Acari-22

Giardinaggio

Acari nemici delle piante

Gli acari sono dei parassiti molto diffusi e specializzati anche in attacchi alle piante. Possono rovinare parte dei raccolti o della vegetazione, ma si possono combattere sia con pesticidi che con il cannibalismo da parte di altri acari di specie diverse e selezionate.

di Redazione

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Gli acari sono animali invertebrati della stessa famiglia dei ragni, antichissimi e probabilmente tra i primi a colonizzare la terra 2 miliardi e mezzo di anni fa. Se ne conoscono infinite specie, adattate a tutti i tipi di ambienti e climi, molte parassitarie, altre anche predatrici come veri e propri ragni. La maggior parte ha dimensioni microscopi e si nutre di residui organici, alcuni invece si nutrono di sangue dagli animali, mentre le specie che attaccano i vegetali si nutrono della linfa delle piante. Sono adattati in tutti gli ambienti, cittadini, acquatici, aerei e terrestri, e un centimetro quadro può contenerne diverse migliaia. Le dimensioni variano da pochi micron a quasi tre centimetri. Se ne suppone l'esistenza di circa 500 mila specie diverse, tutte raggruppate in specie specializzate. Le specie che attaccano i vegetali possono produrre delle malformazioni, dette galle, dei tumori delle piante che possono anche rovinare parte dei raccolti in agricoltura. Si diffondono con temperature calde ed umide, e possono essere combattuti con pesticidi appositamente studiati, da usare con cautela e ai primi sintomi degli attacchi, che si manifestano generalmente sulle foglie con arricciamenti e galle. Le specie più grandi sono visibili a occhio nudo e rintracciabili grazie alla presenza di particolari ragnatele, diverse da quelle dei ragni, simili a fiocchi poste sulla foglia nella parte inferiore dove vengono custodite le uova. Un intervento tardivo potrebbe essere oltre che inefficace, anche dannoso per la pianta e per l'uomo stesso. Un altro tipo di disinfestante che si potrebbe utilizzare, oltre tutto completamente naturale, sono gli acari stessi della specie cannibale, che si nutrono dei loro simili senza contaminare le piante e l'uomo con sostanze tossiche o nella produzione delle galle. Certamente questa tecnica richiede assistenza da parte di personale esperto, al contrario dei pesticidi che possono essere applicati autonomamente seguendo le giuste precauzioni.

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Domande frequenti

  • Come riconoscere un attacco di acari sulle piante?
    L'attacco si manifesta principalmente sulle foglie con sintomi visibili come arricciamenti e la formazione di galle, ovvero tumori o malformazioni tissutali. Inoltre, sugli esemplari di acari più grandi è possibile osservare a occhio nudo particolari ragnatele sulla pagina inferiore delle foglie; queste hanno un aspetto simile a fiocchi bianchi e custodiscono le uova. Rilevare questi segni precocemente è fondamentale per intervenire prima che il danno diventi irreversibile.
  • Quali condizioni ambientali favoriscono la diffusione degli acari?
    Gli acari prosperano e si diffondono rapidamente in ambienti caratterizzati da temperature calde e elevata umidità. Essendo organismi estremamente adattabili, possono colonizzare qualsiasi habitat, dal urbano all'acquatico, dal terrestre all'aereo. Data la loro capacità di moltiplicarsi velocemente, un singolo centimetro quadrato può ospitare migliaia di individui, rendendo il controllo necessario soprattutto nelle stagioni più miti e umide.
  • È possibile combattere gli acari con metodi naturali?
    Sì, esiste un metodo biologico basato sul cannibalismo controllato. È possibile introdurre acari predatori di specie specifiche che si nutrono dei parassiti fitofagi, agendo come agenti di lotta biologica. Questa tecnica è completamente naturale, non utilizza sostanze chimiche tossiche e non causa contaminazione ambientale né produce galle sulle piante. Tuttavia, richiede competenze tecniche e l'assistenza di personale esperto per essere efficace.
  • Quando è pericoloso ritardare il trattamento contro gli acari?
    Un intervento tardivo non solo risulta spesso inefficace nel contenere il parassita, ma può diventare dannoso sia per la salute della pianta che per quella umana. L'uso di pesticidi in fasi avanzate dell'infestazione richiede dosaggi o modalità che potrebbero stressare eccessivamente la vegetazione. Inoltre, l'esposizione ritardata a prodotti chimici aumenta i rischi per chi effettua il trattamento, rendendo la prevenzione e la diagnosi precoce essenziali.

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