erbe officinali-3

Erboristeria

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Le piante e le erbe officinali prendono il nome da un termine di origine latina, ovvero “officina”: il riferimento è chiaramente per tutti quegli antichi laboratori farmaceutici, al cui interno si effettuavano dei particolari processi per l’estrazione di droghe che venivano frequentemente utilizzate nella medicina popolare.

di Redazione

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Le piante e le erbe officinali prendono il nome da un termine di origine latina, ovvero “officina”: il riferimento è chiaramente per tutti quegli antichi laboratori farmaceutici, al cui interno si effettuavano dei particolari processi per l’estrazione di droghe che venivano frequentemente utilizzate nella medicina popolare. Il termine piante officinali, così come viene considerato al giorno d’oggi, vuol significare sia le piante medicinali che le piante aromatiche. Non dobbiamo dimenticare anche la definizione di erbe officinali che viene data dalla legge n.9 del 6 gennaio del 1931, che recita nel seguente modo: “per piante officinali si intendono le piante medicinali, aromatiche e da profumo”. Quando parliamo di piante aromatiche, vogliamo intendere tutte quelle piante che, per via dei loro particolari principi attivi, vengono frequentemente utilizzate per condire e rendere maggiormente appetibili i cibi che mangiamo, ma anche per aromatizzare un gran numero di liquori, così come spesso entrano a far parte della composizione e della preparazione dei prodotti nel settore della cosmetica.

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Domande frequenti

  • Cosa sono esattamente le piante officinali secondo la legislazione italiana?
    Secondo la legge n. 9 del 6 gennaio 1931, per piante officinali si intendono specificamente le piante medicinali, aromatiche e da profumo. Questa definizione legale distingue queste specie dalle semplici piante ornamentali, sottolineando il loro valore intrinseco legato all'estrazione di principi attivi utilizzati storicamente nella medicina popolare e nei processi di laboratorio farmaceutico.
  • Qual è la differenza tra piante officinali e piante aromatiche?
    Oggi il termine 'piante officinali' comprende sia le piante medicinali che quelle aromatiche. Mentre le prime sono principalmente valutate per i loro effetti terapeutici e curativi, le seconde sono apprezzate per i principi attivi che ne determinano aroma e sapore. Tuttavia, molte piante rientrano in entrambe le categorie, poiché i loro composti chimici possono offrire benefici sia alla salute che alla gastronomia.
  • A cosa servono le piante aromatiche oltre che in cucina?
    Oltre a condire e rendere più appetibili i cibi, le piante aromatiche trovano ampio impiego nell'industria dei liquori, dove vengono usate per aromatizzare numerose bevande alcoliche. Inoltre, i loro estratti e oli essenziali sono ingredienti fondamentali nel settore della cosmetica, sfruttati per le proprietà profumate e spesso benefiche per la pelle, integrando la tradizione culinaria con applicazioni moderne.
  • Da dove deriva il termine 'officinali'?
    Il termine deriva dal latino 'officina', che indicava gli antichi laboratori farmaceutici o artigianali. In questi luoghi si effettuavano processi specifici per l'estrazione delle 'droghe', intese come sostanze vegetali o minerali grezze. L'aggettivo 'officinale' sottolinea quindi l'origine storica di queste piante come materie prime essenziali per la produzione di rimedi e preparazioni medicamentose tradizionali.

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