Mimosa

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La mimosa è il fiore tipico della festa della donna dal 1945. La sua scelta proviene dalla lontana Australia, dove la pianta è originaria.

di Redazione

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Mimosa

La mimosa è un albero molto conosciuto per la sua classica infiorescenza gialla che si regala l'8 marzo, festa della donna. La scelta ricade proprio su questa specie anche per la sua precocità che la vede pronta sempre per questa data. La mimosa è una specie oltre che arborea, anche arbustiva che fa parte della famiglia delle acacie, e nelle sue tipologie arboree può raggiungere anche i 25 metri di altezza, mentre le specie arbustive possono essere coltivate comodamente in vaso. È originaria dell'Australia, e preferisce i climi caldi, mentre soffre terribilmente al di sotto dei 15°C. La sua coltivazione è quindi sconsigliata nelle zone settentrionali, al di sopra delle Alpi in particolar modo, dove incontra notevoli difficoltà e rischi seri di sopravvivenza. Se decidete di coltivarla in appartamento, dovrete riservargli un posto molto luminoso ma non diretto all'esposizione solare, mentre in giardino può tranquillamente sopportare i raggi del sole. Come terreno preferite quelli leggermente acidi, facendo attenzione a mantenere umido il substrato, ben drenato, e ad annaffiarla costantemente durante la stagione calda. Il luogo prescelto non deve essere esposto a ventilazioni, anche nel caso di una coltivazione in appartamento. Si consiglia di seminarla in estate, ma si riproduce facilmente anche per talea con un apporto torbaceo e sabbioso, sempre recidendo la talea nella stagione estiva. La potatura è di mantenimento, da effettuare dopo la fioritura. È una pianta molto robusta che non teme malattie o parassiti, anche se può subire attacchi da alcuni funghi e afidi, facilmente eliminabili grazie a prodotti regolarmente in commercio.

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Domande frequenti

  • Perché la mimosa è il simbolo della Festa della Donna?
    La mimosa è diventata il fiore simbolo dell'8 marzo dal 1945, quando tre donne fondatrici dell'Unione Donne Italiane scelsero questa pianta per celebrare la giornata internazionale della donna. La scelta ricadde sulla mimosa principalmente per la sua precocità: fiorisce infatti all'inizio della primavera, rendendola prontamente disponibile proprio in quel periodo. Inoltre, il suo colore giallo brillante simboleggia la gioia e la luce, rappresentando idealmente la rinascita e la forza femminile dopo l'inverno.
  • Qual è la temperatura minima tollerata dalla mimosa?
    La mimoha soffre terribilmente il freddo e non tollera temperature inferiori ai -15°C. Essendo originaria dell'Australia, predilige i climi caldi e mediterranei. Nelle zone settentrionali italiane, specialmente quelle situate al di sopra delle Alpi, la coltivazione in piena terra è fortemente sconsigliata a causa dei rischi seri di sopravvivenza legati alle basse temperature invernali. In queste aree, è possibile coltivarla solo in vaso, proteggendola accuratamente durante i mesi freddi o portandola in ambienti riparati.
  • Come si coltiva la mimosa in vaso?
    Le varietà arbustive della mimosa sono ideali per la coltivazione in vaso, permettendo una gestione più controllata rispetto agli alberi giganti. Posizionatela in un luogo molto luminoso, evitando però il sole diretto se tenuta in appartamento. Il substrato deve essere leggermente acido, ben drenato e mantenuto costantemente umido durante la stagione calda, senza creare ristagni idrici. È fondamentale evitare correnti d'aria fredde, sia in casa che in giardino, poiché la pianta è sensibile agli sbalzi termici e al vento forte.
  • Quando e come moltiplicare la mimosa?
    La mimosa si moltiplica prevalentemente tramite semina o talea, entrambe operazioni da eseguire nella stagione estiva. Per la semina, utilizza un terriccio adatto alla germinazione. Per la talea, recidi rametti sani e interrali in un substrato composto da torba e sabbia, che garantisce il giusto equilibrio tra ritenzione idrica e drenaggio. Entrambe le tecniche richiedono calore e umidità ambientale per attecchire correttamente. Una volta radicate, le nuove piante potranno essere trapiantate o trasferite nella loro dimora definitiva.
  • Come si effettua la potatura della mimosa?
    La potatura della mimosa è essenzialmente di mantenimento e va eseguita rigorosamente dopo il periodo di fioritura. L'obiettivo è rimuovere i rami secchi, danneggiati o eccessivamente lunghi per contenere la crescita e favorire una forma ordinata. Poiché la pianta produce fiori sui rami dell'anno precedente, tagliare prima della fioritura significherebbe asportare i boccioli già formati. Interventi corretti post-fioritura permettono alla pianta di rigenerarsi e preparare nuovi getti per la stagione successiva senza compromettere la produzione floreale.

Scheda Tecnica

FamigliaAcacia (Fabaceae)
Tipo di piantaAlbero o arbusto
OrigineAustralia
EsposizioneLuminosa, sole pieno o indiretto, no correnti d'aria
TerrenoLeggermente acido, ben drenato
IrrigazioneCostante in estate, substrato umido ma non zuppo
FiorituraPrimaverile (precoce)
AltezzaFino a 25 metri (arborea); variabile (arbustiva)
PotaturaDi mantenimento, post-fioritura
MoltiplicazioneSeme (estate), talea (estate)
Malattie e parassitiFunghi, afidi (facili da trattare)
Difficoltà di coltivazioneMedia (sensibile al freddo)

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