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Coltivazione orchidee

La potatura delle orchidee

Molte tecniche differenti tra esperti e appassionati per quanto riguarda la potatura dell’orchidea. Molte specie con caratteristiche diverse tra loro, possono richiedere accorgimenti differenti.

di Redazione

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Esistono varie tecniche di operazione per quanto riguarda la potatura di orchidea. Innanzitutto bisogna specificare che tra le migliaia di specie presenti, non tutte le orchidee hanno la stessa tipologia di fioritura, aspetto questo, che influisce sul tipo di cura da adottare. Un’azione che consigliano tutti è quella di effettuare tagli netti sulla pianta, utilizzando preferibilmente forbici da giardinaggio ben affilate e disinfettate. Tra appassionati ed esperti i consigli sono molti, alcuni dicono di effettuare un taglio solo sullo stelo dopo il secondo nodo partendo dalla base, mentre è bene tagliare lo stelo dalla base stessa se questo è tutto secco. Alcuni sono convinti invece che lo stelo vada tagliato a prescindere a circa 20 cm dalla base, subito dopo il primo nodo utile, questo per far crescere la pianta eretta, senza dare possibilità allo stelo stesso di incurvarsi. Nelle orchidee che hanno la fioritura che si sviluppa su un unico stelo, si consiglia in alcuni casi di non far nulla neanche dopo che il fiore si sia seccato, mentre nelle specie che hanno fioritura su più steli, è bene che questi siano recisi una volta che i fiori appassiscono.

E' necessario potare le orchidee

Non tutte le orchidee hanno bisogno della stessa potatura questo perché non tutte le orchidee si comportano allo stesso modo. Alcune varietà hanno la capacità di far appassire lo stelo improduttivo in maniera del tutto autonoma fiorendo su quello nuovo, ed in questo caso la potatura potrà essere effettuata solo rimuovendo i fiori secchi o appassiti, lasciando intatto lo stelo. Altre varietà di orchidee possono trarre beneficio dalla rimozione dello stelo, perché fioriscono su uno stelo differente, in questo caso lo stelo avvizzito può essere tranquillamente reciso alla base poiché non sarà più in grado di rifiorire. L'importante è che questo intervento venga effettuato con cura e precisione così da non esporre la pianta ai possibili attacchi di agenti esterni pericolosi per l'orchidea.

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Domande frequenti

  • Come devo potare correttamente un'orchidea Phalaenopsis?
    La tecnica dipende dalla salute del fusto. Se il fusto è verde e sano, puoi tagliarlo sopra il secondo nodo dalla base per stimolare una nuova fioritura laterale. Se il fusto è completamente giallo, marrone o secco, devi reciderlo alla base, vicino al colletto della pianta, poiché non rifiorirà più. In entrambi i casi, usa forbici da giardinaggio ben affilate e disinfettate con alcol per prevenire infezioni fungine o batteriche. Questo intervento va fatto dopo che i fiori sono caduti naturalmente.
  • È sempre necessario tagliare il fusto dell'orchidea dopo la fioritura?
    No, non è obbligatorio. Alcune specie, come le Phalaenopsis, possono produrre nuovi fiori dallo stesso fusto se viene tagliato strategicamente sopra un nodo dormiente. Tuttavia, altre specie (come le Cattleya) fioriscono su nuovi pseudobulbi ogni anno; in questi casi, il vecchio fusto appassisce e muore autonomamente. È sufficiente rimuovere i fiori secchi e, quando il fusto diventa completamente secco e marrone, tagliarlo alla base per evitare che diventi un ricettacolo per funghi.
  • Che tipo di strumento usare per tagliare le orchidee?
    Utilizza esclusivamente forbici da giardinaggio piccole, maneggevoli e molto affilate. La lama deve essere pulita per fare un taglio netto che non schiacci i tessuti vegetali. Prima di ogni utilizzo, disinfetta le lame con alcool isopropilico o candeggina diluita, specialmente se hai già toccato piante malate. Evita coltelli sporchi o strumenti arrugginiti, poiché le ferite aperte sulle orchidee sono vulnerabili ad agenti patogeni che potrebbero causare marciumi letali per la pianta.
  • Posso tagliare il fusto se è ancora verde ma ha finito di fiorire?
    Sì, puoi farlo, ma con cautela. Taglia il fusto verde a circa 2-3 cm sopra il terzo nodo (la piccola cicatrice sul fusto) partendo dal basso. Questo spesso induce la pianta a sviluppare un nuovo getto fiorifero da quel nodo. Tuttavia, questa operazione stressa la pianta: assicurati che l'orchidea sia sana e vigorosa prima di procedere. Se la pianta sembra debole, è meglio lasciare il fusto integro per permettere alla pianta di accumulare energie attraverso la fotosintesi clorofilliana del fusto verde.
  • Cosa fare se il fusto inizia a ingiallire dopo il taglio?
    Se dopo aver tagliato il fusto sopra un nodo, quest'ultimo inizia a ingiallire o annerirsi dall'alto verso il basso, significa che il tessuto sta morendo. In questo caso, devi tagliare nuovamente il fusto, ma questa volta sotto il punto dove il colore è cambiato, fino a raggiungere tessuto sano e verde. Continua a tagliare a scaglioni finché non vedi sezione verde e soda. Questo evita che il marciume si propaghi al resto della pianta o al fusto principale.

Scheda Tecnica

FamigliaOrchidaceae
Tipo di piantaPiante epifite o terrestri, molte specie
OrigineMondiale, tropicale e subtropicale
EsposizioneLuce diffusa, indiretta
TerrenoSubstrato specifico per orchidee (corteccia)
IrrigazioneModerata, evitando ristagni idrici
FiorituraVariabile in base alla specie
AltezzaVariabile in base alla specie
ConcimazionePeriodica durante la crescita e la fioritura
PotaturaTagli netti con strumenti disinfettati, tecniche variabili per specie
MoltiplicazioneDivisione dei cespi, talee, semina (in vitro)
Malattie e parassitiCocciniglie, afidi, marciumi radicali da eccessiva umidità
Difficoltà di coltivazioneMedia, richiede attenzione alle specifiche della specie

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