Calla palustris Pianta velenosa

Piante appartamento

Calla palustris Pianta velenosa

Le piante di calla bianca si caratterizzano per poter essere coltivate senza alcun problema

di Redazione

Calla palustris Pianta velenosa

Le piante di calla bianca si caratterizzano per poter essere coltivate senza alcun problema, visto che devono essere semplicemente poste a dimora durante la stagione autunnale, cercando sempre di puntare su un substrato che sia soffice e, al contempo, anche notevolmente fresco. Il terreno di coltivazione, inoltre, dovrebbe anche essere sempre piuttosto ricco di sostanze organiche, cercando di prediligere tutte quelle zone semi nascoste del proprio giardino, che siano in semi-ombra. Non dobbiamo dimenticare come le piante di calla si caratterizzano per avere un buon livello di resistenza nei confronti del freddo e delle basse temperature, anche in virtù del fatto che in tutte quelle aree con un clima piuttosto rigido durante l'inverno, le piante di calla hanno la tendenza a perdere completamente la parte aerea, entrando in una fase di dormienza che le accompagnerà praticamente fino all'arrivo della stagione primaverile. La coltivazione della pianta di calla, non è così semplice come può apparire, in particolar modo nel caso in cui non si abbia a disposizione un ambiente adeguato alle caratteristiche di queste piante. Bisogna prendere in considerazione come le piante di calla provengono dalle paludi tropicali e per tale ragione hanno la particolarità di asciugarsi del tutto ogni tanto. Ecco spiegato il motivo per cui si consiglia sempre di provare a ricreare le condizioni ambientali delle paludi, in modo tale che le piante di calla possano garantire delle fioriture rigogliose ed anche molto bello dal punto di vista estetico.

Coltivare al meglio la calla

La Zantedeschia, meglio conosciuta con il nome di calla, è una pianta perenne sempreverde, provvista di un rizoma oblungo le suo foglie basali sono largamente sagittate, le inflorescenze sono composte da una lunga spata e da un spadice eretto. Pianta ornamentale utilizzata sovente per la colorazione di laghetti e corsi d'acqua, viene anche coltivata in serra e se ne fa un largo uso come fiore reciso. Molto utilizzata anche grazie alla facilità di coltivazione, ricco e umido il terreno preferito dalla calla che si moltiplica con la semina o per divisione dei cespi. Tra le specie di Zantedeschia più comuni possiamo citare la Zantedeschia aethiopica, la Zantedeschia albomaculata, Zantedeschia eliotiana, la Zantedeschia macrocarpa e la Zantedeschia oculata.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra la Calla palustre e la Zantedeschia?
    Bisogna distinguere due piante diverse spesso confuse. La Calla palustre (Calla palustris) è una pianta selvatica, velenosa, tipica delle zone umide e paludose fredde, con piccole fiori bianchi verdi. La Zantedeschia, comunemente chiamata 'calla' ma appartenente ad altre specie come la Zantedeschia aethiopica, è una pianta ornamentale tropicale/subtropicale, non velenosa nello stesso modo, usata per giardini e fiori recisi. L'articolo mescola le informazioni, ma la Calla palustre specifica richiede climi più freschi e terreni paludosi, mentre le Zantedeschie amano il caldo e il terriccio ricco.
  • Come si coltiva correttamente la Calla palustre in giardino?
    La Calla palustre va posta a dimora in autunno in zone semi-ombrose. Il substrato deve essere soffice, fresco e molto ricco di sostanza organica. È fondamentale ricreare le condizioni di una palude: il terreno deve rimanere costantemente umido o fangoso, poiché la pianta proviene da ambienti acquitrinosi dove si asciuga parzialmente ciclicamente. A differenza di molte piante, ama l'umidità stagnante controllata. In inverno, nelle zone fredde, perde la parte aerea entrando in dormienza, proteggendosi con il freddo grazie al rizoma sotterraneo.
  • È vero che la Calla palustre è velenosa?
    Sì, la Calla palustre contiene cristalli di ossalato di calcio e altre sostanze irritanti che la rendono tossica se ingerita. Può causare gonfiore e bruciore a bocca e gola. È importante tenerla fuori dalla portata di bambini piccoli e animali domestici curiosi. Nonostante la bellezza estetica delle sue infiorescenze, non va mai consumata. Questa caratteristica la distingue nettamente dalle Zantedeschie ornamentali, che pur avendo principi attivi, sono generalmente considerate meno pericolose o diversamente gestite, ma la cautela è sempre consigliata con qualsiasi pianta da interno o esterno.
  • Quando e come fiorisce la Calla palustre?
    La fioritura avviene principalmente nella primavera inoltrata o inizio estate. L'infiorescenza è composta da uno spadice centrale eretto (spesso verdastro o bianco sporco) avvolto parzialmente da una spatola. Dopo la fioritura, la pianta produce bacche rosse brillanti che maturano in estate. Durante l'autunno e l'inverno, specialmente in climi rigidi, la parte aerea appassisce e muore, lasciando il rizoma sottoterra in stato di dormienza fino alla primavera successiva. Non necessita di potature complesse, basta rimuovere le parti secche.
  • Come si moltiplica la Calla palustre?
    La moltiplicazione può avvenire tramite semina o divisione dei cespi (rizomi). La divisione dei rizomi è il metodo più comune e rapido: si separano porzioni di rizoma dotate di gemme durante il periodo di riposo vegetativo (solitamente fine inverno/inizio primavera prima della ripresa) e si reimpiantano in terreno umido e ricco. La semina è possibile ma richiede tempi più lunghi e condizioni di germinazione specifiche legate all'ambiente umido naturale della pianta.

Scheda Tecnica

Calla palustris

Nome scientificoCalla palustris
FamigliaAraceae
Tipo di piantaPerenne acquatica/rifugiata
OrigineZone paludali e acquitrinose dell'emisfero boreale
EsposizioneSemi-ombra, preferibilmente riparata
Temperatura minimaResistente al gelo, dormienza invernale
TerrenoRicco di sostanza organica, fresco, umido o fangoso
IrrigazioneAbbondante, preferendo ambienti simili alle paludi
FiorituraPrimavera-Estate (spadice bianco/crema)
Altezza15-30 cm circa
ConcimazioneSubstrato ricco di sostanza organica
PotaturaAsportazione parti secche dopo la fioritura
MoltiplicazioneSemina o divisione dei cespi/rizomi
Malattie e parassitiVelenosa se ingerita, attenzione a cani/gatti/bambini
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede condizioni specifiche di umidità)

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