso perché può essere eseguito con grande facilità e garantisce un ottimo tasso di attecchimento. Rispetto ad altre tecniche, spesso richiede meno tempo di esecuzione e permette di risparmiare preziosi pezzi di marza.

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