Babbo natale

babbo natale e la lapponia-11

Il mito di Babbo Natale e la Lapponia: modello educativo sostenuto dai migliori psicologi.

di Redazione

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Raccontare ancora oggi dell'immagine fiabesca di Babbo Natale e la Lapponia risponde perfettamente alle esigenze di un modello educativo rivolto ai meno giovani della nostra società. Secondo la tradizione, infatti, Babbo Natale tutto l'anno lavora, con l'aiuto dei suoi fidati guelfi, affinché la notte del venticinque di dicembre, possa accontentare le richieste che i bimbi gli hanno mandato tramite posta cartacea. Ma il buon vecchio, non accoglie incondizionatamente le richieste di tutti, bensì distingue tra i bimbi meritevoli e quelli che non lo sono. I bambini che si sono comportati bene, che non hanno dato filo da torcere a genitori e maestre e sono sempre rispettosi dei coetanei, saranno i bimbi a cui Babbo Natale porterà direttamene dalla Lapponia, tutto ciò che essi hanno chiesto. Il contrario succede invece per chi ha disobbedito ed ha avuto un comportamento dispettoso con i grandi e con i più piccoli. I migliori psicologi dell'età evolutiva, indicano questo un modello educativo vero e proprio, in quanto abitua fin da piccoli a riconoscere l'esistenza di un criterio di meritocrazia, in base al quale si riceve qualcosa, solo quando questa la si è meritata o guadagnata.

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Domande frequenti

  • Qual è il significato educativo del mito di Babbo Natale secondo gli psicologi?
    Il mito di Babbo Natale funziona come un efficace modello educativo perché introduce il concetto di meritocrazia fin dall'infanzia. Invece di ricevere regali in modo incondizionato, i bambini imparano che le ricompense sono legate al comportamento positivo e al rispetto delle regole sociali. Questo meccanismo insegna loro a distinguere tra azioni meritorie e quelle sgradite, abituandoli all'idea che ciò che si ottiene deve essere guadagnato attraverso la buona condotta verso genitori, insegnanti e coetanei.
  • Come viene gestita la distinzione tra bambini buoni e cattivi nella leggenda?
    Secondo la tradizione descritta, Babbo Natale non accetta tutte le richieste indiscriminatamente. Egli valuta il comportamento dei bambini durante l'anno, distinguendo chiaramente tra coloro che si sono dimostrati rispettosi, educati e privi di atteggiamenti dispettosi, e coloro che hanno disobbedito. Solo i primi riceveranno i doni promessi direttamente dalla Lapponia, mentre i secondi, caratterizzati da comportamenti negativi verso adulti e compagni, non otterranno le gratificazioni desiderate, subendo così una conseguenza diretta del loro operato.
  • Perché il lavoro annuale di Babbo Natale è importante per il messaggio educativo?
    L'aspetto cruciale non è solo la notte di Natale, ma il fatto che Babbo Natale lavori tutto l'anno insieme ai suoi elfi. Questa continuità sottolinea che la preparazione alla ricompensa è un processo costante. I bambini comprendono che il 'buon comportamento' non è un evento isolato, ma una pratica quotidiana. La posta spedita durante l'anno rappresenta l'impegno continuo, rendendo il regalo finale la naturale conclusione di uno sforzo persistente e di una condotta corretta mantenuta stabilmente nel tempo.
  • Questo modello educativo aiuta i bambini a comprendere la giustizia sociale?
    Sì, il racconto di Babbo Natale anticipa concetti complessi come la giustizia retributiva e la responsabilità individuale. Abitua i più piccoli a riconoscere che esistono criteri oggettivi (il merito) che regolano le relazioni sociali e le ricompense. Imparando a collegare le proprie azioni alle conseguenze dirette, i bambini sviluppano una consapevolezza etica precoce, fondamentale per crescere come cittadini responsabili capaci di valutare l'impatto del proprio comportamento sugli altri e sull'ambiente circostante.

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