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Erboristeria

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Si arriva fino all’avvento del metodo scientifico, che non ha fatto altro che continuare a tramandare fino ai giorni nostri molte di queste conoscenze su erbe e piante medicinali: per tale ragione, attualmente, siamo riusciti a potenziare e migliorare i principi attivi che si trovano all’interno delle piante.

di Redazione

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Da molti secoli, ormai, l’uomo è riuscito a identificare nelle piante un grande alleato per quanto riguarda l’igiene e il benessere del proprio corpo, nonché dello spirito. Non dobbiamo dimenticare che già nei tempi antichi i primi medici erano soliti utilizzare fiori, ma anche radici, cortecce e foglie con l’obiettivo di creare delle tisane e degli unguenti che potessero rappresentare una cura medicamentosa. Con il passare degli anni e la nascita delle università, le facoltà collegate alle scienze mediche, ritenevano che l’erboristeria avesse un ruolo davvero fondamentale e, per tale ragione, era necessaria la conoscenza dei semplici, ovvero di quelle piante che potevano essere usate anche singolarmente per la cura di disturbi di diversa natura. Si arriva fino all’avvento del metodo scientifico, che non ha fatto altro che continuare a tramandare fino ai giorni nostri molte di queste conoscenze su erbe e piante medicinali: per tale ragione, attualmente, siamo riusciti a potenziare e migliorare i principi attivi che si trovano all’interno delle piante.

I tipi di piante medicinali

Le origine delle piante e le erbe medicinali risalgono ai tempi in cui l'uomo non era ancora parte della vita terrestre. L'approccio ai rimedi naturali di oggi rispetto a quelli antichi sicuramente è molto più distaccato e meno diretto. Infatti nonostante oggi siano numerose le scienze che studiano le piante e le erbe naturali, la reticenza degli uomini è sempre viva e questo perché l'uomo moderno può contare alternativamente sui medicinali chimici prodotti dai grandi colossi farmaceutici (mentre in passato l'unico modo per curarsi era attraverso le erbe medicinali). Le piante e le erbe officinali prendono il loro nome dalla parola latina "officina" ossia gli antichi laboratori farmaceutici in cui si effettuava l’estrazione di droghe tradizionalmente usate nella medicina popolare. L’espressione piante officinali, di oggi, rappresentano sia le piante medicinali sia le piante aromatiche.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra piante medicinali e piante officinali?
    Il termine 'piante officinali' deriva dal latino 'officina', indicando gli antichi laboratori farmaceutici dove si estraevano droghe per la medicina popolare. Oggi questa espressione è utilizzata come sinonimo o categoria ombrello che comprende sia le piante medicinali (usate per scopi terapeutici specifici) sia le piante aromatiche (utilizzate principalmente per profumare cibi o bevande, sebbene spesso abbiano anche proprietà benefiche). Entrambe rientrano nello studio dell'erboristeria.
  • Come sono cambiate le conoscenze sulle piante medicinali nel tempo?
    L'uso delle piante risale all'antichità, quando medici e guaritori utilizzavano fiori, radici, cortecce e foglie per preparare tisane e unguenti. Con l'avvento delle università, lo studio divenne più strutturato, focalizzandosi sui 'semplici', ovvero piante usabili singolarmente. Successivamente, l'introduzione del metodo scientifico ha permesso di analizzare, comprendere e potenziare i principi attivi contenuti nelle piante, trasformando la conoscenza empirica antica in applicazioni moderne più precise ed efficaci.
  • Perché c'è ancora diffidenza verso le erbe medicinali oggi?
    Nonostante le scienze moderne studino approfonditamente le piante naturali, persiste una certa reticenza nell'uso comune. Questo accade perché l'uomo moderno dispone di alternative farmacologiche: i medicinali chimici prodotti dalle grandi industrie farmaceutiche offrono soluzioni rapide e standardizzate. Di conseguenza, mentre in passato le erbe erano l'unica opzione terapeutica, oggi vengono spesso viste come complementari o alternative, generando un approccio più cauto e distaccato rispetto al passato.
  • Cosa si intende per 'semplici' nell'erboristeria tradizionale?
    Nel contesto storico dell'erboristeria e delle antiche facoltà di medicina, il termine 'semplici' indicava le piante che potevano essere utilizzate individualmente, senza bisogno di complesse combinazioni, per curare disturbi specifici. Questa classificazione era fondamentale per i medici dell'epoca, che dovevano conoscere a fondo le proprietà di ogni singola pianta per poterla impiegare efficacemente nella preparazione di rimedi naturali, distinguendola dalle miscele complesse.

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