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La motofalciatrice è un macchinario utilizzato per lo sfalcio dell'erba e dei foraggi.

di Redazione

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La motofalciatrice è un macchinario utilizzato per lo sfalcio dell'erba e dei foraggi. Le lame della falciatrice, poste di solito nella parte posteriore del macchinario, tagliano gli steli alla base, e la massa di erba tagliata, viene poi lasciata andare sul terreno in cumuli definiti “andane” che formano una specie di scia dietro il macchinario. In Italia la prima falciatrice a motore venne creata nel 1946, subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, coincidendo con la diffusione della meccanizzazione agraria nel nostro paese. Tale modello venne definito 242 e fu costruito ad Abbiategrasso vicino Milano dalla BCS. Negli anni Sessanta fece la sua comparsa la prima serie della motofalciatrice 622. Questa serie di motofalciatrici sarebbe stata destinata a diventare la base di tutte quelle sarebbero arrivate in futuro. Il successo di questo modello fu tale da consentire all'azienda milanese di varcare le porte dell'Italia e di diffondersi anche in Spagna, Portogallo e Stati Uniti, dove ancora oggi possiede delle succursali.

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Domande frequenti

  • Cos'è una motofalciatrice e qual è il suo scopo principale?
    La motofalciatrice è un macchinario agricolo progettato specificamente per lo sfalcio dell'erba e dei foraggi. A differenza delle comuni decespugliatori, questa attrezzatura è strutturata per gestire superfici più ampie con maggiore efficienza. Le lame, posizionate solitamente nella parte posteriore del telaio, tagliano gli steli vegetali direttamente alla base. Questo sistema permette di raccogliere l'erba recisa in cumuli ordinati, detti 'andane', facilitando successivamente le operazioni di raccolta o essiccazione per l'alimentazione animale.
  • Quali sono le origini storiche della motofalciatrice in Italia?
    In Italia, la prima falciatrice a motore fu sviluppata nel 1946, immediatamente dopo la conclusione della Seconda Guerra Mondiale. Questo evento segnò l'inizio della meccanizzazione agricura nel Paese. Il modello pionieristico, identificato come '242', fu realizzato ad Abbiategrasso, nelle vicinanze di Milano, dall'azienda BCS. L'introduzione di questa tecnologia rispose all'esigenza di modernizzare le pratiche agricole tradizionali, offrendo agli agricoltori uno strumento più rapido ed efficace rispetto al lavoro manuale.
  • Quale ruolo ha avuto il modello 622 nello sviluppo di queste macchine?
    Negli anni Sessanta apparve la prima serie della motofalciatrice 622, un modello diventato fondamentale per l'industria. Questo specifico design divenne la base tecnica e progettuale per tutte le versioni successive prodotte dall'azienda. Il grande successo commerciale del modello 622 permise all'azienda milanese BCS di espandersi oltreconfine, portando la propria tecnologia in mercati internazionali chiave come Spagna, Portogallo e Stati Uniti, dove l'azienda mantiene ancora oggi delle succursali operative.
  • Come funziona il sistema di taglio e raccolta dell'erba?
    Il funzionamento si basa su lame rotanti posizionate nella parte posteriore del macchinario. Durante l'avanzamento, queste lame sezionano gli steli dell'erba alla base, garantendo un taglio netto. Una volta recisi, gli steli vengono depositati sul terreno formando cumuli lineari chiamati 'andane'. Queste andane creano una sorta di scia visibile dietro il veicolo, permettendo di lavorare in modo ordinato e preparando il materiale per eventuali fasi successive di lavorazione o rimozione.
  • Dove opera attualmente l'azienda produttrice storica delle motofalciatrici italiane?
    L'azienda BCS, nata ad Abbiategrasso vicino a Milano, ha sviluppato una presenza internazionale significativa grazie al successo dei suoi modelli storici. Oltre all'Italia, l'azienda ha diffuso le proprie motofalciatrici in Spagna, Portogallo e Stati Uniti. Oggi possiede succursali in questi paesi, confermando la longevità e la competitività del marchio sul mercato globale. La continuità operativa dimostra l'affidabilità dei macchinari prodotti sin dal secondo dopoguerra.

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