Piante da erboristeria

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Per quanto riguarda l'impiego del ginko, c'è da dire che varia a seconda della zona in cui ci troviamo: in Oriente rappresenta un ingrediente da utilizzare in molti piatti tipici, mentre in Europa fa capolino soprattutto tra gli eccipienti utilizzati per realizzare creme e cosmetici

di Redazione

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Al contrario di quanto nell'immaginario collettivo si tenda a pensare, quando si parla di ginko si fa riferimento - in maniera volgare - alla sostanza ricavata da un albero speciale e localizzato soprattutto in Oriente, il ginko. Stiamo parlando di una specie vegetale unica al mondo, in quanto detiene il record di 'albero più antico della storia': il ginko è in altre parole la prima specie vegetale comparsa sulla terra, oltre che una delle più longeve, in quanto può vivere anche 1000 anni. In Giappone, in Cina e in altri paesi orientali è per questo considerato un albero sacro, ed è per questo che molti monaci di vari ordini religiosi si servono delle sue foglie per ornare luoghi sacri. Per quanto riguarda l'impiego del ginko, c'è da dire che varia a seconda della zona in cui ci troviamo: in Oriente rappresenta un ingrediente da utilizzare in molti piatti tipici, mentre in Europa fa capolino soprattutto tra gli eccipienti utilizzati per realizzare creme e cosmetici. Vanta infatti ottime proprietà benefiche, in quanto riesce a riequilibrare il livello lipidico delle pelli secche e, in generale, è un ottimo tonificante per l'epidermide.

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Domande frequenti

  • Quali sono le principali proprietà benefiche del Ginkgo biloba?
    Il Ginkgo biloba è rinomato per le sue eccellenti proprietà antiossidanti e vasodilatatorie. Contribuisce a migliorare la circolazione sanguigna, sia periferica che cerebrale, favorendo la concentrazione e la memoria. Inoltre, protegge le cellule dallo stress ossidativo grazie ai flavonoidi e ai terpeni contenuti nelle foglie. È spesso utilizzato per alleviare sintomi legati all'insufficienza venosa cronica, come gambe pesanti e crampi notturni.
  • Come si utilizza il Ginkgo nella cosmesi?
    In ambito cosmetico, l'estratto di Ginkgo biloba è apprezzato per le sue proprietà antiossidanti e rigeneranti. Viene inserito in creme e sieri per contrastare i segni dell'invecchiamento cutaneo, stimolando la microcircolazione e migliorando l'ossigenazione dei tessuti. Aiuta a ridurre la cellulite e le smagliature, rendendo la pelle più tonica e luminosa. La sua azione riequilibrante lo rende adatto anche alle pelli sensibili o secche.
  • È vero che il Ginkgo è l'albero più antico esistente?
    Sì, il Ginkgo biloba è considerato un fossile vivente. È l'unica specie sopravvissuta del suo ordine botanico, essendosi evoluto centinaia di milioni di anni fa, molto prima delle angiosperme. Questa straordinaria longevità gli permette di raggiungere età superiori ai mille anni. La sua resistenza a malattie, insetti e inquinamento ne ha garantito la sopravvivenza fino ad oggi.
  • Si può mangiare il Ginkgo? Ci sono rischi?
    I semi del Ginkgo (ginkgo nuts) sono commestibili solo dopo una cottura accurata, poiché crudi contengono acido ginkgotoxina, tossico per il sistema nervoso. In Asia sono usati in cucina, ma il consumo deve essere moderato. Le foglie non vanno mai consumate crude; vengono utilizzate esclusivamente per estratti standardizzati in fitoterapia sotto controllo medico per evitare interazioni farmacologiche.
  • Quanto vive in media un albero di Ginkgo?
    Il Ginkgo biloba è estremamente longevo e può superare facilmente i 1000 anni di vita. Alcuni esemplari storici in Giappone e Cina hanno età documentate superiori ai 2500 anni. Cresce lentamente ma diventa maestoso nel tempo, sviluppando un tronco massiccio e una chioma ampia. La sua capacità di resistere a condizioni ambientali avverse contribuisce alla sua durata eccezionale.

Scheda Tecnica

Ginkgo biloba L.

Nome scientificoGinkgo biloba L.
FamigliaGinkgoaceae
Tipo di piantaAlbero deciduo
OrigineCina (orientale)
EsposizionePieno sole
TerrenoBen drenato, fertile, leggermente acido
IrrigazioneModerata, regolare nei primi anni
FiorituraImpollinazione anemofila (maschile/femminile separati)
Altezza20-35 metri
ConcimazioneLeggera, in primavera
PotaturaMinima, solo per rimuovere rami secchi o mal posizionati
MoltiplicazionePer talea o innesto
Malattie e parassitiGeneralmente resistente, possibile attacco di afidi o cocciniglie
Difficoltà di coltivazioneFacile

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