Esposizione e clima kaki

Piante da frutto

Esposizione e clima kaki

Il kaki, conosciuto anche con il nome di Diospiro, è una pianta che può vantare una provenienza del tutto orientale, visto che proviene dalla Cina, per poi essere stata diffusa all'interno dei paesi vicini, come la Corea e il Giappone. Non possiamo non sottolineare come si tratti di una pianta è stata introdotta in Italia verso la fine del secolo scorso ed è riuscita a diffondersi subito.

di Redazione

Esposizione e clima kaki

Il kaki, conosciuto anche con il nome di Diospiro, è una pianta che può vantare una provenienza del tutto orientale, visto che proviene dalla Cina, per poi essere stata diffusa all'interno dei paesi vicini, come la Corea e il Giappone. Non possiamo non sottolineare come si tratti di una pianta è stata introdotta in Italia verso la fine del secolo scorso ed è riuscita a diffondersi subito. In ogni caso, il successo del kaki è durato praticamente fino al momento in cui non è arrivata la mosca, che si è letteralmente abbattuta sulla produzione, che fino ad allora era pari a tre milioni di tonnellate, facendola arrivare alle sole cinquanta mila odierne. Il kaki è una pianta da frutto che possiamo facilmente trovare anche in Spagna, mentre in Italia le regioni che presentano le coltivazioni principali sono il Veneto, la Sicilia e le Marche. Il kaki è una pianta che presenta anche numerosi limiti dal punto di vista pedoclimatico: in particolar modo, dobbiamo sottolineare come si tratta di una pianta che non si caratterizza per una grande resistenza nei confronti del freddo.

L'albero di kaki

Il kaki, che in greco assume il significato di "pane degli dei", Diospyros, e che in Italia è diventato albero da frutto solo nel novecento, è un albero dai frutti dolcissimi e dalla polpa intensa. Tali frutti vengono raccolti tra ottobre e novembre, ma in genere non si mangiano subito: si lasciano maturare per trenta-quaranta giorni in un luogo non eccessivamente caldo. Le giovani piante di kaki sono scarsamente resistenti al freddo, pertanto nelle zone a clima rigido è bene evitare l'impianto autunnale. Nei primi tre-cinque anni di vita è necessario proteggerle durante l'inverno con paglia o teli. Il terreno in cui si impianta il kaki deve essere ricco di sostanze organiche, fresco, ben drenato e senza ristagni d'acqua. Sono consigliabili concimazioni azotate in autunno.

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Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per raccogliere i frutti di kaki?
    La raccolta del kaki avviene generalmente tra ottobre e novembre. Tuttavia, i frutti appena raccolti sono spesso astringenti e non immediatamente commestibili. È fondamentale lasciare maturare i kaki per circa trenta-quaranta giorni in un luogo fresco e non eccessivamente caldo. Questo periodo di post-raccolta permette alla polpa di sviluppare la consistenza morbida e il sapore dolce tipico del frutto maturo, rendendolo gradevole al palato.
  • Come proteggere le giovani piante di kaki dal freddo?
    Le giovani piante di kaki mostrano una scarsa resistenza alle basse temperature. Nelle zone climatiche rigide, è sconsigliato effettuare l'impianto in autunno. Durante i primi tre-cinque anni di vita, è indispensabile proteggere gli alberi durante l'inverno. La protezione va effettuata utilizzando materiali isolanti come paglia o teli specifici, avvolgendoli intorno al tronco e alle branche inferiori per prevenire danni da gelata che potrebbero compromettere lo sviluppo della pianta.
  • Che tipo di terreno preferisce il kaki?
    Il kaki richiede un terreno specifico per crescere vigorosamente. Deve essere ricco di sostanze organiche, garantendo nutrienti essenziali. Inoltre, il suolo deve risultare fresco ma soprattutto ben drenato; i ristagni d'acqua sono assolutamente da evitare poiché possono causare marciumi radicali. Una corretta preparazione del terreno prima dell'impianto è cruciale per assicurare il corretto sviluppo delle radici e la salute generale della pianta nel lungo termine.
  • In quali regioni italiane si coltiva principalmente il kaki?
    Sebbene introdotto in Italia solo nel ventesimo secolo, il kaki si è diffuso rapidamente. Attualmente, le regioni italiane con le coltivazioni principali sono il Veneto, la Sicilia e le Marche. Queste aree offrono condizioni pedoclimatiche favorevoli, bilanciando la necessità di calore per la maturazione dei frutti con la capacità della pianta adulta di tollerare meglio le variazioni termiche rispetto alle giovani piantagioni.
  • Quando è consigliabile effettuare la concimazione del kaki?
    Per supportare la crescita e la produttività del kaki, si raccomandano concimazioni azotate. Il periodo ideale per apportare questi fertilizzanti è l'autunno. Questa pratica aiuta la pianta ad accumulare riserve nutritive necessarie per affrontare la stagione fredda e preparare il terreno per la successiva fioritura primaverile. Una nutrizione adeguata contribuisce anche a migliorare la resistenza della pianta agli stress ambientali e alle malattie.

Scheda Tecnica

Diospyros kaki

Nome scientificoDiospyros kaki
FamigliaEbenacee
Tipo di piantaAlbero da frutto deciduo
OrigineCina, Corea, Giappone
EsposizionePieno sole
Temperatura minimaSensibile al gelo (giovani piante); adulta moderatamente rustica
TerrenoRicco di sostanza organica, fresco, ben drenato, senza ristagni
IrrigazioneRegolare, evitando il ristagno idrico
FiorituraPrimavera-Estate (non specificata nel testo)
AltezzaVariabile (non specificata nel testo)
ConcimazioneAzotica in autunno
Malattie e parassitiMosca della frutta
Difficoltà di coltivazioneMedia (sensibilità al freddo giovanile)

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