cavolo cappuccio

Crucifere

cavolo cappuccio

Ortaggio della famiglia delle Crucifere originario dell’Asia minore, e oggi diffuso anche in Italia: il cavolo cappuccio

di Redazione

cavolo cappuccio

Il cavolo cappuccio è un ortaggio facente parte della famiglia delle Crucifere: è formato da foglie spesse (lisce oppure ricce), disposte l’una sull’altra a creare una palla; il loro colore può essere leggermente diverso a seconda della varietà. Il suo peso varia da 1 a 3 chilogrammi, le dimensioni dai 10 ai 20 cm di diametro. Circa 600 anni prima di Cristo il cavolo cappuccio venne importato in Europa dall’Asia Minore; si adattò molto bene in Europa settentrionale, grazie alla sua capacità di resistere al freddo. Oggi lo si trova maggiormente in Cina, Corea del Sud, Giappone, Russia, Polonia, e in Italia soprattutto durante le stagioni estive. Ricco di sostanze nutritive, può essere consumato crudo in deliziose insalate (dopo averlo lasciato una mezz'ora in frigorifero tagliato, così acquisterà più sapore), ma anche cotto, brasato, stufato, saltato in padella, cotto al vapore o farcito con riso oppure carne. Al fine di renderlo più digeribile è possibile farlo fermentare: in questo modo si ottengono i cosiddetti crauti.

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Domande frequenti

  • Quali sono le proprietà nutrizionali principali del cavolo cappuccio?
    Il cavolo cappuccio è un ortaggio particolarmente ricco di vitamine, in particolare vitamina C e vitamina K, oltre a contenere buone quantità di fibra alimentare, folati e antiossidanti. Essendo povero di calorie, si presta bene alle diete ipocaloriche. La presenza di composti solforati, tipici delle crucifere, gli conferisce inoltre proprietà antinfiammatorie e potenzialmente protettive nei confronti di alcune patologie croniche. Il suo consumo regolare contribuisce al benessere generale dell'apparato digerente e al rafforzamento del sistema immunitario.
  • Come si conserva il cavolo cappuccio per mantenerlo fresco più a lungo?
    Per una conservazione ottimale, il cavolo cappuccio va tenuto in frigorifero, preferibilmente nella zona delle verdure a temperatura umida. È fondamentale lasciarlo intero e avvolgerlo in un sacchetto di plastica forato o in un panno umido per evitare che secchi troppo rapidamente. Una volta tagliato, può essere conservato in frigo per alcuni giorni, ma perde rapidamente croccantezza e nutrienti. In alternativa, può essere congelato dopo essere stato sbollentato brevemente, oppure trasformato in crauti tramite fermentazione lattica, metodo che ne prolunga la durata per mesi.
  • In quali modi si può cucinare il cavolo cappuccio?
    Il cavolo cappuccio è estremamente versatile in cucina. Può essere consumato crudo, tagliato finemente per insalate fresche, magari lasciandolo riposare in frigo per potenziarne il sapore. In cottura, si presta a molteplici preparazioni: può essere brasato con mele o aceto, stufato, saltato velocemente in padella con pancetta o salsiccia, cotto al vapore come contorno leggero, oppure utilizzato come ripieno per involtini con carne o riso. Un metodo tradizionale per renderlo più digeribile e conservarlo a lungo è la fermentazione per ottenere i crauti.
  • Quando è il periodo migliore per acquistare o consumare il cavolo cappuccio?
    Anche se oggi è reperibile tutto l'anno grazie alle importazioni da paesi come Cina, Russia e Polonia, il cavolo cappuccio è tipicamente associato alle stagioni fredde. In Italia, la produzione locale e il consumo tradizionale sono più intensi durante l'autunno e l'inverno, periodi in cui la pianta ha sviluppato migliori caratteristiche gustative grazie all'esposizione al freddo. Tuttavia, esistono varietà primaverili ed estive che permettono il consumo anche in altre stagioni, rendendolo un ortaggio disponibile quasi sempre, ma più saporito nei mesi freddi.
  • È vero che il cavolo cappuccio aiuta a dimagrire?
    Sì, il cavolo cappuccio è un alimento eccellente per chi segue regimi alimentari ipocalorici, poiché apporta pochissime calorie (circa 27 kcal per 100 grammi) e offre un alto volume grazie all'elevato contenuto di acqua e fibre. Queste ultime favoriscono il senso di sazietà, aiutando a controllare l'apporto calorico totale. Inoltre, la sua struttura fibrosa richiede una masticazione prolungata, contribuendo ulteriormente alla sensazione di pienezza. Non esiste però un effetto brucia-grassi diretto: il dimagrimento dipende dal bilancio energetico complessivo della dieta.

Scheda Tecnica

Brassica oleracea var. capitata

Nome scientificoBrassica oleracea var. capitata
FamigliaBrassicacee (ex Crucifere)
Tipo di piantaOrtaggio biennale coltivato come annuale
OrigineAsia Minore
EsposizionePieno sole
TerrenoFresco, fertile, ben drenato, ricco di sostanza organica
IrrigazioneRegolare e abbondante, evitare ristagni idrici
FiorituraSecondo anno, infiorescenze gialle
Altezza30-50 cm
ConcimazioneRicca di azoto e potassio
PotaturaNessuna necessaria, raccolta intera la testa
MoltiplicazioneSemina in semenzaio o direttamente in campo
Malattie e parassitiMosca del cavolo, afidi, oidio, marciumi radicali
Difficoltà di coltivazioneFacile

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