Risposta: i kaki e il sole

Piante da frutto

Risposta: i kaki e il sole

Il kaki è una pianta da frutto che si caratterizza, in primo luogo, per il fatto di provenire dal continente asiatico. L'origine principale del kaki è, infatti, la Cina, mentre altri paesi in cui è ampiamente diffuso questa pianta sono la Corea e il Giappone.

di Redazione

Risposta: i kaki e il sole

Il kaki è una pianta da frutto che si caratterizza, in primo luogo, per il fatto di provenire dal continente asiatico. L'origine principale del kaki è, infatti, la Cina, mentre altri paesi in cui è ampiamente diffuso questa pianta sono la Corea e il Giappone. Non dobbiamo dimenticare come il kaki sia una pianta che può vantare una buona diffusione anche all'interno della penisola italiana. Ad ogni modo, dobbiamo sottolineare come le coltivazioni del kaki siano state molto apprezzate e si siano diffuse notevolmente fin dall'introduzione in Italia, ovvero alla fine dell'Ottocento. In realtà, la coltivazione del kaki in Italia non è sempre stata”rosa e fiori”, anzi il successo è durato fino al momento in cui non è arrivata la mosca che si è abbattuta come un fulmine a ciel sereno sulla produzione, riducendola da tre milioni di tonnellate alle cinquanta mila che si ottengono al giorno d'oggi. Inoltre, il kaki si caratterizza per essere una pianta da frutto che non presenta una grande resistenza nei confronti del freddo.

Origine del kaki

La parola kaki deriva dal greco e vuol dire letteralmente "pane degli dei". Solo questo potrebbe già far intuire la bontà del frutto generato e che in Italia ha riscosso un grandissimo successo soltanto a partire dal novecento. Gli alberi di kaki sono famosi quindi per questo frutto particolarmente polposo e dolce, che viene raccolto nel periodo che va tra ottobre e novembre. Non si mangia però subito, in quanto il processo di maturazione può durare fino a quaranta giorni in un luogo che deve essere mantenuto fresco. Le piante più giovani di kaki non resistono molto bene al freddo ed è quindi consigliabile di evitare una coltivazione in autunno. Anche nei primi cinque anni bisogna proteggerle dalle intemperie in quanto potrebbero risultare seriamente danneggiate.

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Domande frequenti

  • Quando si raccolgono i frutti di kaki?
    I frutti di kaki si raccolgono generalmente nel periodo compreso tra ottobre e novembre, quando raggiungono la piena maturazione fisiologica ma possono ancora risultare astringenti. È fondamentale non lasciare i frutti sugli alberi troppo a lungo, poiché tendono a cadere spontaneamente se non raccolti tempestivamente. La raccolta manuale richiede delicatezza per non danneggiare la buccia sottile del frutto, preservandone la qualità fino al successivo periodo di maturazione post-raccolta.
  • Quanto tempo impiegano i kaki a maturare dopo la raccolta?
    Dopo la raccolta, i frutti di kaki necessitano di un periodo di maturazione che può durare fino a quaranta giorni. Durante questo intervallo, è essenziale conservare i kaki in un ambiente fresco e ventilato, idealmente a temperature vicche ai 0-4 gradi Celsius, per favorire la degradazione dei tannini responsabili dell'astringenza. Questo processo permette al frutto di sviluppare la sua tipica consistenza morbida e il sapore dolce, pronto per essere consumato.
  • Il kaki resiste al freddo intenso?
    Il kaki non presenta una grande resistenza naturale al freddo, specialmente nelle fasi iniziali della sua vita. Le piante giovani, in particolare nei primi cinque anni, sono estremamente sensibili alle basse temperature e alle intemperie, rischiando danni seri se non adeguatamente protette. Anche gli esemplari adulti soffrono il gelo estremo, pertanto è sconsigliabile piantarli in autunno nelle zone climatiche rigide, preferendo la primavera per garantire una migliore attecchimento e sviluppo prima delle stagioni fredde successive.
  • Qual è l'origine geografica del kaki?
    Il kaki è originario del continente asiatico, con la Cina considerata la sua patria principale. Da qui si è diffuso rapidamente in altre nazioni dell'Estremo Oriente come la Corea e il Giappone, dove è coltivato da secoli. Successivamente, la pianta è approdata in Europa, arrivando in Italia alla fine dell'Ottocento, dove ha trovato condizioni climatiche favorevoli in molte regioni, conquistando presto la simpatia degli orticoltori italiani per la bontà dei suoi frutti.
  • Perché la produzione di kaki in Italia è diminuita drasticamente?
    La produzione di kaki in Italia ha subito un crollo drammatico, passando da tre milioni di tonnelle a circa cinquantamila tonnellate attuali, principalmente a causa dell'arrivo della mosca della frutta. Questo parassita si è abbattuto sulle coltivazioni come un fulmine a ciel sereno, compromettendo gravemente la qualità e la quantità del raccolto. Nonostante l'ampia diffusione storica della pianta nella penisola, la presenza costante di questo insetto rappresenta oggi la sfida principale per gli agricoltori che desiderano mantenere redditizie le colture di kaki.

Scheda Tecnica

Diospyros kaki

Nome scientificoDiospyros kaki
FamigliaEbenacee
Tipo di piantaAlbero deciduo da frutto
OrigineAsia orientale (Cina, Corea, Giappone)
EsposizionePieno sole
TerrenoFresco, ben drenato, leggermente acido
IrrigazioneRegolare, soprattutto in estate e durante la formazione del frutto
FiorituraPrimavera (aprile-maggio)
Altezza8-10 metri (fino a 15m)
ConcimazioneOrganica in autunno/inverno, azotata in primavera
PotaturaLeggera, per eliminare rami secchi o mal posizionati
MoltiplicazioneInnesto, talea o seme (quest'ultimo meno comune per la qualità del frutto)
Malattie e parassitiMosca della frutta (Rhagoletis completa), cocciniglie, afidi
Difficoltà di coltivazioneMedia (sensibile al freddo giovane e alla mosca)

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