Concimi minerali e organo-minerali

Concimazione e fertilizzazione

Concimi minerali e organo-minerali

I problemi dei concimi minerali e i dubbi igenico-sanitari provocati dall'uso di sostanze chimiche

di Redazione

Concimi minerali e organo-minerali

Non sono pochi i problemi accomunati alla concimazione mineraria, considerati gli aspetti igienico-sanitari e quelli ambientali nascono i dubbi. Un punto in sfavore del metodo di concimazione minerale è l'inferiore salubrità dei 'frutti' ottenuti mediante questa tipologia di fertilizzazione. I rischi maggiori discendono dall'accumulo di nitrati in tutti gli ortaggi fogliosi (bietole, insalate, spinaci, etc.), che ha luogo specialmente con le massicce concimazioni azotate. L'accusa che spesso si muove rispetto ai concimi chimici in verità è frutto di una informazione cattiva e di una repulsione soggettiva nei confronti di tutto quello che non ha provenienza biologica: i composti chimici, che siano essi di natura sintetica o biologica, sono esposti nel terreno a cause di trasformazione che in ultimo portano a situazioni qualitativamente equivalenti: le piante, per esempio, succhiano l'azoto in forma di ione nitrato, sciolto nella soluzione che circola del terreno; questo può discendere da fonti differenti: può essere direttamente portato con la concimazione minerale, ovvero prodotto dalla mineralizzazione di materiali organici. In buona sostanza, l'azoto subentra all'interno dei vegetali in forma di nitrato, e poco conta da dove provenga.

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Domande frequenti

  • L'uso di concimi minerali rende realmente meno sani gli ortaggi?
    Esiste un rischio concreto di accumulo di nitrati, soprattutto nelle verdure a foglia come bietole, insalate e spinaci, quando si effettuano concimazioni azotate eccessive. Tuttavia, è importante chiarire che le piante assorbono l'azoto sotto forma di ione nitrato indipendentemente dalla sua origine. Che provenga da fertilizzanti chimici sintetici o dalla decomposizione naturale di materiali organici, il composto finale assimilato dalla pianta è identico. Il problema non risiede quindi nella molecola chimica in sé, ma nell'eccesso di applicazione che supera la capacità di assorbimento o trasformazione della pianta.
  • C'è differenza tra azoto di origine chimica e quella biologica?
    Dal punto di vista fisiologico della pianta, non esiste alcuna differenza significativa. Le radici assorbono l'azoto esclusivamente in forma ionica (nitrato) presente nella soluzione circolante del suolo. Questo ione può derivare sia dall'applicazione diretta di concimi minerali, sia dal processo di mineralizzazione operata dai microrganismi del terreno su sostanza organica. Una volta nel suolo, i composti chimici subiscono trasformazioni che li rendono qualitativamente equivalenti alle fonti naturali. La repulsione verso i prodotti chimici è spesso basata su percezioni soggettive più che su evidenze scientifiche relative all'assorbimento radicale.
  • Quali sono i principali dubbi igienico-sanitari legati ai fertilizzanti chimici?
    Il dubbio principale riguarda l'igiene alimentare e la salute umana, specificamente legato all'accumulo di nitrati negli ortaggi. L'uso massiccio di azoto minerale, specialmente prima del raccolto, può portare a livelli elevati di questi composti nelle foglie commestibili. Sebbene il meccanismo di assorbimento sia lo stesso per tutte le fonti di azoto, la gestione errata delle dosi aumenta il rischio residuo. È fondamentale rispettare i tempi di carenza e le dosi consigliate per garantire che i processi metabolici della pianta convertano i nitrati in proteine, riducendone la concentrazione finale nel prodotto finito.
  • Perché si sconsiglia l'uso eccessivo di azoto sulle verdure a foglia?
    Le verdure a foglia, come spinaci e lattughe, accumulano facilmente nitrati perché le foglie sono siti primari di riduzione e stoccaggio di questi composti. A differenza dei frutti o delle radici, non hanno tessuti di riserva che diluiscono efficacemente il carico azotato. Un'eccessiva concimazione azotata minerale, se non bilanciata da una corretta fotosintesi e crescita, porta al persistere di alti livelli di nitrati nelle cellule fogliari al momento della raccolta. Questo rappresenta un potenziale rischio per la salute se consumati crudi in grandi quantità, motivando le raccomandazioni agronomiche sulla moderazione delle dosi.

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