Cucurbitacee

Cocomero-6

Ottimo d'estate per le sue proprietà dissetanti, il cocomero è uno dei frutti che già anticamente era conosciuto ed apprezzato per queste sue doti e che ancora oggi non manca mai sulle nostre tavole d'estate

di Redazione

Indice:

Cocomero-6

Il cocomero è un frutto conosciuto fin dai tempi antichi , e ancora oggi continua ad essere apprezzato, soprattutto nel periodo estivo per il suo potere dissetante. In alcune parti d’Italia il cocomero viene anche chiamato diversamente anguria, la famiglia da cui deriva è quella delle cucurbitacee, e il suo nome latino è Citrullus vulgaris. Le dimensioni del cocomero sono generalmente molto grandi, anche se ci sono delle varietà che risultano essere piccole e con un diametro molto stretto. Tutti i cocomeri hanno una forma ovale ed allungata e la buccia esterna , molto dura e resistente, è di colore verde, contrariamente invece l’interno è la polpa sono completamente rossi e tempestato di piccoli semini neri. Viene seminato ad aprile- maggio e rimane seminato per circa novanta giorni, dove inizia la prima raccolta che si conclude naturalmente due mesi dopo; per poter ottenere ottimi risultati i cocomeri vanno piantati in luoghi dove la temperatura e mediamente calda, e dove possa prendere molta luce e acqua in abbondanza.

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Domande frequenti

  • Quando si seminano i cocomeri?
    La semina del cocomero avviene tipicamente in primavera, tra aprile e maggio, quando le temperature iniziano a stabilizzarsi e il rischio di gelate tardive è superato. È fondamentale attendere che il terreno sia sufficientemente caldo per garantire una germinazione efficace dei semi. La semina può avvenire direttamente in piena terra, preferibilmente in buche preparate con terriccio fertile, oppure in semenzaio per poi trapiantare le piantine più robuste. Il momento ideale dipende dal clima locale: nelle zone più fredde è meglio posticipare la semina fino a giugno.
  • Quali sono le cure colturali principali per il cocomero?
    Il cocomero richiede esposizioni soleggiate e calde, poiché è una pianta termofila. L'irrigazione deve essere abbondante ma regolare, evitando assolutamente i ristagni idrici che potrebbero causare marciumi radicali. È consigliabile pacciamare il terreno per mantenere l'umidità costante e controllare le erbe infestanti. Per quanto riguarda la concimazione, il cocomero beneficia di apporti equilibrati di nutrienti, specialmente potassio e fosforo, fondamentali per lo sviluppo della frutta dolce e succosa. Non necessita di potature complesse, ma talvolta si procede allo sfoltimento dei fiori per favorire la maturazione dei frutti migliori.
  • Come riconoscere un cocomero maturo pronto per la raccolta?
    Anche se il testo non entra nel dettaglio tecnico, un cocomero maturo presenta solitamente una zona di contatto col terreno (il 'piede') che diventa giallastra e cremosa, mentre la superficie verde tende a perdere lucentezza diventando opaca. Inoltre, il picciolo che collega il frutto alla pianta secca e diventa marrone chiaro. Dalla raccolta indicata nel testo, la maturazione completa avviene circa due mesi dopo la prima raccolta iniziale, quindi monitorare il tempo di crescita (circa 90 giorni dalla semina) è un buon indicatore preliminare insieme ai segnali visivi sopra descritti.
  • Qual è la differenza tra cocomero e anguria?
    Dal punto di vista botanico e commerciale, non esiste alcuna differenza sostanziale tra cocomero e anguria: si tratta dello stesso frutto, Citrullus lanatus (spesso indicato nel testo come Citrullus vulgaris, un sinonimo obsoleto ma ancora usato). Il termine 'anguria' è prevalentemente utilizzato nell'Italia centrale e meridionale, mentre 'cocomero' è più comune al Nord. Entrambi i termini fanno riferimento alla stessa specie appartenente alla famiglia delle Cucurbitacee, caratterizzata da frutti grandi, tondi o ovali, con buccia dura verde e polpa rossa zuccherina ricca di acqua.
  • Quanto tempo impiega il cocomero a maturare?
    Secondo le informazioni fornite, il cocomero rimane nel terreno per circa novanta giorni dalla semina prima di iniziare la prima fase di raccolta. Successivamente, il processo di maturazione completa e la fine del raccolto si protraggono per altri due mesi. Questo significa che dall'impianto alla fine della stagione produttiva, la pianta rimane attiva per circa cinque mesi. La durata esatta può variare leggermente in base alla varietà specifica (esistono varietà piccole e grandi) e alle condizioni climatiche stagionali, che influenzano la velocità di accrescimento del frutto.

Scheda Tecnica

Citrullus vulgaris

Nome scientificoCitrullus vulgaris
FamigliaCucurbitacee
Tipo di piantaEracea annuale rampicante
OrigineAfrica
EsposizionePieno sole
Temperatura minimaNon tollera il freddo
TerrenoSciolto, ricco di sostanza organica, ben drenato
IrrigazioneAbbondante ma regolare, evitare ristagni
FiorituraEstate (giugno-luglio)
AltezzaVariabile, strisciante o rampicante
ConcimazioneRicca di potassio e fosforo durante la crescita
PotaturaNessuna necessaria, eventale sfoltimento fiori femminili
MoltiplicazioneSemina diretta in primavera (aprile-maggio)
Malattie e parassitiAfidi, oidio, marciumi radicali
Difficoltà di coltivazioneFacile da coltivare in climi caldi

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