Sovescio-4

Concimazione e fertilizzazione

Lo Sovescio

Il sovescio e, in generale, la coltura delle leguminose sono particolarmente indicati per potenziare la fertilità del terreno in cui esistono piantagioni di oliveti, vigne o alberi da frutto.

di Redazione

Indice:

Sovescio-4

Il metodo agricolo del sovescio si pone come una tappa importante del procedimento di conservazione di humus nel suolo, specie per gli appezzamenti di consistenti dimensioni che vengono intensamente sfruttati. Si sostanzia nel sotterrare esemplari di leguminose nel suolo, con l'utilizzo di un aratro. Questa operazione dev'essere eseguita nel momento della fioritura, allorchè le leguminose sono maggiormente piene di azoto. Il metodo del sovescio prende profitto dalla capacità insita nelle leguminose di riuscire a fissare l'azoto dell'aria; basta pensare che su un ettaro coltivato con leguminose, sarà fissata una mole di azoto equivalente a quella che può essere prodotta da 30 tonnellate di concime zoologico. Il sovescio e più generalmente la coltura di leguminose sono peculiarmente indicati allo scopo di aumentare la fertilità del terreno dove sono presenti vigne, piantagioni di oliveti o alberi da frutta. In effetti accade spesso di vedere crescere delle fave fra tra gli ulivi o i filari della vite. In tali casi, oltre ad incrementare la fertilità il terreno con gli elementi di cui ha bisogno, si avrà pure una raccolta di leguminose che ben potrà venire usato come foraggio per gli animali.

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Domande frequenti

  • Cos'è il sovescio e qual è il suo principale vantaggio per il terreno?
    Il sovescio è una tecnica agricola che consiste nell'interrare piante, specialmente leguminose, prima che raggiungano la maturità completa. Il vantaggio principale è l'arricchimento del suolo di sostanza organica (humus) e nutrienti. Le leguminose hanno la capacità unica di fissare l'azoto atmosferico nel terreno attraverso batteri simbionti, agendo come un concime naturale potente ed ecologico, riducendo la necessità di fertilizzanti chimici o letame.
  • Quando è il momento giusto per interrare le leguminose con l'aratro?
    L'operazione deve essere eseguita precisamente nel momento della fioritura delle piante. A questa fase biologica, le leguminose contengono la massima quantità di azoto accumulato. Interrandole in questo periodo, si garantisce che il materiale vegetale si decomponga rapidamente, rilasciando immediatamente i nutrienti nel suolo per le colture successive, massimizzando così l'effetto fertilizzante del sovescio.
  • Quanto azoto può fissare un ettaro di leguminose rispetto ai concimi tradizionali?
    La capacità di fissazione dell'azoto è notevole. Secondo i dati agronomici citati, un ettaro coltivato con leguminose può fissare una quantità di azoto equivalente a quella contenuta in 30 tonnellate di concime zoologico (letame). Questo rende il sovescio una pratica estremamente efficiente per ripristinare la fertilità dei terreni intensivamente sfruttati senza costi elevati di acquisto di ammendanti esterni.
  • Quali colture beneficiano maggiormente del sovescio con leguminose?
    Il sovescio è particolarmente indicato per potenziare la fertilità in appezzamenti destinati a vigne, oliveti e alberi da frutto. Spesso si osservano leguminose, come le fave, crescere spontaneamente o essere seminate tra i filari degli ulivi o della vite. Oltre a migliorare la struttura del suolo e fornire azoto, queste colture intercalari possono talvolta essere raccolte come foraggio per animali, offrendo un doppio beneficio economico e agronomico.
  • È possibile usare il sovescio anche per produrre foraggio animale?
    Sì, il testo specifica che oltre all'incremento della fertilità del terreno, si ottiene una raccolta di leguminose che può essere utilizzata come foraggio. Tuttavia, c'è una distinzione temporale: se l'obiettivo è il foraggio, la pianta viene raccolta; se l'obiettivo è il sovescio (miglioramento del suolo), la pianta viene interrata. In alcuni contesti, le leguminose crescono spontaneamente tra gli olivi e possono essere gestite secondo entrambe le finalità.

Scheda Tecnica

FamigliaFabaceae (Leguminosae)
Tipo di piantaEracea annuale/biennale
OrigineDiffusa globalmente
EsposizionePieno sole
TerrenoAdattabile, preferisce terreni lavorati
IrrigazioneModerata, dipende dalle precipitazioni
FiorituraPrimavera-Estate (momento ideale per interramento)
AltezzaVariabile in base alla specie
ConcimazioneAutofertilizzante grazie alla fissazione dell'azoto atmosferico
PotaturaNessuna, interrata durante la fioritura
MoltiplicazioneSemina diretta
Malattie e parassitiGeneralmente resistente, soggetta a funghi se troppo umida
Difficoltà di coltivazioneFacile

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