In che modo usare la tintura di iperico

Piante da erboristeria

In che modo usare la tintura di iperico

L’iperico vanta ottime proprietà antibatteriche ed antinfiammatorie: viene consigliato molto spesso contro emorroidi, ferite e piaghe

di Redazione

In che modo usare la tintura di iperico

Chi parla di iperico allude generalmente ad una pianta officinale nota anche con il nome di “erba di San Giovanni” o “erba scacciadiavoli”, appartenente al genere Hypericum. L'appellativo 'erba di San Giovanni' è dovuto probabilmente al fatto che l'iperico fiorisce in estate, più o meno nel periodo intorno alla festività di San Giovanni. Si tratta di una pianta che cresce spontaneamente nei boschi radi e luminosi; è originaria della Gran Bretagna ma oggi è rintracciabile in tutte le regioni d’Italia e del mondo. La struttura di questa specie presenta un fusto eretto e glabro, ed è facilmente visibile anche lontano dal periodo di fioritura, questo per un motivo semplice e legato alla sua denominazione scientifica: Hypericum perforatum. Le fogle di iperico presentano diverse vescichette oleose di colore molto chiaro, che viste da lontano sembrano piccolissimi buchi. L’iperico vanta ottime proprietà antibatteriche ed antinfiammatorie: viene consigliato molto spesso contro emorroidi, ferite e piaghe, ma il principio attivo di questo elemento naturale ricorre principalmente nella cura di fenomeni di depressione lieve e moderata e, in ambito fitoterapico, degli stati d’ansia.

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Domande frequenti

  • Quali sono le principali proprietà terapeutiche dell'iperico?
    L'iperico è noto per le sue spiccate proprietà antibatteriche, antinfiammatorie e antidepressive. Viene comunemente utilizzato in fitoterapia per alleviare sintomi di depressione lieve e moderata, nonché stati d'ansia. Inoltre, grazie alle sue capacità cicatrizzanti e antisettiche, è efficace nel trattamento esterno di ferite, piaghe, emorroidi e infiammazioni cutanee.
  • Come si riconosce visivamente l'iperico?
    L'iperco (Hypericum perforatum) è una pianta erbacea perenne con fusto eretto e glabro. Le foglie sono opposte, intere e presentano piccole vescichette oleose trasparenti: osservandole traslucide appaiono come minuscoli fori, da cui deriva il nome scientifico 'perforatum'. Durante l'estate produce fiori gialli brillanti con numerosi stami rossi alla base.
  • Dove cresce spontaneamente l'erba di San Giovanni?
    Originaria probabilmente della Gran Bretagna, l'iperico è oggi diffuso in quasi tutto il mondo, comprese tutte le regioni italiane. Predilige ambienti aperti, boschi radi e luminosi, siepi e margini stradali. È una pianta rustica che si adatta bene ai climi temperati e resiste a condizioni ambientali variabili.
  • Perché si chiama 'erba di San Giovanni'?
    Il nome comune 'erba di San Giovanni' deriva dal fatto che la pianta entra in piena fioritura proprio durante il periodo estivo, coincidente con la festa di San Giovanni Battista (24 giugno). Questa sincronizzazione temporale tra la fioritura e la festività religiosa ha portato all'attribuzione di questo appellativo tradizionale.
  • In quali forme si trova l'iperico per uso erboristico?
    L'iperico è commercializzato in diverse forme farmaceutiche ed erboristiche, tra cui tinture madri, estratti secchi standardizzati, capsule, tisane e oli essenziali. La tintura, ottenuta per macerazione in alcool, è particolarmente diffusa per sfruttarne i principi attivi contro ansia e disturbi dell'umore, mentre gli unguenti sono ideali per usi topici.

Scheda Tecnica

Hypericum perforatum

Nome scientificoHypericum perforatum
FamigliaGuttiferae (o Clusiaceae)
Tipo di piantaPerenne erbacea
OrigineEuropa, Asia, Nord Africa (spontanea in Italia)
EsposizioneSoleggiata, ambienti luminosi
TerrenoBen drenato, fertile, medio-pesante
IrrigazioneModerata, evitare ristagni idrici
FiorituraEstate (giugno-agosto)
Altezza30-80 cm
ConcimazioneLeggera, a inizio primavera con concime organico o specifico per piante da fiore
PotaturaTaglio netto a terra dopo la fioritura o a fine inverno per ringiovanire la pianta
MoltiplicazioneSemina (primavera), talea (estate), divisione dei cespi (autunno/primavera)
Malattie e parassitiMaculature fogliari, afidi, cocciniglie; sensibilità a funghi se il terreno è troppo umido
Difficoltà di coltivazioneFacile da coltivare, rustica e resistente

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