Piante da erboristeria

miele tarassaco

Il tarassaco è ricco di olio essenziale, tannino, flavonoidi ed altre sostanze benefiche, e in ambito erboristico viene utilizzato per i motivi più svariati

di Redazione

miele tarassaco

'Dente di leone' è l'appellativo più curioso con il quale ci si rivolge a questa specie vegetale, cui denominazione scientifica è 'taraxacum officinalis'. Avrete capito che stiamo parlando del famosissimo tarassaco, pianta angiosperma che cresce allo stato spontaneo nei paesaggi pianeggianti ed è tra le piante curative più comuni rintracciabili nella penisola italiana. Vanta talmente tante proprietà da aver dato luogo ad una terapia vera e propria, nota come 'tarassacoterapia'; la si può trovare in campagna, nei prati aperti ed incolti, come ai bordi delle strade, ma da notare è che può assumere carattere infestante. Il tarassaco è ricco di olio essenziale, tannino, flavonoidi ed altre sostanze benefiche, e in ambito erboristico viene utilizzato per i motivi più svariati: si presta per la cura della dispepsia e dello scorbuto, ma figura anche tra i migliori tonici e depurativi presenti in natura, oltre che tra i più consigliati colagoghi (riesce ad equilibrare la quantità di bile che arriva all'intestino).

Come coltivare il tarassaco

Conosciuto anche con il nome di Dente di Leone, il Tarassaco è presente sia in pianura che in alta montagna. Il clima ideale dove per far crescere il Tarassaco deve essere temperato e ben soleggiato, anche se questo fiore non disdegna le zone d'ombra. La pianta ha un fusto che può raggiungere l'altezza di quaranta centimetri e si presenta con foglie radicali di colore verde scuro. Alla sommità troviamo il fiore di colore giallo circondato dal pappa. Le radici delle piante hanno un carattere infestante, infatti se non vengono estirpate continuano a produrre nuovi germogli. Il Tarassaco è utilizzato sia per scopi alimentari (fiori e bocciolo vengono utilizzati per questo scopo) e sia per scopi terapeutici (per questo scopo vengono utilizzate foglie e radici).

Naviga per:

Domande frequenti

  • Quali sono le principali proprietà medicinali del tarassaco?
    Il tarassaco è noto per le sue spiccate proprietà depurative e toniche, agendo come efficace colagogo, ovvero stimolando la produzione e l'eliminazione della bile verso l'intestino. È tradizionalmente impiegato per migliorare la digestione, contrastare la dispepsia e combattere lo scorbuto. Grazie alla presenza di flavonoidi, tannini e oli essenziali, supporta il fegato nell'eliminare le tossine, risultando un alleato naturale per la salute epatica e renale.
  • Come si utilizza il tarassaco in ambito alimentare?
    Nella cucina tradizionale, tutte le parti della pianta sono commestibili. I fiori e i boccioli possono essere usati per preparare fritture, creme o infusi aromatizzati. Le foglie giovani, ricche di vitamine, sono ideali per insalate fresche o saltate in padella. Le radici, invece, possono essere essiccate e tostate per ottenere un surrogato del caffè privo di caffeina, oppure bollite come verdura. L'uso alimentare sfrutta il sapore leggermente amaro tipico della pianta.
  • Dove e come coltivare il tarassaco in giardino?
    Il tarassaco è estremamente adattabile e cresce bene in terreni fertili e ben drenati, tollerando sia il pieno sole che l'ombra parziale. Preferisce climi temperati ma resiste al freddo intenso. Può essere propagato facilmente per seme o dividendo i cespi. Attenzione: poiché ha radici profonde e caratter infestante, tende a diffondersi rapidamente. Se coltivato in aiuole, è meglio contenere la sua espansione o accettarne la presenza spontanea nel prato.
  • Quali parti della pianta si usano per le tisane?
    Per preparare infusi e decotti terapeutici si utilizzano principalmente le foglie e le radici. Le foglie, raccolte in primavera, sono ottime per tisane depurative leggere. Le radici, scavate in autunno o primavera, vanno lavate, tagliate e fatte essiccare accuratamente prima dell'uso. La radice essiccata può essere anche tostata per preparare un infuso più robusto e digeritivo. I fiori si usano meno frequentemente nelle infusioni classiche, preferendoli per preparazioni culinarie.

Scheda Tecnica

Taraxacum officinale

Nome scientificoTaraxacum officinale
FamigliaCompositae (Asteraceae)
Tipo di piantaErba perenne
OrigineEuropa, Asia e Nord Africa
EsposizioneSoleggiata o semiombreggiata
TerrenoFertile, drenato, anche povero
IrrigazioneModerata, evitare ristagni
FiorituraPrimavera-Estate (aprile-luglio)
AltezzaFino a 40 cm
ConcimazioneLeggera, in primavera
PotaturaAsportazione fiori appassiti e foglie secche
MoltiplicazioneSemina o divisione dei cespi
Malattie e parassitiRaramente soggetta a parassiti gravi
Difficoltà di coltivazioneFacile

Potrebbe interessarti anche