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Valerianacee

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Arbusto perenne ormai diffuso ovunque, la Valeriana trova spazio in ambito officinale e culinario

di Redazione

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La Valeriana officinalis è tra le specie appartenenti alla famiglia delle Valerianacee, quella che è più comunemente usata e conosciuta; è un arbusto perenne proveniente dalle zone boschive dell’Europa ma anche dall' America settentrionale. Il suo nome della valeriana deriva dal latino e vuol dire “rigoroso, sano”, ed è una pianta che può avere un fusto che raggiunge anche i 2 metri di altezza e un diametro intorno agli 80 centimetri. Qualsiasi specie di valeriana contiene oli essenziali, ed è assunta allo scopo di contrastare disturbi quali l’insonnia, il nervosismo, crampi addominali e emicrania. E’ quindi conosciuta per le sue potenzialità calmanti tanto che viene anche riconosciuta in ambito medico e alcuni medicinali sono a base di valeriana. Le foglie della valeriana sono usate e vengono raccolte in autunno quando la pianta conclude il suo ciclo vegetativo, e non viene mai usata al suo stato naturale in quanto è contraddistinta da un odore molto forte e poco gradevole.

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Domande frequenti

  • Quali sono i principali benefici terapeutici della valeriana?
    La valeriana è principalmente nota per le sue proprietà calmanti e sedative. Viene utilizzata per contrastare l'insonnia, ridurre il nervosismo e alleviare lo stress. Inoltre, può aiutare a diminuire la frequenza e l'intensità degli attacchi di emicrania e ad alleviare i crampi addominali. Grazie a queste caratteristiche, è spesso impiegata in fitoterapia e alcuni farmaci ne contengono estratti standardizzati.
  • Come si utilizza la valeriana in ambito culinario o officinale?
    Le parti della pianta utilizzate sono prevalentemente le radici e le foglie. Le foglie vengono raccolte in autunno, al termine del ciclo vegetativo, mentre le radici sono la parte più ricca di principi attivi. È importante notare che la pianta non viene consumata allo stato naturale a causa del suo odore forte e sgradevole, simile a quello del formaggio marcio. L'utilizzo avviene tramite estratti, tinture o infusi preparati appositamente.
  • Quando è il momento migliore per raccogliere la valeriana?
    La raccolta delle foglie deve avvenire in autunno, quando la pianta ha concluso il suo ciclo vegetativo. In questa fase, la concentrazione di principi attivi nelle foglie è ottimale. Tuttavia, per scopi medicinali, le radici sono spesso preferite e vengono solitamente scavate dopo almeno due anni di crescita, generalmente in autunno o in primavera, quando il contenuto di valereni è massimo.
  • Di dove origina la valeriana e dove cresce spontaneamente?
    La Valeriana officinalis è originaria delle zone boschive dell'Europa e dell'America settentrionale. Oggi è diffusa in molte altre aree temperate del mondo. Cresce spontaneamente in prati umidi, bordi di corsi d'acqua e sottoboschi freschi. La sua adattabilità le permette di prosperare in diversi tipi di suolo, purché siano freschi e ben drenati.

Scheda Tecnica

Valeriana officinalis

Nome scientificoValeriana officinalis
FamigliaCaprifoliacee (ex Valerianaceae)
Tipo di piantaArbusto perenne
OrigineEuropa, America Settentrionale
EsposizioneSoleggiata o parzialmente ombreggiata
TerrenoFresco, drenante, ricco di sostanza organica
IrrigazioneRegolare, mantenendo il terreno umido ma non zuppo
FiorituraPrimavera-Estate
AltezzaFino a 2 metri
ConcimazioneMedia, preferibilmente organica in primavera
PotaturaTaglio dei fiori appassiti e sfoltimento in autunno/inverno
MoltiplicazioneSemina, divisione dei cespi
Malattie e parassitiRaramente soggetta a gravi patologie, attenzione a muffe in terreni troppo umidi
Difficoltà di coltivazioneFacile

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