cardo

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Il sapore della pianta del cardo ricorda quello del carciofo, per questo viene utilizzato in cucina, anche se la sua coltivazione risulta essere più complessa

di Redazione

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Il cardo appartiene alla famiglia dei carciofi anche se è un ortaggio molto simile ad un sedano anche nel suo sapore. I gambi sono duri e amarognoli e sono anche l’unica parte commestibile; è un ortaggio difficile da coltivare e andrebbe fatto quasi in assenza di luce per ridurre il sapore amarognolo. Il cardo viene utilizzato in cucina arricchendolo di grassi, non avendo un indice calorico molto alto. I gambi bianchi e senza colore verde sono quelli più dolci e teneri, invece quelli che tendono ad aprirsi non sono molto freschi. Il cardo viene solitamente seminato in primavera e a fine estate tutte le piante vengono ricoperte di terra. In questo modo i cardi vengono coltivati in assenza di luce. Il cardo solitamente viene preparato con una ampia cottura che va da i 40 a i 70 minuti, tranne nella specie dei gobbi che si possono mangiare crudi data la loro ottima qualità. Dalla pianta del cardo si può ricavare l’olio e la carta. Anticamente le infiorescenze secche del cardo erano usate per la filatura della lana.

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Domande frequenti

  • Come si riduce l'amarezza del cardo prima della cottura?
    L'amarezza del cardo dipende dalla presenza di clorofilla e composti fenolici nei gambi esposti alla luce. Per renderlo dolce e tenero, è fondamentale praticare la 'scotennatura': verso fine estate, quando i gambi hanno raggiunto la giusta dimensione, si ricoprono completamente di terra fino alle foglie superiori, creando un ambiente buio. Questa pratica, detta anche imbianchimento, impedisce lo sviluppo del colore verde e riduce drasticamente il sapore amarognolo. Inoltre, scegliendo varietà specifiche come i 'gobbi', noti per essere meno amari e più teneri, si ottengono risultati migliori. Una volta raccolti, i gambi bianchi vanno lessati in acqua bollente salata per 40-70 minuti, cambiando eventualmente l'acqua per eliminare ulteriormente gli alcaloidi responsabili dell'amaro.
  • Qual è la differenza tra cardo comune e cardo gobbo?
    La principale differenza risiede nella struttura fisica e nell'utilizzo culinario. Il cardo comune presenta gambi lunghi, diritti e robusti, che richiedono necessariamente una lunga cottura per diventare commestibili e perdere l'amarezza. Il cardo gobbo, invece, ha una conformazione particolare: i gambi sono più corti, spessi e presentano una curvatura caratteristica verso il basso. Questa varietà è generalmente più tenera, dolce e meno fibrosa rispetto al comune. Proprio grazie alla sua qualità superiore, il cardo gobbo può essere consumato crudo, ad esempio in insalata o grattugiato, mentre il cardo comune necessita sempre di cottura prolungata. Entrambi appartengono alla stessa specie botanica ma rappresentano cultivar selezionate per caratteristiche morfologiche e gustative distinte.
  • Quando e come si semina il cardo in orto?
    Il cardo può essere seminato in due momenti distinti dell'anno, a seconda della varietà e del clima locale. La semina primaverile, effettuata tra marzo e aprile, permette di raccogliere i cardi in autunno-inverno. In alternativa, la semina a fine estate (agosto-settembre) anticipa la raccolta. Dopo la germinazione, le piantine vanno trapiantate in piena terra quando hanno sviluppato alcune foglie vere. La fase cruciale avviene dopo la messa a dimora: verso agosto o settembre, man mano che i gambi crescono, bisogna procedere alla rincalzatura progressiva con terra per coprire i fusti. Questo processo di imbianchimento dura alcune settimane ed è essenziale per ottenere gambi bianchi, teneri e poco amari pronti per la raccolta invernale.
  • Quali sono le proprietà nutrizionali e gli usi storici del cardo?
    Nutrizionalmente, il cardo è un ortaggio ipocalorico, ideale per diete dimagranti, poiché ricco di acqua, fibre, vitamine (soprattutto A, C e K) e sali minerali come potassio e ferro. Nonostante il basso apporto calorico, in cucina viene spesso abbinato a grassi (burro, olio, formaggi) per migliorarne il gusto e l'assorbimento di nutrienti liposolubili. Storicamente, il cardo ha avuto usi diversi dall'alimentazione: anticamente, le infiorescenze secche venivano utilizzate per cardare la lana, ovvero per pettinare le fibre tessili e rimuovere le impurità, da cui deriva il nome stesso della pianta. Oggi, dalle sue fibre si ricavano ancora prodotti artigianali come carta speciale e oli, dimostrando la versatilità di questa pianta antica e resistente.

Scheda Tecnica

Cynara cardunculus

Nome scientificoCynara cardunculus
FamigliaAsteraceae (Composite)
Tipo di piantaOrtacea biennale coltivata come annuale
OrigineMediterranea
EsposizionePieno sole (la scotennatura richiede buio)
TerrenoFresco, profondo, ben drenato, ricco di sostanza organica
IrrigazioneRegolare e abbondante, soprattutto durante la crescita dei gambi
FiorituraEstate inoltrata (giugno-luglio), fiori viola a capolino
AltezzaDa 80 cm a oltre 1 metro
ConcimazioneRicca di potassio e azoto prima della messa a dimora
PotaturaAsportazione delle foglie inferiori per favorire la bianchitura naturale
MoltiplicazioneSemina primaverile o a fine estate, per talea o divisione di cespo
Malattie e parassitiAfidi, ragnetto rosso, oidio, marciumi radicali se il terreno ristagna
Difficoltà di coltivazioneMedia-Alta (richiede gestione accurata della scotennatura)

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