Piante da erboristeria

aconitum caratteristiche

L'ingerimento accidentale dell'aconitum può avere effetti collaterali anche gravi

di Redazione

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L’Aconitum lycoctonum è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Ranunculacee, la cui forma biologica è definita emicriptofita scaposa. Figura tra le specie più velenose che compongono la flora italiana, ma è anche tra le più ricorrenti in ambito farmaceutico e curativo. E’ localizzabile soprattutto nelle regioni del Nord Italia e presenta una struttura semplice: ha un gambo piuttosto alto, dai 4 ai 15 dm, e un asse floreale relativamente sottile e quasi sempre privo di foglie. L’ingerimento accidentale di questa sostanza può avere effetti collaterali anche gravi. Il suo principio attivo viene utilizzato molto spesso in farmacia, a causa delle ottime proprietà anti-infiammatorie, analgesiche, sedative e calmanti. La somministrazione deve avvenire sempre sotto la sorveglianza di un medico. Viene consigliata molto spesso anche come vermifugo e diaforetico. Non è insolito, poi, trovarla in giardini privati come elemento decorativo: si tratta di una specie gradevole alla vista e capace di adattarsi ad ogni tipo di terreno.

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Domande frequenti

  • Quali sono i sintomi di avvelenamento da Aconitum?
    L'ingestione di qualsiasi parte della pianta, specialmente radici e semi, provoca intossicazione grave. I sintomi includono formicolio e intorpidimento di bocca e estremità, nausea, vomito, diarrea, debolezza muscolare, aritmie cardiache e potenzialmente arresto cardiaco. Non esiste antidoto specifico immediato: è urgente rivolgersi al pronto soccorso. Anche il contatto cutaneo prolungato con la linfa può causare irritazioni.
  • Come riconoscere l'Aconitum lycoctonum in natura?
    È un'erba alta fino a 1,5 metri con fusto eretto e sottile, spesso privo di foglie nella parte superiore. Le foglie sono palmatosette, divise in lacinie strette. I fiori sono blu-viola scuro (raramente gialli o bianchi), a forma di casco o cappuccio, riuniti in spighe terminali. Fiorisce in estate. Cresce spontaneamente in prati umidi e boschi del Nord Italia.
  • Si può usare l'Aconitum in erboristeria?
    Sì, ma solo sotto stretto controllo medico e farmacologico. Il principio attivo, l'aconitina, ha potenti effetti analgesici, antinfiammatori e sedativi. Tuttavia, il margine tra dose terapeutica e tossica è estremamente ridotto. L'autoproduzione di decotti o tinture è pericolosissima e sconsigliata. In farmacia viene utilizzata in preparazioni standardizzate e diluite per uso esterno o interno rigoroso.
  • Come coltivare l'Aconitum in giardino?
    Predilige posizioni a mezz'ombra o pieno sole in climi freschi. Ama terreni fertili, ricchi di humus e ben drenati, mai secchi. Va irrigato regolarmente durante la crescita e la fioritura, evitando ristagni idrici. Si moltiplica facilmente per seme o dividendo i cespi in autunno. È resistente al freddo intenso. Attenzione: è tossico per cani e gatti se ingerito.

Scheda Tecnica

Aconitum lycoctonum

Nome scientificoAconitum lycoctonum
FamigliaRanunculaceae
Tipo di piantaEmicriptofita scaposa
OrigineEuropa (comune nel Nord Italia)
EsposizionePieno sole o mezz'ombra
TerrenoFertile, fresco, ben drenato
IrrigazioneRegolare, mantenere umido ma non zuppo
FiorituraEstate (luglio-agosto)
Altezza40-150 cm
ConcimazioneLeggera, a inizio primavera
PotaturaAsportare fiori appassiti, tagliare a terra dopo la fioritura
MoltiplicazioneSemina, divisione dei cespi
Malattie e parassitiRaramente colpito, attenzione a lumache e limacce
Difficoltà di coltivazioneFacile da coltivare, adatta a giardini ombrosi

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