Potatura e pacciamatura della pianta di lampone

Piccoli frutti

Potatura e pacciamatura della pianta di lampone

Il lampone comincia ad essere coltivato nelle zone dell’area mediterranea, in particolar modo in Italia ed in Grecia nel XVI secolo.

di Redazione

Potatura e pacciamatura della pianta di lampone

Il lampone comincia ad essere coltivato nelle zone dell’area mediterranea, in particolar modo in Italia ed in Grecia nel XVI secolo. Nei primi anni della sua coltivazione la varietà di questa pianta erano davvero tantissime, poi passando il tempo, anche a causa di esigenze di coltivazione, ne sono state selezionate diverse, ma solamente le più resistenti al clima e ai parassiti. In natura ci sono due principali varietà di piante di lamponi: quelle che sono chiamate unifere, che hanno la particolare caratteristica di produrre il frutto solamente una volta all’anno, facendo, nella maggior parte dei casi, sullo stesso ramo in cui era avvenuta la maturazione l’anno precedente. Da questo tipo di pianta si ricavano dei lamponi abbastanza grossi, che possiedono delle specifiche caratteristiche, come ad esempio i frutti senza spine, che hanno un uso rivolto più all’industria e ad essere surgelati. Al contrario, la varietà di lamponi chiamata bifere, ha la caratteristica di produrre il frutto due volte: una prima nei mesi di giugno-luglio, e una seconda tra settembre e ottobre, su rami nuovi.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra lamponi unifere e bifere?
    La distinzione fondamentale risiede nel ciclo produttivo. I lamponi unifere producono il frutto una sola volta all'anno, generalmente sui rami nati l'anno precedente, dando origine a frutti spesso più grandi e privi di spine, ideali per l'industria. Al contrario, i lamponi bifere offrono due raccolti distinti: il primo avviene a giugno-luglio sulle canne dell'anno precedente, mentre il secondo si verifica tra settembre e ottobre sui getti nuovi emessi nella stagione corrente.
  • Come si effettua correttamente la potatura del lampone?
    La potatura varia in base alla varietà. Per le piante unifere, bisogna tagliare completamente le canne che hanno fruttificato subito dopo la raccolta, lasciando solo i nuovi polloni emersi. Per le piante bifere, la strategia è diversa: si lasciano intatte le canne biennali per il raccolto estivo, eliminando quelle vecchie dopo la fruttificazione, e si accorciano leggermente i nuovi getti per favorire lo sviluppo del secondo raccolto autunnale. Una buona pratica è rimuovere sempre i rami malati o deboli.
  • Quando e perché è importante la pacciamatura del lampone?
    La pacciamatura è cruciale per mantenere il terreno fresco e umido, condizione essenziale per il lampone che teme la siccità. Si consiglia di applicarla in primavera, prima dell'inizio della crescita vegetativa intensa, utilizzando materiali organici come paglia, sfalci d'erba o corteccia. Questo strato protegge le radici dal calore eccessivo, riduce la proliferazione delle infestanti e migliora la struttura del suolo man mano che il materiale si decompone, rilasciando nutrienti utili alla pianta.
  • In quale periodo storico il lampone è iniziato a essere coltivato in Mediterraneo?
    La coltivazione del lampone nell'area mediterranea, con particolare riferimento all'Italia e alla Grecia, ha origini storiche risalenti al XVI secolo. Inizialmente erano presenti numerose varietà spontanee o locali. Col passare del tempo, le esigenze agricole e la necessità di adattarsi al clima locale hanno portato alla selezione di cultivar più resistenti alle condizioni climatiche specifiche della regione e meno soggette agli attacchi dei parassiti tipici dell'ambiente mediterraneo.
  • Quali sono le caratteristiche dei frutti dei lamponi unifere?
    I lamponi unifere tendono a produrre frutti di dimensioni maggiori rispetto alle varietà bifere. Una caratteristica distintiva comune a molte di queste varietà è l'assenza di spine sui rami, facilitando la raccolta manuale. Spesso presentano una polpa soda e un sapore intenso, qualità che li rende particolarmente adatti alla trasformazione industriale, alla surgelazione e alla conservazione, poiché resistono meglio ai processi di stoccaggio rispetto ai frutti più delicati della produzione doppia.

Scheda Tecnica

Rubus idaeus

Nome scientificoRubus idaeus
FamigliaRosacee
Tipo di piantaArbusto caducifoglio
OrigineArea mediterranea (Italia, Grecia)
EsposizionePieno sole o mezz'ombra
TerrenoFresco, drenante, ricco di humus
IrrigazioneRegolare, evitare ristagni
FiorituraPrimavera-Estate
Altezza1-2 metri
ConcimazioneOrganica in autunno/inverno
PotaturaUnifera: tagliare canne dopo fruttificazione. Bifera: lasciare canne biennali, eliminare quelle vecchie.
MoltiplicazionePolloni, talee, divisione dei cespi
Malattie e parassitiAfidi, ragnetto rosso, oidio, marciume radicale
Difficoltà di coltivazioneMedia

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