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Erboristeria

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Quando parliamo di erbe officinali, spesso non ci rendiamo conto del fatto che stiamo facendo riferimento ad un gruppo di piante e non ad una sola varietà in particolare.

di Redazione

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Quando parliamo di erbe officinali, spesso non ci rendiamo conto del fatto che stiamo facendo riferimento ad un gruppo di piante e non ad una sola varietà in particolare. Infatti, anche in base a quanto recita la legge 99 del 6 gennaio 1931, le piante officinali comprendono le piante medicinali, quella aromatiche ed, infine, quelle da profumo. Inoltre, possiamo sottolineare come nell’antichità, venivano utilizzati dei particolari laboratori farmaceutici (che venivano chiamati in gergo “officine”, da cui deriva anche il termine erbe officinali), in cui venivano estratte numerose droghe, che venivano poi largamente impiegate all’interno della medicina popolare. In base all’Organizzazione Mondiale per la Sanità, inoltre, il termine piante medicinali ha un significato piuttosto ampio a sua volta, dato che comprende ogni tipologia di vegetale, al cui interno di trovano, in vari organi, una o più sostanze che possono essere efficacemente utilizzate per degli scopi terapeutici, ma che rappresentano anche le prime emi-sintesi chemio-farmaceutiche.

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Domande frequenti

  • Qual è la definizione ufficiale di erbe officinali secondo la normativa?
    Secondo la legge italiana n. 99 del 6 gennaio 1931, il termine 'erbe officinali' non si riferisce a una singola specie, ma a un gruppo eterogeneo comprendente tre categorie principali: piante medicinali, piante aromatiche e piante da profumo. Questa classificazione giuridica sottolinea la diversità d'uso di queste specie, raggruppandole in base alle proprietà terapeutiche, organolettiche o olfattive che possiedono, distinguendole così dalle semplici colture ornamentali o alimentari comuni.
  • Cosa intende l'OMS per piante medicinali?
    L'Organizzazione Mondiale della Sanità definisce le piante medicinali in modo molto ampio, includendo qualsiasi tipo di vegetale che contenga, nei suoi vari organi, una o più sostanze capaci di esercitare un effetto terapeutico. Questa definizione riconosce il valore scientifico delle piante non solo nella medicina tradizionale, ma anche come fonte primaria per lo sviluppo di semi-sintesi chimiche e farmaci moderni, validando l'uso scientifico dei principi attivi vegetali.
  • Da dove deriva il termine 'officinali'?
    Il termine deriva dall'antico nome dei laboratori farmaceutici storici, detti 'officine'. In questi luoghi antichi si procedeva all'estrazione e alla preparazione di varie 'droghe', ovvero materie prime vegetali essiccate o trasformate. Queste preparazioni venivano poi ampiamente impiegate nella medicina popolare dell'epoca. L'associazione tra il luogo di produzione ('officina') e le piante lavorate ha portato a chiamare 'officinali' tutte quelle piante destinate a tali usi farmacologici e terapeutici.
  • Qual è la differenza tra erbe officinali e piante medicinali?
    Le erbe officinali costituiscono una categoria più ampia che include sia le piante medicinali, sia quelle aromatiche e quelle da profumo. Mentre le piante medicinali sono specificamente valutate per le loro proprietà terapeutiche curative (come definito dall'OMS), le erbe officinali comprendono anche specie usate principalmente per aromatizzare cibi o profumare ambienti, pur rientrando comunque nella sfera dell'uso tradizionale e regolamentato dal punto di vista legislativo.

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