Caratteristiche dei kaki

Piante da frutto

Caratteristiche dei kaki

Il kaki è un albero da frutto che viene chiamato spesso anche con il nome di Diospiro. Si tratta di una pianta che presenta una provenienza del tutto orientale, visto il fatto che ha avuto origine in Cina, mentre si è diffusa successivamente in Corea, in Giappone ed in molti altri paesi.

di Redazione

Caratteristiche dei kaki

Il kaki è un albero da frutto che viene chiamato spesso anche con il nome di Diospiro. Si tratta di una pianta che presenta una provenienza del tutto orientale, visto il fatto che ha avuto origine in Cina, mentre si è diffusa successivamente in Corea, in Giappone ed in molti altri paesi. Ad ogni modo, stiamo parlando di una pianta che ben presto ha conosciuto una buona diffusione anche all'interno della penisola italiana. Infatti, è stata introdotta all'interno dell'Italia alla fine dell'Ottocento ed è una pianta che ha avuto un grandissimo sviluppo fino al momento in cui non ha dovuto fare i conti con l'arrivo della mosca che ha messo a repentaglio l'intera produzione. Ecco spiegato il motivo per cui, in Italia, la produzione di kaki è passata da tre milioni di tonnellate alle sole cinquantamila odierne. Ad ogni modo, si tratta di un albero che presenta delle dimensioni particolarmente notevoli, anche per via del fatto che è una pianta estremamente longeva. Non dobbiamo dimenticare, infine, come si dimostri particolarmente sensibile nei confronti del freddo e delle basse temperature.

Coltivazione dei kaki

Il kaki per crescere e produrre frutti deve essere posizionato in una zona abbastanza soleggiata, non risente del freddo e quindi può essere posto a dimora tranquillamente in giardino. Durante i primi anni la pianta ha bisogno di annaffiature sia in primavera che in estate, soprattutto se il clima in cui è coltivato è particolarmente secco. Gli esemplari adulti, invece, si accontentano delle piogge per sopravvivere, anche se in particolari periodi di siccità molto lunghi è opportuno innaffiarli. Prima di mettere a dimora l'albero di kaki è importante lavorare bene il terreno aumentando il drenaggio evitando però la creazione di ristagni idrici molto pericolosi per la pianta. Nei primi anni di vita una potatura di formazione, mentre successivamente le potature hanno solo il compito di eliminare le parti rovinate o rinsecchite.

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Domande frequenti

  • Qual è l'origine del kaki e quando è arrivato in Italia?
    Il kaki, noto scientificamente come Diospiro, ha origini orientali, essendo originario della Cina. Da lì si è diffuso in Corea e Giappone prima di approdare in Europa. In Italia, questa pianta da frutto fu introdotta alla fine dell'Ottocento, trovando subito un grande successo iniziale grazie al suo adattamento al clima mediterraneo. Tuttavia, la sua coltivazione ha subito un forte calo nel XX secolo a causa dell'arrivo della mosca dei frutti, riducendo drasticamente la produzione nazionale rispetto ai livelli storici.
  • Quanto cresce un albero di kaki e quanto vive?
    Il kaki è un albero di grandi dimensioni e particolarmente longevo. Può raggiungere altezze considerevoli, superando facilmente gli 8-10 metri di altezza, creando una chioma ampia e rigogliosa. La sua longevità permette agli alberi di produrre frutti per decenni, rendendoli un investimento stabile per giardini e frutteti. Data la sua crescita vigorosa, è fondamentale prevedere spazio sufficiente durante la messa a dimora per garantire lo sviluppo ottimale della struttura arborea nel tempo.
  • Come va irrigato il kaki durante l'anno?
    Le esigenze idriche variano in base all'età della pianta. Nei primi anni di vita, il kaki necessita di annaffiature regolari, specialmente in primavera ed estate, per stabilizzare l'apparato radicale. Una volta adulto, la pianta diventa più resistente e può fare affidamento principalmente sulle precipitazioni naturali. Tuttavia, in caso di prolungati periodi di siccità estiva, è consigliabile integrare l'irrigazione per evitare stress idrico che potrebbe compromettere la qualità e la quantità del raccolto.
  • Che tipo di terreno preferisce il kaki?
    Il kaki richiede un terreno ben lavorato e, soprattutto, dotato di un eccellente drenaggio. È fondamentale evitare qualsiasi tipo di ristagno idrico, poiché le radici sono sensibili all'eccesso di umidità stagnante che può portare a marciumi. Un suolo fertile e sciolto favorisce uno sviluppo sano. Prima della messa a dimora, è utile migliorare la struttura del terreno per assicurare che l'acqua scorra via rapidamente dopo le piogge o le irrigazioni, proteggendo così la salute radicale dell'albero.
  • Quando e come si pota il kaki?
    La potatura del kaki segue due fasi distinte. Nei primi anni di vita, è necessaria una potatura di formazione per strutturare correttamente la chioma e dare solidità all'albero. Successivamente, la manutenzione si riduce: le potature successive avranno esclusivamente scopo igienico-sanitario, ovvero eliminare i rami rovinati, quelli secchi o rinsecchiti. Questa pratica mantiene la pianta sana e funzionale senza alterarne eccessivamente la naturale espansione vegetativa, tipica delle specie longeve.

Scheda Tecnica

Diospyros kaki

Nome scientificoDiospyros kaki
FamigliaEbenacee
Tipo di piantaAlbero deciduo da frutto
OrigineCina (diffuso poi in Corea e Giappone)
EsposizionePieno sole
Temperatura minimaSensibile al freddo; valori inferiori ai -5/-10°C possono danneggiare la pianta (valore indicativo basato su sensibilità generale)
TerrenoBen drenato, fertile, privo di ristagni idrici
IrrigazioneRegolare nei primi anni (primavera/estate); adulta sopporta meglio la siccità ma richiede acqua in prolungati periodi secchi
FiorituraPrimaverile (aprile-maggio)
AltezzaGrande, fino a 8-10 metri (pianta longeva e di notevole dimensione)
PotaturaDi formazione nei primi anni; successivamente solo eliminazione rami rovinati o rinsecchiti
Malattie e parassitiMosca dei frutti (Cydia latipennis), che ha causato crollo produttivo storico in Italia
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede protezione dal gelo e gestione della mosca)

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