Piante da erboristeria

Cura e manutenzione della liquirizia

Fin dai secoli antichi, la tradizione popolare (il primo a consigliarla fu niente meno che Ippocrate) considera la liquirizia una specie vegetale di sicura affidabilità in ambito medico e curativo

di Redazione

Cura e manutenzione della liquirizia

Quando si parla di liquirizia, oltre che alla pianta vera e propria, ci si può riferire anche all'estratto ricavabile dalla stessa. Stiamo parlando di un elemento naturale tra i più conosciuti ed utilizzati in assoluto, originario della fascia mediterranea, ma comune anche in moltissime regioni asiatiche. La specie più comune ed utilizzata cresce spontaneamente nel Mediterraneo e in Asia meridionale: il rizoma di questa pianta riesce a sviluppare stoloni e radici lunghi fino a quattro metri, che vengono raccolti ed essiccati nella stagione autunnale. Da questi, poi, si ricavano i prodotti finiti più vari, ascrivibili al settore erboristico ma anche a quello alimentare e dolciario Fin dai secoli antichi, la tradizione popolare (il primo a consigliarla fu niente meno che Ippocrate) considera la liquirizia una specie vegetale di sicura affidabilità in ambito medico e curativo. Vi si preparano caramelle, bastoncini, radici essiccate e razioni tagliuzzate da utilizzare per decotti e tisane. Attenzione agli effetti collaterali: assumere più di mezzo grammo al giorno di glicirrizina (il principio attivo fondamentale) può causare l’aumento della pressione e della ritenzione idrica.

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Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per raccogliere la radice di liquirizia?
    La raccolta delle radici avviene tradizionalmente in autunno, quando la concentrazione di principi attivi è ottimale. È importante scavare con cura per recuperare i rizomi e gli stoloni, che possono svilupparsi fino a quattro metri di profondità. Dopo il prelievo, le radici vanno lavate accuratamente per rimuovere la terra e successivamente essiccate all'ombra per preservarne le proprietà medicinali prima della commercializzazione o dell'uso domestico.
  • Quali sono gli effetti collaterali principali del consumo di liquirizia?
    Il consumo eccessivo di liquirizia, in particolare del suo principio attivo glicirrizina, può provocare ipertensione e ritenzione idrica. Si consiglia di non superare i mezza grammo giornaliero di glicirrizina pura. Persone con problemi cardiaci, renali o ipertesi dovrebbero consultare un medico prima di assumerla. L'uso moderato e occasionale è generalmente sicuro, mentre l'abuso prolungato può portare a squilibri elettrolitici e perdita di potassio.
  • Come si utilizza la liquirizia in erboristeria?
    In erboristeria, la liquirizia si trova sotto forma di radici essiccate, tagliuzzate o intere, estratti liquidi, capsule e caramelle. Le radici essiccate possono essere utilizzate per preparare decotti e tisane, sfruttando le loro proprietà lenitive per la gola e lo stomaco. Gli estratti standardizzati sono spesso impiegati in integratori specifici. È fondamentale verificare sempre il dosaggio indicato sulla confezione per evitare sovradosaggi di glicirrizina.
  • Dove cresce spontaneamente la liquirizia?
    La specie più comune, Glycyrrhiza glabra, cresce spontaneamente nelle regioni mediterranee e nell'Asia meridionale. Predilige ambienti soleggiati e terreni sciolti. Nonostante sia originaria di queste aree, la sua coltivazione si è diffusa in molte altre zone climatiche adatte. La capacità di sviluppare radici profonde le rende una pianta resiliente, capace di adattarsi a diversi tipi di suolo purché ben drenati.
  • Chi ha consigliato storicamente la liquirizia?
    La liquirizia gode di una lunga tradizione medica, risalendo ai tempi antichi. Il padre della medicina, Ippocrate, fu uno dei primi a consigliarne l'uso per le sue proprietà curative. Nel corso dei secoli, la pianta è rimasta un elemento affidabile nella farmacopea tradizionale, utilizzata per trattare infiammazioni, disturbi digestivi e problemi respiratori, confermando la sua efficacia attraverso l'esperienza storica.

Scheda Tecnica

Glycyrrhiza glabra

Nome scientificoGlycyrrhiza glabra
FamigliaFabaceae (Leguminose)
Tipo di piantaPerenne rizomatosa
OrigineFascia mediterranea e Asia meridionale
EsposizionePieno sole
TerrenoSciolto, ben drenato, profondo
IrrigazioneModerata, evitare ristagni idrici
FiorituraPrimavera-Estate (infiorescenze blu-viola)
Altezza60-90 cm
ConcimazioneLeggera, preferibilmente organica in primavera
PotaturaNon necessaria, eliminare solo parti secche o danneggiate
MoltiplicazioneDivisione dei cespi o talee radicali in primavera
Malattie e parassitiGeneralmente resistente, attenzione a muffe in caso di eccessiva umidità
Difficoltà di coltivazioneFacile da coltivare in condizioni adatte

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