La Fava

Leguminose

La Fava

Fava: Appartenente alla specie delle leguminose, i semi della fava sono da sempre utilizzati per l'alimentazione animale ed umana.

di Redazione

Indice:

La Fava

Fava: La fava, dal latin vicia faba, appartiene alla specie delle leguminose facenti parte della famiglia delle papilionacee.I suoi semi sono da tempi oramai remoti, molto utilizzati sia per l'alimentazione umana che quell'animale.In passato, tal legume rivestiva un ruolo centrale nell'alimentazione della civiltà contadina, specie quella popolante l'italia meridionale. Attualmente invece il consumo della fava è andato scemando, cedendo il posto ad altri alimenti più nutritivi.Ad ogni modo sul mercato le fave sono ritrovabili sia fresche che secche. Le fresche vengono consumate al naturale, come possibile contorno o accompagnamento di formaggi o affettati. Le secche invece vengono bollite e trsformate in una salsina.varie specie sono ritrovabili in commercio distinguibili per le dimensioni dei semi.Per citare qualche esmpio abbiamo la Vicia faba maior che produce semi appiattiti e grossi, e la Vicia faba minor i cui semi sono rotondeggianti e relativamente piccoli.Una peculiarità negativa di questo prodotto è che, per via di certi composti contenuti in esso ,non deve essere consumato da chi è affetto da favismo.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Quali sono le principali varietà di fava disponibili?
    Esistono diverse varietà commercializzate, principalmente distinguishibili per dimensione e forma del seme. La Vicia faba maior produce semi grandi e appiattiti, ideali per la coltivazione intensiva. La Vicia faba minor, invece, presenta semi più piccoli e rotondeggianti. Esistono anche ibridi intermedi. La scelta dipende dalle preferenze culinarie e dalle condizioni climatiche locali, poiché alcune varietà sono più resistenti al freddo rispetto ad altre.
  • La fava è sicura per chi soffre di favismo?
    No, assolutamente no. Chi è affetto da favismo (deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi) non deve consumare fave fresche, secche o sotto qualsiasi altra forma. Questo perché i semi contengono composti come la vicina e la convicina, che possono scatenare una grave emolisi emolitica nei soggetti geneticamente predisposti. È fondamentale leggere attentamente le etichette degli alimenti trasformati per evitare contaminazioni crociate.
  • Come si consumano le fave fresche?
    Le fave fresche, una volta spellate, si mangiano cotte al naturale. Sono eccellenti come contorno semplice, condite con olio extravergine d'oliva e limone, oppure abbinati a formaggi freschi come la ricotta o salumi come la pancetta. Possono essere anche frullate per creare creme vellutate da servire come antipasto. Il gusto è delicato e leggermente dolce, tipico delle leguminose giovani.
  • Cosa si può preparare con le fave secche?
    Le fave secche richiedono un precedente ammollo in acqua per diverse ore prima della cottura. Una volta bollite fino a completa morbidezza, possono essere schiacciate per ottenere una purea densa, nota come 'salsina' o crema di fave. Questa preparazione è tipica della cucina italiana meridionale e viene spesso servita come contorno rustico o utilizzata come base per ripieni e torte salate.
  • Qual era il ruolo storico della fava nell'alimentazione?
    In passato, la fava ha avuto un ruolo centrale nell'alimentazione delle civiltà contadine, specialmente nell'Italia meridionale. Era una fonte proteica economica e nutriente, fondamentale per la sopravvivenza nelle stagioni invernali e primaverili. Con il tempo, il suo consumo è diminuito a favore di altri alimenti considerati più moderni o nutrienti, ma rimane un simbolo della tradizione culinaria povera e autentica del Sud Italia.

Scheda Tecnica

Vicia faba

Nome scientificoVicia faba
FamigliaPapilionacee (Fabaceae)
Tipo di piantaLeguminosa annuale
OrigineMediorientale / Mediterraneo
EsposizionePieno sole
TerrenoFresco, drenante, ricco di sostanza organica
IrrigazioneRegolare ma non eccessiva, evitare ristagni
FiorituraPrimavera (marzo-maggio)
AltezzaDa 30 cm a oltre 1 metro
ConcimazioneNecessita poco azoto (leguminosa fissatrice), preferire fosforo e potassio
PotaturaNon necessaria, eventuale cimatura per favorire la produzione
MoltiplicazioneSemina diretta in autunno o primavera
Malattie e parassitiMosca bianca, afidi, ruggine, antracnosi
Difficoltà di coltivazioneFacile

Potrebbe interessarti anche