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Piante da erboristeria

aconito proprietà

Quasi tutti i composti chimici rintracciabili nell’aconito sono altamente dannosi per gli esseri umani

di Redazione

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Chi parla dell'aconito (Aconitum napellus) allude a una pianta erbacea perenne definita geofita rizomatosa per quanto riguarda la forma biologica; è localizzata soprattutto nelle zone alpine e annoverabile tra le specie più tossiche utilizzate per la preparazione di composti farmaceutici: gran parte degli elementi che racchiude, infatti, è nociva per gli esseri umani. Appartiene alla famiglia delle Ranunculacee e sotto il profilo strettamente estetico, si presenta con un gambo piuttosto alto, dai 5 ai 20 dm, e con piccoli fiori di colore viola chiaro che possono essere anche viola più accesso, e che alla sommità ricordano vagamente la forma di un elmo antico. In farmacia, omeopatia ed erboristeria, ci si serve soltanto ed unicamente delle radici e delle foglie di questa pianta. Viene utilizzata soprattutto laddove è richiesta un'immediata azione analgesica, ma anche antidepressiva, e per la prevenzione degli attacchi di panico. Il fusto è diviso in due parti: una ipogea e l'altra epigea: la prima è prevalentemente bulbosa e decisamente rizomatosa, mentre la seconda ha solo scarse ramificazioni. Si tratta di un elemento naturale molto nettarifero, la cui impollinazione avviene per mezzo di api, vespe e altri insetti.

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Domande frequenti

  • Quali sono le principali proprietà terapeutiche dell'aconito?
    L'aconito viene utilizzato in ambito erboristico e omeopatico principalmente per la sua potente azione analgesica, capace di alleviare dolori intensi. Inoltre, presenta effetti antidepressivi e viene impiegato nella prevenzione degli attacchi di panico. È importante sottolineare che queste applicazioni avvengono esclusivamente tramite preparati specifici derivati dalle radici e dalle foglie, poiché la pianta grezza è estremamente pericolosa.
  • È vero che l'aconito è una pianta velenosa?
    Sì, l'Aconitum napellus è considerata una delle piante più tossiche esistenti. Quasi tutti i suoi composti chimici sono altamente dannosi per gli esseri umani se assunti in forma non elaborata. L'avvelenamento può avvenire anche per contatto cutaneo prolungato o ingestione accidentale. Per questo motivo, il suo utilizzo deve essere rigorosamente controllato e limitato alle preparazioni professionali in erboristeria e farmacia.
  • Quali parti della pianta vengono utilizzate in erboristeria?
    In farmacia, omeopatia ed erboristeria, si utilizzano esclusivamente le radici e le foglie dell'aconito. Il fusto, composto da una parte ipogea rizomatosa e una epigea poco ramificata, non è impiegato nei preparati medicinali. La selezione di sole queste parti è fondamentale per controllare la concentrazione degli alcaloidi tossici e garantire una certa sicurezza d'uso nelle formulazioni mediche specializzate.
  • Come si riconosce esteticamente l'aconito?
    L'aconito si distingue per il suo gambo alto, che varia dai 50 ai 200 centimetri. I fiori, di colore viola chiaro o acceso, hanno una forma caratteristica che ricorda vagamente un elmo antico, tipica della famiglia delle Ranunculacee. La pianta è nettarifera e attira api e vespe, facilitando l'impollinazione incrociata nelle sue naturali habitat alpini.

Scheda Tecnica

Aconitum napellus

Nome scientificoAconitum napellus
FamigliaRanunculaceae
Tipo di piantaGeofita rizomatosa perenne
OrigineZone alpine europee
IrrigazioneRegolare, preferibilmente piovana
FiorituraEstate (luglio-agosto)
Altezza50-200 cm
ConcimazioneLeggera, in primavera
PotaturaAsportare fiori appassiti e foglie secche
MoltiplicazioneDivisione dei cespi o semi
Malattie e parassitiSusceptible a funghi e lumache
Difficoltà di coltivazioneMedia, richiede umidità costante

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