Lenticchia-8

Leguminose

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Lenticchia: la lenticchia è il seme di una pianta a ciclo annuale, con fusto abbastanza alto che diparte da una radice a fittone.

di Redazione

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Lenticchia-8

La lenticchia è una pianta erbacea a ciclo annuale coltivata per il seme edule. Il fusto è alto circa 45 cm e si diparte da una radice a fittone. Le foglie sono alternate e pennate, mentre il frutto è costituito da un baccello contenente 2 o 3 semi rotondi e appiattiti. I fiori sono piccoli e di colore bianco azzurro e dipartono da gemme ascellari. Fra le malattie più comuni per questa pianta si ricordano l'antracnosi e la ruggine: malattie crittogame che si prevengono irrorando solfato di rame. Fra gli insetti è dannoso il Tonchio che si combatte con solfuro di carbonio, ma sono dannose per questa pianta anche le lumache. Fra le specie più conosciute ricordiamo la Lenticchia di Castelluccio, molto piccola, è unica anche per il suo aspetto policromo (tigrata, giallognola, marroncina, ..) particolarmente saporita grazie al fatto che, la pellicina sottile che avvolge i semi, quasi scompare dopo la cottura. Ma sono da menzionare anche le lenticchie di Villalba, di grandi dimensioni, del Fucino, di Colfiorito, coltivata in Umbria, di Mormanno.

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Domande frequenti

  • Quali sono le principali malattie e parassiti che colpiscono la lenticchia?
    Le colture di lenticchia possono subire attacchi da parte di malattie crittogame come l'antracnosi e la ruggine. Queste patologie fungine si prevengono efficacemente mediante irrorazioni preventive a base di solfato di rame. Tra i parassiti animali, il nemico principale è il Tonchio, contro il quale può essere utilizzato il solfuro di carbonio. Inoltre, le lumache rappresentano una minaccia significativa per le giovani piante, richiedendo controlli costanti per evitare danni alle foglie e ai germogli.
  • Come si riconosce la famosa Lenticchia di Castelluccio?
    La Lenticchia di Castelluccio è caratterizzata dalle sue piccole dimensioni e da un aspetto policromo unico, con sfumature tigrate, gialle e marroni. La sua qualità distintiva risiede nella pellicina sottile che avvolge il seme: durante la cottura questa tende a scomparire quasi completamente, rendendo la lenticchia estremamente morbida e facile da digerire, oltre che particolarmente saporita rispetto ad altre varietà più robuste.
  • Quali sono le altre varietà di lenticchia citate nel testo?
    Oltre alla nota Lenticchia di Castelluccio, il testo menziona diverse altre cultivar locali italiane. Si distinguono le lenticchie di Villalba e quelle del Fucino, note per le loro grandi dimensioni. Vengono inoltre citate le varietà di Colfiorito, coltivate in Umbria, e quelle di Mormanno. Ognuna di queste presenta caratteristiche morfologiche specifiche, differenziandosi principalmente per la grandezza del seme e le zone geografiche di produzione tipiche.
  • Com'è strutturata la pianta della lenticchia?
    La lenticchia è una pianta erbacea annuale dotata di un apparato radicale fittonante. Il fusto raggiunge un'altezza media di circa 45 centimetri. Le foglie sono disposte in modo alternato lungo il fusto e presentano una struttura pennata. I fiori, piccoli e colorati di bianco-azzurro, nascono da gemme ascellari. Il frutto finale è un baccello che contiene generalmente due o tre semi rotondi e appiattiti, pronti per la raccolta.

Scheda Tecnica

FamigliaFabacee (Leguminose)
Tipo di piantaEracea annuale
AltezzaCirca 45 cm
PotaturaNon necessaria
MoltiplicazioneSemina
Malattie e parassitiAntracnosi, ruggine, tonchio, lumache
Difficoltà di coltivazioneMedia

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