bouquet di amarillis bianchi

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Bouquet di amarillis bianchi

L’amarillys è un fiore dai petali carnosi che viene utilizzato anche per i bouquet da sposa, nei mesi invernali.

di Redazione

Amarillis bianchi

L’amarillys, meglio conosciuta come amarillide, è un fiore che cresce in Sud Africa. Ha un grande bulbo tunicato tondeggiante, il fiore è carnoso e i petali sono spessi, mentre lo stelo è brunastro. In passato questo fiore veniva utilizzato nelle lotte, applicando la sua essenza velenosa sulla punta delle frecce che nel colpire il corpo umano andavano ad iniettare direttamente il “veleno”, provocando disturbi di vario genere. Oggigiorno, l’amarillide, viene scelto per la sua appariscenza anche per i mazzi di fiori, e per i bouquet da sposa. E’ un fiore utilizzato soprattutto nei mesi invernali, in particolare in dicembre. Viene esportato, risulta quindi reperibile quasi in tutti i mesi dell’anno, ma è particolarmente indicato per i matrimoni invernali. E’ un fiore chiaro, richiama quindi i colori e i toni della stagione fredda. Gli amaryllis colorati non vengono scelti quasi mai, poiché la loro rigatura rossa, arancio e amaranto creerebbe un contrasto eccessivamente netto con l’abito della sposa.

Comporre un bouquet con amarillis bianchi

Un bouquet di amarillis bianchi è il trionfo del garbo e della riservatezza. Nonostante l'energica esuberanza di questo grande fiore, il profumo garbato che si rivela lentamente rivela la sua natura più intima. Fierezza, sì, ma c'è anche una certa timidezza in questo fiore. Scelta perfetta per un bouquet di classe, il lungo stelo carnoso dell'amarillis conferisce ancora più eleganza alla composizione. La scelta bianco sancisce una scelta di stile, un'eleganza composta non schiava delle mode ma figlia di uno stile che non conosce tempo. Puro, austero, ma comunque energico come questo fiore originario dell'Africa. Questa pianta riassume efficacemente il contrasto tra maestosità e timidezza, il candore del bianco trasmetterà un’eleganza indiscutibile.

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Domande frequenti

  • Perché l'amarillide bianca è preferita ai colori vivaci nei bouquet nuziali?
    L'amarillide bianca è la scelta ideale per i bouquet da sposa perché evoca purezza ed eleganza atemporale. I colori accesi come rosso, arancione o amaranto vengono generalmente evitati perché le loro rigature creano un contrasto troppo forte e aggressivo rispetto all'abito nuziale. Il bianco, invece, garantisce un aspetto sobrio, classico e raffinato, adatto a chi cerca uno stile composto e non legato alle mode passeggere.
  • Qual è il periodo migliore per avere fiori di amarillide freschi?
    Anche se l'amarillide viene esportata globalmente rendendola reperibile quasi tutto l'anno, il suo periodo naturale di fioritura è l'inverno, con un picco particolare a dicembre. È quindi il mese ideale per apprezzarne la piena disponibilità e la caratteristica associazione con la stagione fredda. Per i matrimoni invernali, questa pianta rappresenta una scelta coerente con l'atmosfera della stagione.
  • Quali sono le caratteristiche fisiche distintive dell'amarillide?
    L'amarillide si riconosce per il suo grande bulbo tunicato rotondo e per i fiori carnosi dotati di petali molto spessi. Lo stelo che sostiene il fiore è robusto, carnoso e di colore brunastro. Nonostante la maestosità e l'energia visiva del fiore grande, esso possiede un profumo garbato e sottile che emerge lentamente, rivelando una natura intima e timida.
  • C'è qualche precauzione storica o tossicologica da conoscere sull'amarillide?
    Storicamente, l'amarillide era temuta per la sua essenza velenosa. In passato, il succo estratto dalla pianta veniva applicato sulle punte delle frecce durante le lotte, poiché penetrando nel corpo umano causava vari disturbi. Oggi questa proprietà tossica non influisce sull'utilizzo ornamentale, ma rimane un dato botanico interessante che sottolinea la potenza naturale della pianta originaria del Sud Africa.

Scheda Tecnica

FamigliaAmaryllidaceae
Tipo di piantaGeofita bulbosa
OrigineSud Africa
FiorituraInverno (dicembre)
Malattie e parassitiEssenza velenosa (storia)

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