Erboristeria

erbe officinali-5

Le piante e le erbe officinali prendono il nome dal termine “officina”, utilizzato in passato per riferirsi ai laboratori farmaceutici in cui si estraevano droghe e prodotti naturali destinati all’ambito curativo e terapeutico

di Redazione

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Le piante e le erbe officinali prendono il nome dal termine “officina”, utilizzato in passato per riferirsi ai laboratori farmaceutici in cui si estraevano droghe e prodotti naturali destinati all’ambito curativo e terapeutico. Fin dai secoli antichi l’uomo ricorre alle erbe e ai prodotti disponibili in natura per guarire da malanni ed acciacchi di vario tipo. Quando si parla di piante officinali, oggi si tirano in ballo sia le erbe medicinali che quelle aromatiche. Le prime contengono sostanze naturali che possono risultare utili nella cura di problemi fisici e patologie varie, mentre le seconde vantano particolari principi attivi che le rendono perfette per rendere più appetibili i cibi e per conferire un sapore specifico a liquori e bevande. I principi attivi estraibili dalle specie vegetali sono numerosi e diversi l’uno dall’altro. In erboristeria, le erbe officinali sono dette anche droghe: con questo termine si è soliti fare riferimento alle parti della pianta (corteccia, foglie, fiori e frutti) in cui i principi sono più abbondanti.

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Domande frequenti

  • Qual è l'origine etimologica del termine "erbe officinali"?
    Il termine deriva dalla parola latina "officina", che indicava anticamente i laboratori farmaceutici dove venivano estratte le droghe e i prodotti naturali utilizzati per scopi curativi e terapeutici. Questa denominazione sottolinea il legame storico tra queste piante e la produzione di rimedi medicinali.
  • Qual è la differenza principale tra erbe medicinali e aromatiche?
    Le erbe medicinali contengono sostanze naturali specifiche utili per curare problemi fisici e varie patologie. Le erbe aromatiche, invece, possiedono principi attivi che le rendono ideali per insaporire i cibi e conferire gusti caratteristici a liquori e bevande, pur avendo spesso proprietà benefiche collaterali.
  • Cosa si intende per "droghe" nell'ambito dell'erboristeria moderna?
    Nell'erboristeria, il termine "droghe" non si riferisce a stupefacenti, ma indica le parti della pianta (come corteccia, foglie, fiori e frutti) in cui i principi attivi sono più concentrati e abbondanti. Queste parti vengono raccolte ed essiccate per essere utilizzate nelle preparazioni fitoterapiche.
  • Come viene utilizzata storicamente l'uomo le piante officinali?
    Fin dai secoli antichi, l'uomo ha fatto ricorso costantemente alle erbe e ai prodotti naturali disponibili nell'ambiente circostante per guarire da malanni e acciacchi. L'uso delle piante officinali rappresenta quindi una tradizione millenaria di medicina naturale, basata sull'osservazione diretta delle proprietà delle specie vegetali locali.

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