Endivia-9

Composite

Endivia-9

Pianta commestibile della famiglia delle Composite, viene spesso confusa con la cicoria: è l’endivia

di Redazione

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Endivia-9

Per indivia (Cichorium endivia) intendiamo una pianta commestibile della famiglia delle Composite, che presenta un cespo di foglie molto increspate. Viene a volte confusa con la 'cugina' cicoria (entrambe appartengono al genere Cichorium). Era usata in tempi antichi a scopo medicinale per via del sapore amaro, mentre oggi, grazie al metodo dell'imbianchimento delle foglie che risolve quest'ultimo inconveniente, è utilizzata soprattutto nelle insalate. L’indivia ama i climi temperati, ma ben sopporta anche il freddo; teme invece la siccità. Le indivie coltivate vengono divise in due gruppi: a foglie ricce (crispum) e a foglie intere (latifolium). La varietà crispa ha foglie frastagliate; la varietà latifoglia (di norma detta scarola) presenta invece foglie larghe, ripiegate verso il germoglio centrale. Come esempi della varietà crispa citiamo: la Riccia fine di Ruen, la Riccia fine d'estate, la Riccia a cuore giallo. Per la varietà latifoglia invece: la Bionda a cuore pieno, la Gigante degli ortolani, la Cornetto di Bordeaux, la Dilusia.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra endivia e cicoria?
    Sebbene entrambe appartengano al genere Cichorium e alla famiglia delle Composite, si distinguono principalmente per la forma delle foglie. L'endivia (Cichorium endivia) presenta un cespo con foglie molto increspate, frastagliate o ricce. La cicoria, invece, ha generalmente foglie più lisse, lanceolate o intere. Inoltre, l'endivia è coltivata prevalentemente per le sue tenere foglie da consumare crude in insalata, mentre molte varietà di cicoria sono note per le radici o per un uso culinario diverso. Confonderle è comune, ma l'aspetto del cespo è il criterio distintivo più immediato.
  • Come si classificano le principali varietà di endivia?
    Le indivie coltivate si dividono in due grandi gruppi botanici. Il primo è quello delle foglie ricce (varietà crispum), caratterizzato da foglie fortemente frastagliate e arricciate. Esempi noti includono la 'Riccia fine di Ruen', la 'Riccia fine d'estate' e la 'Riccia a cuore giallo'. Il secondo gruppo comprende quelle a foglie intere o piatte (varietà latifolium), comunemente chiamate scarole. Queste presentano foglie larghe, lisce o leggermente ondulate, ripiegate verso il germoglio centrale. Varietà famose di questo tipo sono la 'Bionda a cuore pieno', la 'Gigante degli ortolani', il 'Cornetto di Bordeaux' e la 'Dilusia'.
  • Perché l'endivia era usata in passato e come si elimina l'amaro oggi?
    In epoca antica, l'endivia veniva impiegata principalmente per scopi medicinali proprio a causa del suo marcato sapore amaro, attribuito alle sostanze presenti nella linfa lattiginosa. Oggi, il suo utilizzo prevalente è alimentare, specialmente nelle insalate. Per rendere il gusto più gradevole e meno amaro, si applica una tecnica chiamata 'imbianchimento' (o blanching). Questo processo consiste nell'escludere la luce solare dalle foglie interne durante gli ultimi stadi di crescita, oppure nel raccoglierle prima che maturino completamente. L'assenza di clorofilla riduce drasticamente l'amarezza, rendendo la pianta tenera e delicata.
  • Quali sono le condizioni ideali di clima e irrigazione per coltivarla?
    L'endivia predilige i climi temperati, tipici delle zone mediterranee, ma dimostra una buona resistenza al freddo, permettendo coltivazioni anche nei periodi più freschi. Tuttavia, teme fortemente la siccità: la mancanza di acqua può accentuare l'amarezza e indurire le foglie. È fondamentale mantenere il terreno costantemente fresco attraverso irrigazioni regolari e frequenti, specialmente durante i mesi estivi o in caso di prolungati periodi secchi. Un suolo ricco di sostanza organica e ben drenato favorisce uno sviluppo ottimale del cespo, garantendo foglie croccanti e sapide.
  • Quando è il periodo migliore per seminare l'endivia?
    La semina dell'endivia può avvenire in diversi momenti dell'anno, sfruttando la sua adattabilità. Si possono effettuare semine primaverili per avere raccolti estivi, ma il periodo ideale è spesso l'estate-autunno, poiché il freddo migliora la qualità gustativa riducendo l'amarezza. In climi miti, si può seminare quasi tutto l'anno. Per le varietà a foglie ricce, la semina in semenzaio protetto all'inizio della primavera permette di anticipare il raccolto. Per le scarole, la semina diretta in campo è comune da tarda estate fino all'autunno inoltrato, proteggendo le giovani piante dal caldo eccessivo iniziale.

Scheda Tecnica

Cichorium endivia

Nome scientificoCichorium endivia
FamigliaComposite (Asteraceae)
Tipo di piantaOrtaggio a foglia
OrigineMediterranea / Europa meridionale
EsposizioneSoleggiata o semiombreggiata
Temperatura minimaResistente al freddo
TerrenoFresco, fertile, ben drenato
IrrigazioneRegolare, teme la siccità
FiorituraPrimavera-Estate (secondario per ortaggio)
ConcimazioneMedio-forte, ricca di azoto
PotaturaNon necessaria
MoltiplicazioneSemina diretta in semenzaio o in campo
Malattie e parassitiAfidi, limacce, oidio, ruggine
Difficoltà di coltivazioneFacile

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