Fiore

stella di natale rossa-1

La stella di Natale rossa è una pianta che è entrata nella tradizione natalizia ed ora ne è una dei capisaldi immancabili.

di Redazione

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La letteratura floreale è molto più florida (manco a dirlo) di quanto si pensi, perché gli studi scientifici in botanica sono diffusi e perché l’argomento è amato e ampio al punto giusto proprio da rendere interessante una lettura. Parte di queste trattazioni parla dei ruoli che l’uomo ha affidato a fiori o piante in particolare, e proprio in questo ambito vogliamo parlare della stella di Natale. E’ ovvio che sia nata prima la specie floreale e poi il Natale (soprattutto nel suo aspetto più consumistico), quindi è stato l’uomo ad affibbiare a questa pianta l’appellativo ed il ruolo che oggi la vede essere presente nella totalità o quasi delle case appena la festa natalizia si avvicina; sarà stato perché ha notato una buona resistenza al freddo ed una fioritura florida dei suoi rossi petali proprio in quel periodo freddo e piovoso (ma in realtà essa è nata in ben altri freddi) o per altri motivi, fatto sta che ora è una tradizione innegabile del Natale avere e curare questa particolare pianta.

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Domande frequenti

  • Perché la Stella di Natale è diventata un simbolo del Natale?
    La Stella di Natale (Euphorbia pulcherrima) è entrata prepotentemente nelle tradizioni natalizie grazie alla sua fioritura che coincide con le feste invernali nell'emisfero boreale. I suoi brattee color rosso acceso creano un effetto decorativo vivace durante il periodo freddo e piovoso, rendendola perfetta per addobbare le case. Sebbene la pianta sia originaria di zone tropicali e non necessariamente resistenti al gelo estremo, la sua capacità di mantenere un aspetto rigoglioso proprio quando la natura sembra addormentarsi l'ha resa un'icona indiscussa del periodo natalizio, sostituendo spesso altre piante meno decorative in inverno.
  • La Stella di Natale è velenosa per animali domestici?
    Sì, la Stella di Natale appartiene alla famiglia delle Euforbiacee e contiene un lattice bianco tossico se ingerito. Questo succo lattiginoso può causare irritazioni alla bocca, al tratto digestivo e alla pelle di cani e gatti. Anche se raramente letale, l'ingestione provoca solitamente nausea, vomito e salivazione eccessiva. È fondamentale tenere la pianta fuori dalla portata degli animali domestici. In caso di ingestione o contatto con gli occhi, consultare immediatamente un veterinario o un medico, lavando abbondantemente la zona interessata con acqua.
  • Come si cura correttamente la Stella di Natale dopo le feste?
    Dopo il periodo natalizio, per mantenere viva la pianta, posizionarla in un luogo luminoso ma lontano dalle correnti d'aria fredda e dai termosifoni. Mantieni il terreno leggermente umido senza inzuppare, poiché l'eccesso di acqua causa marciume radicale. Non esporla a sbalzi termici bruschi. Se desideri farla rifiorire l'anno successivo, dovrai simulare il suo ciclo naturale: riduci le irrigazioni in autunno e assicurati che riceva 12-14 ore di buio totale ogni sera per diverse settimane prima dell'inverno. Tuttavia, molte persone la trattano come annuale dato il suo costo contenuto rispetto allo sforzo necessario per mantenerla viva per anni.
  • Qual è la differenza tra i fiori veri e le parti rosse?
    Quello che comunemente chiamiamo 'petali' rossi della Stella di Natale sono in realtà brattee, foglie modificate che assumono colori vivaci per attrarre gli impollinatori. I veri fiori sono minuscoli e gialli, raggruppati al centro della pianta in strutture chiamate ciatidi. Questa confusione visiva è comune, ma biologicamente importante: le brattee proteggono i piccoli fiori centrali e segnalano la presenza di nettare. Quando le brattee iniziano a ingiallirsi e cadere, significa che la fase riproduttiva della pianta sta terminando e che le condizioni ambientali potrebbero non essere più ideali per sostenerne la fioritura.
  • La Stella di Natale cresce bene all'esterno in Italia?
    No, la Stella di Natale è una pianta tropicale originaria del Messico e non tollera il freddo intenso tipico degli inverni italiani. Sopra i 10°C la pianta soffre, e le gelate la uccidono rapidamente. Pertanto, in Italia viene coltivata prevalentemente come pianta ornamentale da interno o da serra durante l'inverno. Se vivi in una regione dal clima mite (come alcune zone costiere del Sud), potresti provare a tenerla all'aperto solo nei mesi primaverili ed estivi, proteggendola rigorosamente dal freddo invernale, ma non sopravviverà come arbusto perenne nelle regioni del Nord.

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