Attrezzi da giardino

Gli arieggiatori (a scoppio o elettrici)

Per eliminare dal nostro prato lo strato infeltrito di materiali vegetali, possiamo utilizzare degli utili strumenti: gli arieggiatori

di Redazione

Gli arieggiatori (a scoppio o elettrici)

Sul nostro prato, col passare del tempo, generalmente si forma uno strato infeltrito composto da vari materiali vegetali: steli, germogli, residui del taglio dell'erba. Ove lo spessore di tale strato dovesse superare il centimetro, l’erba sottostante inizierebbe lentamente a soffocare. Per evitare che questo accada si utilizza l’arieggiatore, un’utilissima macchina per la cura del prato. L’arieggiatore, strumento che va usato nelle stagioni autunnale e primaverile, serve a rimuovere il muschio e i residui che si formano sull’erba; in tal modo si garantisce la permeablità del terreno necessaria per le operazioni di irrigazione e di concimazione. Le lame di tale attrezzo ripuliscono il prato, e lasciano anche nel terreno una traccia piccola che assicurerà un migliore assorbimento dei concimi. Possiamo suddividere gli arieggiatori in: -Arieggiatori manuali: rastrelli dalla limitata efficacia, il cui utilizzo richiede un notevole sforzo fisico -Arieggiatori elettrici: si utilizzano senza sforzo fisico, ma il fatto di essere alimentati tramite un cavo ne limita il raggio d’azione -Arieggiatori a benzina: sono di gran lunga i più adatti all’utilizzo a livelli professionali

Naviga per:

Domande frequenti

  • Quando è il momento giusto per arieggiare il prato?
    L'arieggiatura deve essere effettuata durante le stagioni autunnale e primaverile. In questi periodi l'erba è in fase attiva di crescita, il che permette al prato di recuperare rapidamente dalle ferite causate dall'intervento. Evita di eseguire questa operazione durante i mesi estivi molto caldi o invernali rigidi, quando la pianta è sotto stress o dormiente, poiché i tempi di guarigione sarebbero troppo lunghi e il rischio di danni permanenti aumenterebbe.
  • Come faccio a capire se il mio prato ha bisogno di essere arieggiato?
    Il segnale principale è la formazione di uno strato infeltrito (feltro) composto da steli, germogli e residui di taglio. Se questo strato supera il centimetro di spessore, l'erba sottostante inizia a soffocare perché non riceve abbastanza aria, acqua e nutrienti. Inoltre, se noti che il prato diventa meno verde, più soggetto a malattie o se l'acqua piovana ristagna in superficie invece di penetrare nel suolo, è urgente intervenire con l'arieggiatura.
  • Quali sono i diversi tipi di arieggiatori disponibili?
    Esistono principalmente tre categorie: manuali, elettrici e a benzina. Quelli manuali sono simili a rastrelli speciali, richiedono molto sforzo fisico e hanno un'efficacia limitata, adatti solo a piccoli spazi. Gli arieggiatori elettrici sono facili da usare e non producono emissioni, ma il cavo limita il raggio d'azione e la potenza. Gli arieggiatori a benzina sono i più potenti e autonomi, ideali per prati grandi o per un uso professionale.
  • Quali vantaggi offre l'arieggiatura rispetto alla semplice tosatura?
    Mentre la tosatura rimuove solo la parte aerea dell'erba, l'arieggiatore agisce sul suolo penetrando nello strato infeltrato. Questo intervento garantisce la permeabilità del terreno, fondamentale per permettere all'acqua delle irrigazioni e ai fertilizzanti di raggiungere le radici. Inoltre, le lame creano piccole tracce nel terreno che migliorano l'assorbimento dei concimi e favoriscono la respirazione radicale, contrastando il soffocamento della pianta causato dai residui vegetali accumulati.

Potrebbe interessarti anche