Fiore

Croco-15

Il croco è meglio noto come zafferano, perché dalla sua varietà Sativus viene ricavata la spezia tanto amata nelle cucine mediterranee. La sua coltivazione è relativamente semplice, e non necessita di eccessive attenzioni se non quelle manutentive. Attenzione però a funghi e roditori.

di Redazione

Indice:

Croco-15

Il croco è una pianta erbacea perenne divisa in 80 specie che sviluppa un fiore caratteristico di colore viola e a forma di calice e da cui si ricava, dalla specie Sativus, lo zafferano da cucina. Per questo è conosciuta comunemente con il nome di zafferano. La pianta ha radici bulbose, autentiche riserve di nutrienti, da cui si sviluppano steli di circa 20 cm di altezza, sui quali fiorirà un fiore isolato. Il fogliame è molto rado e si sviluppa direttamente dal bulbo. Il suo impiego è vasto e intenso, nell'alimentazione, per produrre lo zafferano dalla crocus sativus, in medicina, per i suoi poteri tonici, e chiaramente nel giardinaggio come pianta ornamentale, con le prime testimonianze che risalgono ai tempi più antichi di Creta e degli Egizi, o presso i Romani dove erano utilizzati nei riti funebri. È una pianta che cresce nei climi temperati dell'emisfero settentrionale, anche nei paesi di piovosità media, anche se come tutti i fiori, deve evitare i ristagni d'acqua. Non teme comunque il gelo, se non fino ai meno 12°C. L'Italia, insieme ad India, Spagna, Grecia, Marocco e ai paesi della Mezzaluna Fertile, è tra i principali coltivatori di questa pianta, soprattutto a scopo alimentare. Ma recenti studi hanno certificato che un uso smodato di zafferano può risultare molto tossico, già oltre i 20 grammi giornalieri. La coltivazione esige terreni morbidi, anche se non molto ricchi ma lavorati in profondità. Il bulbo va piantato appena al di sotto della superficie, con annaffiature prima e dopo la fioritura. Il croco, o zafferano, teme i funghi parassiti che possono attaccare il bulbo e farlo morire nel breve periodo, intaccando anche l'intera coltivazione. È quindi necessario in questo caso, eliminare immediatamente i bulbi malati prima che l'infestazione si trasmetta agli altri. Anche i roditori sono ghiotti divoratori dei bulbi, e quindi potenziali nemici.

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Domande frequenti

  • Come si coltiva correttamente il croco per ottenere una buona fioritura?
    Per coltivare il croco con successo, è fondamentale scegliere un terreno morbido, ben lavorato in profondità e soprattutto ben drenato, poiché la pianta teme fortemente i ristagni idrici. I bulbi vanno interrati poco profondamente, appena sotto la superficie del suolo. Le irrigazioni devono essere somministrate principalmente due momenti chiave: subito prima della fioritura per stimolare la crescita e dopo la fioritura per permettere al bulbo di accumulare energie per l'anno successivo. Evita concimazioni pesanti, dato che il croco non richiede terreni particolarmente ricchi.
  • Quali sono i principali nemici del croco in giardino?
    I due principali nemici del croco sono i funghi parassiti e i roditori. I funghi possono attaccare il bulbo causandone la morte rapida e diffondersi all'intera coltivazione se non intervenuti tempestivamente. In caso di sintomi di infezione, è cruciale eliminare immediatamente i bulbi malati per proteggere quelli sani. Inoltre, i roditori (come topi e arvicole) sono attratti dai bulbi e li consumano avidamente. Per prevenire questi danni, ispeziona regolarmente la zona e considera l'uso di protezioni fisiche o repellenti naturali contro gli animali scavatori.
  • Il croco resiste al freddo invernale?
    Sì, il croco è generalmente resistente al gelo, tollerando temperature fino a -12°C. Questa caratteristica lo rende adatto alla coltivazione nei climi temperati dell'emisfero settentrionale, comprese molte zone italiane. Tuttavia, la resistenza può variare leggermente in base alla specifica specie e alle condizioni microclimatiche locali. Durante inverni particolarmente rigidi o umidi, assicurati che il terreno sia perfettamente drenante per evitare che il freddo combinato con l'eccessiva umidità danneggi i bulbi sotterranei.
  • È vero che lo zafferano deriva dal croco? Quale specie si usa?
    Esatto, lo zafferano culinario proviene specificamente dalla specie Crocus sativus. Questa varietà è sterile e si riproduce esclusivamente per divisione dei bulbi, il che ne spiega il valore elevato. Mentre esistono circa 80 specie di croco, molte delle quali ornamentali con fiori viola o gialli, solo il C. sativus produce gli stimmi rossi essiccati noti come spezia. Le altre specie non sono commestibili o non producono quantità significative di stimmi utili commercialmente.
  • Quanto è tossico lo zafferano se assunto in grandi quantità?
    Lo zafferano, pur essendo una spezia preziosa e sicura nelle dosi culinarie normali, diventa tossico se assunto in quantità eccessive. Studi recenti indicano che un consumo superiore a 20 grammi al giorno può risultare pericoloso per la salute. È importante distinguere tra l'uso moderato in cucina, dove si impiegano pochi milligrammi, e l'uso improprio o sovradosato. Seguire sempre le indicazioni per un utilizzo sicuro e consapevole, evitando preparazioni domestiche non verificate che potrebbero portare a un'intossicazione.

Scheda Tecnica

Crocus spp., C. sativus

Nome scientificoCrocus spp., C. sativus
FamigliaIridaceae
Tipo di piantaErbacea perenne bulbosa
OrigineEmisfero settentrionale, clima temperato
EsposizioneSoleggiata, preferibilmente riparata
TerrenoMorbido, ben drenato, non troppo ricco
IrrigazioneModerata, prima e dopo la fioritura, evitare ristagni
FiorituraPrimavera o Autunno (dipende dalla specie)
AltezzaCirca 20 cm
ConcimazioneNon richiesta se terreno non poverissimo
PotaturaAssente, rimuovere solo foglie secche
MoltiplicazioneDivisione dei bulbilli laterali
Malattie e parassitiFunghi parassiti del bulbo, roditori
Difficoltà di coltivazioneFacile

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