Mimosa

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Mimosa

La mimosa fu importata dall'emisfero australe solo nel corso del novecento, come pianta simbolo nella festa internazionale della donna.

di Redazione

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Mimosa

La mimosa ha il nome scientifico di Acacia Dealbata e fa parte delle Mimosaceae e in altre classificazioni delle Fabaceae. La pianta ha un andamento arboreo, con alberi alti fino a 20 metri. Nativa dell'Australia e della Tasmania, venne esportata in Europa e poi nelle Americhe solo nella seconda metà del novecento, come simbolo della festa della donna del 8 marzo. La scelta, probabilmente dovuta alla precocità delle infiorescenze, oggi ha fatto si che questa pianta sia conosciutissima e oramai diffusa ovunque anche allo stato spontaneo. È anche una pianta pioniera, ovvero riesce a crescere su terreni recenti geologicamente, ancora in formazione, senza nessun problema. Presenta le classiche infiorescenze gialle, molto profumate, già da febbraio. È un albero sempreverde, con foglie piatte e lunghe distribuite opposte lungo piccoli steli. L'albero ama i climi caldi, mal sopportando temperature al di sotto dei 10 gradi centigradi. In Italia la si trova in tutto il sud e in Liguria e Toscana, oltre che sulle rive temperate dei laghi settentrionali. Va quindi posizionata in luoghi con ottime esposizioni solari, calde e luminose. Nella coltivazione la mimosa preferisce terreni acidi, con concimazioni profonde di letame stallatico e humus. La concimazione di questo tipo deve essere triennale. Le irrigazioni nella coltivazione domestica devono essere mensili, sempre con terreno ottimamente drenato e asciutto. Quando posizionato in giardino l'albero va potato dopo la fioritura, per dare forma alla chioma e lasciare spazio a nuovi fiori. Le avversità per la mimosa sono numerose. Oltre all'attenzione ai ristagni che potrebbero provocare il marciume, il controllo deve essere rivolto a molti parassiti, insetti e funghi.

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Domande frequenti

  • Perché la mimosa è diventata il fiore simbolo dell'8 Marzo?
    La mimosa (Acacia dealbata) divenne il simbolo della Festa della Donna grazie alla sua precoce fioritura in inverno, a febbraio. Questa caratteristica la rese perfetta per celebrare la primavera e la rinascita femminile nei primi decenni del Novecento. Importata dall'Australia e dalla Tasmania, la sua diffusione in Europa e nelle Americas ne fece un'icona universale, associata alla delicatezza ma anche alla resistenza, dato che la pianta è capace di colonizzare terreni difficili e poveri.
  • Qual è la temperatura minima tollerata dalla mimosa?
    L'Acacia dealbata ama i climi caldi e mal sopporta il freddo intenso. Teme le temperature inferiori ai 10 gradi centigradi, subendo danni significativi se esposta a gelate prolungate. In Italia cresce spontaneamente o coltivata prevalentemente nel Sud, in Liguria, Toscana e sulle sponde temperate dei grandi laghi settentrionali, dove il microclima protegge l'albero dalle ondate di gelo rigide tipiche delle zone interne o del Nord-Est.
  • Come si pota correttamente la mimosa?
    La potatura della mimosa va eseguita rigorosamente dopo la fine della fioritura, generalmente a inizio primavera. Questo periodo permette all'albero di recuperare rapidamente e di sviluppare nuovi rami che produrranno fiori nell'inverno successivo. L'obiettivo è dare una forma armoniosa alla chioma e rimuovere i rami secchi o danneggiati, lasciando spazio alla nuova vegetazione. Evitare potature in autunno o inverno per non esporre i tagli alle malattie fungine e al freddo.
  • Quanto spesso bisogna innaffiare la mimosa?
    Nella coltivazione domestica, le irrigazioni devono essere effettuate con cadenza mensile, assicurandosi sempre che il terreno sia ottimamente drenato e completamente asciutto prima di intervenire nuovamente. La mimosa teme fortemente i ristagni idrici, che possono causare il temuto marciume radicale. È fondamentale garantire un drenaggio eccellente, specialmente in vasi o giardini con suoli pesanti, poiché la pianta proviene da ambienti dove l'acqua non ristagna a lungo.
  • Che tipo di terreno preferisce l'Acacia dealbata?
    La mimosa predilige terreni acidi e ben drenati. Si adatta bene anche a terreni recenti o geologicamente giovani, dimostrando una notevole capacità pionieristica nel colonizzare suoli poveri. Per una crescita rigogliosa, è consigliabile integrare il substrato con letame stallatico maturo e humus, effettuando queste concimazioni profonde ogni tre anni. Un suolo ricco ma sciolto favorirà lo sviluppo radicale e supporterà la grande mole vegetativa dell'albero adulto.

Scheda Tecnica

Acacia dealbata

Nome scientificoAcacia dealbata
FamigliaFabaceae (ex Mimosaceae)
Tipo di piantaAlbero sempreverde
OrigineAustralia e Tasmania
EsposizionePieno sole, caldo e luminoso
TerrenoAcido, ben drenato
IrrigazioneMensile, terreno asciutto tra un intervento e l'altro
FiorituraFebbraio (precocissima)
AltezzaFino a 20 metri
ConcimazioneLetame stallatico e humus ogni tre anni
PotaturaDopo la fioritura, per formare la chioma
Malattie e parassitiMarciume radicale (ristagni), insetti, funghi
Difficoltà di coltivazioneMedia

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