cura delle orchidee

Coltivazione orchidee

La cura delle orchidee

Coltivare queste piante non è difficile ma bisogna farlo con attenzione. La cura delle orchidee, se fatta a dovere, può regalare bellissime soddisfazioni.

di Redazione

cura delle orchidee

Le orchidee sono piante che non sono molto difficili da coltivare, anche per questo motivo infatti, è facile trovarne in molte case, oltre che per la bellezza dei loro fiori che da sempre ha affascinato l’uomo. Per avere cura delle orchidee, basta seguire delle regole basi e documentarsi bene sulla tipologia di pianta che si possiede. Il giusto equilibrio tra luminosità, umidità e temperatura è uno degli aspetti fondamentali per la sopravvivenza di queste piante, e vista la vasta specie, le esigenze non sono uguali per tutte. Il vaso o il contenitore dove tenerle può variare a seconda del tipo di orchidea e quindi delle radici che essa possiede, queste piante possono ad esempio essere interrate o magari tenute sospese in cestini di legno. In base alla scelta della coltivazione poi, varia anche il tipo di innaffiatura da adottare o magari i concimi da utilizzare. E’ giusto consigliare l’utilizzo di acqua piovana per innaffiarle e che l’orchidea è una pianta che preferisce eventualmente avere carenza d’acqua per un certo periodo, piuttosto che riceverne una dose eccessiva che potrebbe solo rovinarla.

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Domande frequenti

  • Come devo annaffiare correttamente un'orchidea?
    Utilizza esclusivamente acqua piovana o demineralizzata, evitando quella del rubinetto ricca di calcare che danneggia le radici. L'approccio migliore è privilegiare un leggero stress idrico rispetto all'eccesso: l'orchidea soffre moltissimo i ristagni idrici che causano marciumi radicali fatali. Innaffia quando il substrato appare asciutto al tatto, assicurandoti che l'acqua dreni completamente dal vaso. Non lasciare mai acqua stagnante nel sottovaso o nella rosetta fogliare centrale, poiché questo favorisce lo sviluppo di funghi e batteri. Una frequenza regolare ma misurata, adattata alle stagioni, garantisce radici sane e una fioritura rigogliosa.
  • Quale esposizione luminosa è ideale per le orchidee?
    La luce è fondamentale ma deve essere filtrata. Le orchidee amano ambienti molto luminosi, tuttavia i raggi diretti del sole, specialmente nelle ore centrali della giornata, possono bruciare le foglie causando macchie marroni irreversibili. Posizionale vicino a finestre esposte a est o ovest, oppure usa tende trasparenti per attenuare la luce diretta a sud. Un indice di illuminazione compreso tra 1500 e 2500 lux è generalmente ottimale. Se le foglie diventano di un verde scuro intenso, la pianta riceve poca luce; se assumono una colorazione giallastra o bruciata, troppa.
  • Qual è il substrato corretto per piantumare un'orchidea?
    Non usare mai terriccio universale o terreno da giardino, poiché trattengono troppa umidità e soffocano le radici aeree tipiche di molte orchidee epifite. Il substrato ideale deve essere altamente drenante e aerato. Per le Phalaenopsis e la maggior parte delle orchidee da appartamento, si consiglia la corteccia di pino di media grandezza, spesso miscelata con fibra di cocco, perlite o sfagno per trattenere leggermente l'umidità. Esistono anche vasi trasparenti specifici che permettono di osservare le radici e gestire meglio l'irrigazione, sfruttando la fotosintesi clorofilliana delle radici stesse.
  • Come mantenere l'umidità ambientale necessaria alle orchidee?
    Le orchidee provengono da ambienti tropicali e richiedono un'umidità relativa compresa tra il 50% e il 70%. In casa, specialmente durante l'inverno con i riscaldamenti accesi, l'aria diventa troppo secca. Puoi aumentare l'umidità posizionando il vaso su un sottovaso riempito di argilla espansa e acqua, facendo attenzione che il fondo del vaso non tocchi direttamente l'acqua per evitare il marciume. Evita però di nebulizzare le foglie direttamente se l'ambiente è poco ventilato, poiché l'acqua residua nei nodi fogliari può favorire muffe. Un umidificatore elettrico è la soluzione più sicura ed efficace.
  • Quando e come concimare le orchidee?
    Il concime va somministrato solo durante il periodo vegetativo attivo, ovvero dalla primavera all'autunno, quando la pianta produce nuove foglie e radici. Durante l'inverno, se la crescita è ferma, sospendi la concimazione. Utilizza esclusivamente fertilizzanti specifici per orchidee, bilanciati o ricchi di potassio per stimolare la fioritura. È cruciale diluire il concime a metà o un quarto della dose indicata sulla confezione, poiché le orchidee sono sensibili ai sali minerali e un'eccessiva concentrazione può bruciare le delicate radici. Annaffia sempre con acqua pulita prima e dopo la somministrazione del concime per proteggere l'apparato radicale.

Scheda Tecnica

FamigliaOrchidaceae
Tipo di piantaEpifita o terrestre
OrigineTropicale/Subtropicale
EsposizioneLuminosa ma non diretta
TerrenoSubstrato specifico (es. corteccia)
IrrigazioneModerata, preferire carenza a eccesso
FiorituraVariabile in base alla specie
ConcimazioneSpecifica per orchidee
PotaturaAsse fiorito secco
MoltiplicazioneDivisione cespi/propaggini
Malattie e parassitiCocciniglia, afidi, marciumi radicali
Difficoltà di coltivazioneMedia/Bassa con cure adeguate

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