Coltivare il tarassaco

Piante da erboristeria

Coltivare il tarassaco

In ambito erboristico e terapeutico, il tarassaco figura tra i migliori colagoghi naturali, in quanto riesce ad equilibrare l'afflusso di bile all'intestino

di Redazione

Coltivare il tarassaco

La sua denominazione scientifica è Taraxacum officinalis, mentre uno degli appellativi più curiosi con i quali ci si riferisce a questa pianta è 'Dente di leone': stiamo parlando del tarassaco, specie vegetale delle Angiosperme che cresce allo stato spontaneo negli spazi aperti, in campagna, nei prati incolti e ai bordi delle strade, ma non oltre i 200 metri di altitudine. Il tarassaco è una pianta erbacea perenne che può misurare dai 3 ai 9 cm; presenta foglie lanceolate semplici e con margine dentato. Nella parte superiore della pianta troviamo due file di brattee membranose che hanno la funzione di calice: al loro interno si estende il ricettacolo su cui sono inseriti centinaia di fiorellini. Vanta un uso più che ricorrente in ambito curativo, riuscendo addirittura a dar luogo alla cosiddetta 'tarassacoterapia', cura basata sui poteri benefici del tarassaco. In ambito erboristico e terapeutico, il tarassaco figura tra i migliori colagoghi naturali, in quanto riesce ad equilibrare l'afflusso di bile all'intestino, ma è anche un ottimo tonico e depurativo, oltre che un buon diuretico e rimedio alla dispepsia.

Le origini del tarassaco

Il Tarassaco è una pianta erbacea perenne formata da una radice robusta di colore bruno esternamente e biancastra al suo interno, che nel momento in cui viene tagliata produce del lattice. Le foglie sono radicali, ossia partono tutte dalla radice, e molto grandi, con una disposizione a rosetta alla base e nervature centrali di colore verde. I fiori del Tarassaco sono di colore giallo intenso e sono raccolti in capolini apicali sorretti da uno stelo lungo circa quaranta centimetri. Il tarassaco fiorisce tra marzo e novembre, e l'infruttescenza prende il nome di soffione ed è composta da semi che agevolano la diffusione del seme da parte del vento. Spesso è utilizzato sia in cucina che in erboristeria infatti l'utilizzo di foglie e radici può permettere di curare alcuni sintomi.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Come si coltiva il tarassaco in giardino?
    Il tarassaco è estremamente facile da coltivare poiché è una pianta selvatica adattabile. Predilige posizioni soleggiate o parzialmente ombreggiate e terreni ben drenati, anche se non particolarmente fertili. Non richiede cure particolari: basterà annaffiare moderatamente solo durante lunghi periodi di siccità. Poiché si diffonde facilmente tramite i suoi semi trasportati dal vento (il classico soffione), può diventare infestante se non si rimuovono i fiori appassiti prima che producano semi. È ideale per giardini informali, orti biologici o persino in vaso, dove però va controllata la dispersione.
  • Quali sono le proprietà benefiche del tarassaco?
    In erboristeria, il tarassaco è rinomato principalmente per le sue proprietà colagoga e coleretica, ovvero stimola la produzione e il flusso della bile verso l'intestino, favorendo la digestione dei grassi e la salute del fegato. È inoltre un efficace diuretico naturale, utile per eliminare liquidi in eccesso e tossine, agendo come depurativo generale del corpo. Viene spesso impiegato come tonico epatico e per alleviare disturbi digestivi come la dispepsia (difficoltà di digestione) e la sensazione di pesantezza post-prandiale. L'uso tradizionale ne raccomanda l'impiego sotto forma di tisane o estratti.
  • Si possono mangiare le foglie e le radici del tarassaco?
    Sì, entrambe le parti della pianta sono commestibili e molto nutrienti. Le foglie giovani, raccolte in primavera, hanno un sapore leggermente amarognolo e possono essere consumate crude in insalate miste o cotte come gli spinaci. Le foglie più mature risultano più amare. La radice, invece, può essere raccolta in autunno, lavata accuratamente e utilizzata fresca nelle zuppe o essiccata e tostata per preparare un surrogato del caffè privo di caffeina, noto per il suo aroma ricco e tostato. Entrambe le parti offrono vitamine A, C e K.
  • Quando avviene la fioritura del tarassaco?
    Il tarassaco ha un periodo di fioritura piuttosto lungo che si protrae generalmente da marzo fino a novembre, a seconda del clima e delle condizioni ambientali. I fiori, di un caratteristico giallo intenso, sono riuniti in capolini solitari posti sulla sommità dello scapo floreale, che può raggiungere i 40 cm di altezza. Dopo l'impollinazione, il fiore si trasforma nel famoso 'soffione', una struttura globosa composta da numerosi acheni dotati di pappo, che permettono ai semi di essere dispersi dal vento, garantendo la proliferazione della pianta in nuovi ambienti.
  • Ci sono controindicazioni nell'uso del tarassaco?
    Sebbene sia una pianta sicura per la maggior parte delle persone, il suo effetto diuretico e colagogo richiede cautela in specifici casi clinici. Chi soffre di ostruzioni delle vie biliari, calcoli biliari sintomatici o problemi renali dovrebbe consultare un medico prima di assumere integratori concentrati. Inoltre, dato che stimola la digestione e la secrezione gastrica, potrebbe aggravare sintomi in caso di ulcera peptica attiva o reflusso gastroesofageo severo. Le persone allergiche alle piante della famiglia delle Asteracee potrebbero manifestare reazioni cutanee o respiratorie. L'uso alimentare moderato è generalmente considerato sicuro.

Scheda Tecnica

Taraxacum officinale

Nome scientificoTaraxacum officinale
FamigliaAsteracee
Tipo di piantaErbacea perenne
OrigineSpontanea, diffusa in Europa e Asia
EsposizionePieno sole o mezz'ombra
TerrenoFertile, drenato, anche povero
IrrigazioneModerata, evitare ristagni
FiorituraMarzo-Novembre
Altezza3-40 cm
ConcimazioneLeggera, organica in primavera
PotaturaNon necessaria, raccogliere foglie/fiori
MoltiplicazioneSemina o divisione dei cespi
Malattie e parassitiResistente, raramente colpito da afidi
Difficoltà di coltivazioneFacile

Potrebbe interessarti anche