Coltivare orto

pacciamatura orto

La pacciamatura è una tecnica usata nella coltivazione dell’orto che ha il fine principale di proteggere sia il terreno che i vegetali coltivati al suo interno.

di Redazione

pacciamatura orto

Quella della pacciamatura è una tecnica che viene utilizzata nella coltivazione di un orto, principalmente per proteggere il terreno, sia dalle piante infestanti che potrebbero danneggiare i vegetali coltivati, sia dalle forti temperature. Oltre a proteggere il terreno dalle gradazioni troppo alte in estate o magari troppo basse nei mesi invernali infatti, le varie tecniche di pacciamatura consentono anche all’intero orto di mantenere un certo quantitativo di umidità che giova senza dubbio alle piante coltivate. Per procedere a quest’attività bisogna, prima di ogni cosa, ripulire bene il terreno da tutte le erbacce e piante infestanti presenti, per poi ricoprirlo con dei teloni di plastica, dove effettuare dei fori per posizionarvi le piante. I teloni usati sono solitamente di materiale resistente e di colore scuro, anche se se ne trovano di biodegradabili, che vengono però riassorbiti dal terreno stesso dopo circa 12-18 mesi. Con i teloni l’impatto visivo è abbastanza forte, anche per questo infatti, negli orti di piccole dimensioni e nei giardini, possono essere usati materiali alternativi come ad esempio pezzi di corteccia di pino, foglie secche, fibra di cocco sminuzzato o anche gusci del cacao.

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Domande frequenti

  • Quali sono i principali vantaggi della pacciamatura nell'orto?
    La pacciamatura protegge il suolo dall'erosione e dalla compattazione causata dalla pioggia, mantenendo la struttura del terreno intatta. Inoltre, riduce drasticamente la crescita delle erbe infestanti, limitando la competizione per acqua e nutrienti. Aiuta a regolare la temperatura del suolo, tenendolo più fresco d'estate e più caldo d'inverno, e conserva l'umidità, riducendo la frequenza di irrigazione. Infine, alcune pacciamature organiche si decompongono, arricchendo il terreno di sostanza organica.
  • Come si prepara il terreno prima di applicare la pacciamatura?
    Prima di stendere qualsiasi materiale, è fondamentale pulire accuratamente l'area da tutte le erbe infestanti e le radici esistenti. Questo passaggio è cruciale perché la pacciamatura soffoca la luce, ma se le piante infestanti sono già grandi, potrebbero comunque crescere attraverso lo strato. Il terreno deve essere lavorato leggermente per aerarlo e livellato, assicurandosi che sia libero da detriti grossolani che potrebbero impedire un contatto ottimale tra il materiale pacciamante e il suolo.
  • Quali sono le differenze tra teli in plastica e materiali naturali?
    I teli in plastica nera sono molto efficaci nel bloccare la luce e quindi le infestanti, e trattengono bene il calore, ma hanno un impatto estetico limitato e non sono biodegradabili. Esistono versioni biodegradabili che si degradano in 12-18 mesi. I materiali naturali, come corteccia, foglie secche, fibra di cocco o gusci di cacao, sono esteticamente gradevoli, migliorano la struttura del suolo man mano che si decompongono e sono ecologici, ma richiedono riapplicazioni più frequenti rispetto ai teli sintetici.
  • Quando è il momento migliore per effettuare la pacciamatura?
    Il periodo ideale varia in base allo scopo. Per proteggere il suolo dal freddo invernale e conservare l'umidità primaverile, si applica a fine inverno o inizio primavera. Per prevenire l'eccessiva evaporazione e le erbacce durante la stagione calda, si posiziona quando le piante sono già stabilizzate e il terreno inizia a riscaldarsi. In generale, evitate di pacciamare su terreni freddi e bagnati in pieno inverno, poiché ciò potrebbe rallentare il riscaldamento necessario per le radici.
  • Cosa fare se si usano teli biodegradabili?
    I teli biodegradabili sono progettati per essere interrati insieme alla pacciamatura o lasciati in superficie dove si decompongono gradualmente. Dopo 12-18 mesi, si integrano nel suolo. Non è necessario rimuoverli manualmente se si desidera che diventino parte della materia organica. Assicurarsi semplicemente che siano certificati per l'uso agricolo e che il materiale sottostante (se presente) sia compatibile con il compostaggio o l'interramento diretto per evitare residui nocivi.

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