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Piante da erboristeria

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Oltre che per le ottime proprietà astringenti, le foglie di bistorta venivano (forse ancora oggi) utilizzate per la preparazione di ricette tipiche della tradizione montanara

di Redazione

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Il suo utilizzo in ambito medico, curativo, farmaceutico e culinario risale addirittura a centinaia di anni fa, ma riesce sempre ad offrire risultati soddisfacenti. Stiamo parlando della bistorta, una pianta erbacea perenne inclusa nella grande famiglia vegetale delle Polygonacee e la cui forma biologica è definita geofita rizomatosa, in quanto il fusto rilascia ogni anno nuove radici. Per quanto riguarda la forma, questa specie vegetale arriva difficilmente a superare i 75 cm di altezza; presenta un fusto completamente glabro e sottile, di colore verde, con in cima dei piccoli fiorellini rosa. Nella parte ipogea, questo ha un rizoma orizzontale contorto e ripiegato a 'U', mentre in quella epigea c'è il fusto eretto e semplice, da cui si dipanano i fiorellini chiari di cui sopra. E’ localizzabile esclusivamente nelle zone freddo-temperate del globo: la troviamo in Europa Occidentale e in Asia settentrionale, mentre è del tutto assente nelle isole. In Europa meridionale è presente soltanto nelle zone montane: in Italia è dai 900 ai 2000 m di altitudine. Le foglie e le radici di questa pianta vengono raccolte in primavera: la bistorta vanta buone proprietà astringenti, febbrifughe, antidiarroiche e vulnerarie. Infine, oltre che per le ottime proprietà astringenti, le foglie di bistorta venivano (forse ancora oggi) utilizzate per la preparazione di ricette tipiche della tradizione montanara.

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Domande frequenti

  • Quali sono le principali proprietà medicinali della bistorta?
    La bistorta è nota principalmente per le sue spiccate proprietà astringenti, grazie all'elevato contenuto di tannini. Viene tradizionalmente utilizzata per trattare disturbi gastrointestinali come diarree e dissenterie, sfruttando l'effetto anti-diarrhoico. Inoltre, possiede azioni febbrifughe utili per abbassare la febbre, attività vulneraria per favorire la guarigione delle ferite e azione antinfiammatoria. L'uso principale riguarda quindi la cura dell'apparato digerente e la protezione delle mucose irritate.
  • Come e quando si raccoglie la bistorta?
    Le parti utilizzabili della pianta sono sia le foglie che le radici (rizomi). La raccolta avviene generalmente in primavera, periodo in cui la concentrazione di principi attivi è ottimale. È fondamentale raccogliere le piante in aree incontaminate, lontano da strade trafficate o fonti di inquinamento. Dopo la raccolta, le radici vanno lavate accuratamente, tagliate e fatte essiccare lentamente all'ombra prima di essere conservate in contenitori ermetici al buio per preservarne le proprietà medicinali.
  • Dove cresce naturalmente la bistorta in Italia?
    In Italia, la bistorta è diffusa prevalentemente nelle zone montane, poiché predilige climi freddo-temperati. Si trova comunemente a un'altitudine compresa tra i 900 e i 2000 metri s.l.m., spesso in prati alpini, margini boschivi freschi e praterie umide. È assente nelle isole e nelle pianure calde del sud, dove il clima non favorisce il suo sviluppo. La sua presenza è indicativa di ambienti naturali integri e poco disturbati dall'uomo.
  • Si può usare la bistorta in cucina?
    Sì, le foglie giovani di bistorta possono essere impiegate in cucina, seguendo la tradizione montanara. Vengono utilizzate come verdura, lessate o saltate in padella, talvolta abbinandole ad altri ortaggi o formaggi locali. Il sapore è leggermente acidulo e astringente. Tuttavia, data l'alta concentrazione di ossalati e tannini, il consumo deve essere moderato. Non va confusa con altre piante simili; è consigliabile averne certa identificazione prima del prelievo per evitare errori pericolosi.

Scheda Tecnica

Persicaria bistorta (sin. Bistorta officinalis)

Nome scientificoPersicaria bistorta (sin. Bistorta officinalis)
FamigliaPolygonacee
Tipo di piantaErbacea perenne
OrigineEuropa occidentale e Asia settentrionale
EsposizioneSoleggiata o semiombreggiata
TerrenoFresco, ben drenato, ricco di humus
IrrigazioneRegolare, mantenere il terreno umido ma non zuppo
FiorituraPrimavera-Estate (maggio-luglio)
Altezza30-75 cm
ConcimazioneLeggera, a base di humus o concime organico in primavera
PotaturaAsportare gli fiori appassiti per evitare auto-semina eccessiva
MoltiplicazioneDivisione dei cespi in autunno o primavera
Malattie e parassitiGeneralmente resistente, attenzione a lumache e limacce sui giovani germogli
Difficoltà di coltivazioneFacile

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