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Il cardo è una pianta poco conosciuta ai giorni nostri ma che già veniva ampiamente utilizzata ai tempi dei romani; il percorso di coltivazione è lungo e va molto curato.

di Redazione

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Il cardo risulta essere pianta antica in quanto già utilizzata ai tempi dei romani e comunque originaria del mediterraneo ; molto simile al carciovo come sapore anche se vi sono differenze sostanziali nella conformazione. Il cardo è una pianta alta con nervature spesse e carnose, radici molto profonde e foglie verdi. Questa pianta viene coltivata in terreni fertili e profondi solitamente a temperature basse ma non sotto lo zero, dove la pianta potrebbe morire o non crescere nel modo corretto. La coltivazione comincia in primavera per poi svilupparsi con un continuo supporto d’acqua fino all’imbianchimento, tecnica che serve per proteggere il cardo dall’eccessiva esposizione alla luce. Al momento della raccolta, che avviene da fine estate fino in primavera, il cardo viene privato delle radici e delle foglie esterne per poi essere messo in vendita sul mercato. Esistono in Italia delle varietà di cardo che possono essere quello di Bologna, quello di Romagna o quello ampiamente diffuso in Piemonte.

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Domande frequenti

  • Quali sono le principali varietà di cardo coltivate in Italia?
    In Italia si distinguono principalmente tre varietà di cardo, ciascuna legata a specifiche aree geografiche e tradizioni culinarie locali. Le più note sono il Cardo di Bologna, tipico dell'Emilia-Romagna; il Cardo di Romagna, anch'esso presente nella stessa regione ma con caratteristiche proprie; e il Cardo piemontese, ampiamente diffuso e apprezzato nel Nord-Ovest. Queste varietà presentano differenze sostanziali nella conformazione fisica rispetto ad altre specie simili come il carciofo, pur mantenendo un sapore affine. La scelta della varietà dipende spesso dalle condizioni pedoclimatiche specifiche della zona di coltivazione.
  • Cos'è l'imbianchimento del cardo e perché è necessario?
    L'imbianchimento è una tecnica colturale fondamentale per la produzione di cardo di qualità. Consiste nell'avvolgere o coprire le nervature centrali della pianta per proteggerle dall'esposizione diretta alla luce solare. Questo processo impedisce la fotosintesi clorofilliana nelle parti interne, mantenendole bianche o verdastre chiare invece che verdi scure. L'obiettivo principale è migliorare il gusto, rendendolo meno amaro e più tenero, e garantire una texture carnosa e gradevole al palato. Senza questa fase, il cardo risulterebbe fibroso e dal sapore troppo intenso per molti consumatori.
  • Quando si effettua la raccolta del cardo?
    La raccolta del cardo è un periodo piuttosto lungo che si estende dalla fine dell'estate fino alla primavera successiva. Questo lasso temporale varia in base alla varietà coltivata e alle condizioni climatiche stagionali. Durante la raccolta, la pianta viene estratta dal terreno e privata delle radici e delle foglie esterne più dure. Solo le nervature centrali, ormai imbianchite e pronte, vengono commercializzate. La flessibilità del periodo di raccolta permette di avere questo ortaggio disponibile sul mercato per diversi mesi, sfruttando la resistenza della pianta al freddo moderato.
  • Come deve essere preparato il terreno per la coltivazione del cardo?
    Il cardo richiede terreni specifici per svilupparsi correttamente, poiché possiede radici molto profonde che necessitano di spazio per espandersi. Il suolo ideale deve essere fertile, ricco di sostanza organica e soprattutto profondo, per permettere allo apparato radicale di penetrare adeguatamente. Inoltre, il terreno deve trattenere bene l'umidità, dato che la pianta necessita di un apporto idrico costante durante tutto il suo ciclo vegetativo. Evitare terreni compatti o poveri è essenziale per ottenere piante sane e nervature carnose, evitando carenze nutrizionali che potrebbero compromettere la crescita.
  • Quali sono le cure idriche necessarie per il cardo?
    L'irrigazione è un fattore critico nella coltivazione del cardo. Una volta iniziata la coltivazione in primavera, la pianta richiede un supporto d'acqua continuo e regolare fino alla fase di imbianchimento. La mancanza di acqua può bloccare la crescita o rendere le nervature legnose e insapori. Tuttavia, bisogna evitare ristagni idrici che potrebbero causare marciumi radicali, dato che le radici sono profonde. Mantenere il terreno costantemente umido, senza zampilli eccessivi, favorisce uno sviluppo armonioso delle nervature carnose e garantisce una buona resa qualitativa finale del raccolto.

Scheda Tecnica

FamigliaComposite (Asteraceae)
Tipo di piantaPerenne
OrigineMediterranea
EsposizionePieno sole
Temperatura minimaNon sopporta il gelo (sotto zero muore)
TerrenoFertile e profondo
IrrigazioneCostante, specialmente durante lo sviluppo
AltezzaAlta
PotaturaPrivazione di radici e foglie esterne post-raccolta
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede cura e tecniche specifiche)

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