Piante da erboristeria

Utilizzo dei chiodi di garofano

I chiodi di garofano sono alla base di molti prodotti cosmetici e deodoranti

di Redazione

Utilizzo dei chiodi di garofano

A differenza di quanto lascia intendere la denominazione, non hanno nulla a che vedere con la pianta del garofano. I chiodi di garofano sono semplicemente i boccioli floreali di un albero alto in genere dai 10 ai 15 m, che cresce spontaneamente in Asia e nei Caraibi: l’Eugenia caryophyllata. Presentano una chioma rotondeggiante e foglie ovato-lanceolate, che sono ricche di un olio essenziale molto utile. I chiodi di garofano rappresentano una spezia tra le più comuni in cucina, dove vengono utilizzati per la realizzazione di dolci come biscotti, pandolci, panpepati, creme, farciture e liquori aromatici, ma anche piatti salati a base di selvaggina e arrosti. I chiodi di garofano figurano alla base di molti prodotti cosmetici e deodoranti, ma vantano anche ottime proprietà antiossidanti che li rendono perfetti per la conservazione dei cibi. Tra l’altro sono un efficace anestetico: li troviamo in ambito medico nella composizione di soluzioni orali.

Come si usano i fiori di garofano?

I chiodi di garofano sono un'apprezzatissima spezia che è molto utilizzata in diversi tipi di cucina in tutto il mondo. Essi non sono altro che i boccioli fiorali essiccati della pianta denominata Eugena caryophyllata, classificata in botanica all'interno della famiglia delle Myrtacee. Questa pianta è originaria dell'Indonesia, dove per la verità continua ancora oggi una produzione massiccia, ma la sua coltivazione si è diffusa nel corso degli anni anche all'Africa del Sud e al Sudamerica. Sono arbusti sempreverdi che allo stato selvatico raggiungono altezze considerevoli tra i dieci e i quindici metri ma che, in coltivazione, sono poi mantenuti più o meno sui cinque metri. Una bella peculiarità di questa pianta è l'incantevole profumo che emana durante la fioritura.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza botanica tra il chiodo di garofano e il fiore di garofano?
    Non esiste alcuna relazione botanica tra le due piante. Il chiodo di garofano è la spezia ottenuta dai boccioli floreali essiccati dell'Eugenia caryophyllata (o Syzygium aromaticum), un albero tropicale della famiglia delle Myrtacee originario dell'Indonesia. Il fiore di garofano, invece, appartiene al genere Dianthus, una pianta erbacea della famiglia delle Caryophyllaceae, comunemente coltivata come ornamentale nei giardini temperati. La somiglianza nel nome deriva esclusivamente dall'affinità olfattiva e cromatica, non tassonomica.
  • Come si raccolgono e si conservano i chiodi di garofano?
    La raccolta avviene quando i boccioli fiorali sono completamente sviluppati ma ancora verdi e chiusi, solitamente verso la fine dell'estate. Vengono raccolti a mano per evitare danni. Successivamente, i boccioli vengono fatti essiccare al sole per diversi giorni fino a diventare marrone scuro e rigidi. Per una conservazione ottimale, vanno tenuti interi in contenitori ermetici, al riparo dalla luce diretta e dall'umidità, per preservare l'olio essenziale e le proprietà aromatiche più a lungo possibile rispetto alle polveri.
  • Quali sono le principali applicazioni culinarie dei chiodi di garofano?
    In cucina, i chiodi di garofano sono versatili e si usano sia nelle preparazioni dolci che salate. Nei dolci, aromatizzano biscotti, pandolci, panpepati, creme pasticcere e liquori. Nelle pietanze salate, sono fondamentali per insaporire arrosti, brasati, selvaggina, salse agrodolci e stufati. Spesso vengono inseriti interi in cipolle o carote per facilitarne la rimozione dopo la cottura, poiché il loro sapore intenso e pungente può dominare il piatto se usato in eccesso o macinato troppo finemente.
  • Quali proprietà benefiche e medicinali attribuiscono i chiodi di garofano?
    I chiodi di garofano sono ricchi di eugenolo, un composto dalle spiccate proprietà antiossidanti, antisettiche e antinfiammatorie. In ambito medicinale tradizionale, sono noti per il loro effetto anestetico locale, tanto da essere impiegati in soluzioni orali per alleviare dolori dentali e gengivali. Inoltre, favoriscono la digestione, riducendo gonfiore e nausea, e aiutano a conservare gli alimenti grazie alla capacità di inibire la crescita batterica e fungina. L'olio essenziale estratto è utilizzato anche in aromaterapia per le sue proprietà rilassanti.

Scheda Tecnica

Syzygium aromaticum (sin. Eugenia caryophyllata)

Nome scientificoSyzygium aromaticum (sin. Eugenia caryophyllata)
FamigliaMyrtaceae
Tipo di piantaAlbero sempreverde
OrigineIndonesia (Molucche), Asia, Caraibi
EsposizioneSoleggiata, riparata dal vento
Temperatura minimaNon tollera il gelo (sotto i 10°C soffre)
TerrenoFertile, ricco di sostanza organica, ben drenato
IrrigazioneRegolare, mantenere umido ma non zuppo
FiorituraPrimavera/Estate (boccioli raccolti prima dell'apertura)
Altezza10-15 m (selvatica), ~5 m (coltivata)
ConcimazioneOrganica bilanciata in primavera
PotaturaLeggera per contenere l'altezza e formare la chioma
MoltiplicazioneSemina (difficile), margotta, innesto
Malattie e parassitiCocciniglie, funghi fogliari se ristagno idrico
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede clima caldo-umido protetto)

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