Festa di natale

cena di natale-6

La cena di Natale: quali sono i piatti da portar a tavola

di Redazione

cena di natale-6

La cena di Natale è un momento in cui si da ampia soddisfazione al palato, anche a coloro che sono più ingordi, in quanto l’abbondanza è proprio ciò che predomina in tale cena. Nel momento in cui si stila il menu bisogna però ricordarsi di cosa la tradizione vorrebbe che si portasse a tavola, non bisogna infatti dimenticare che il Natale è una delle feste che più tengono alle radici cristiane da cui sono nate, e soprattutto che la memoria degli antichi eventi deve sempre esser celebrata. Per tale motiv bisogna seguire le dritte generali dettate dal folclore che impongono come regola incontrovertibile piatti a base di pesce per la vigilia, mentre carne per il Natale. Da qui ci si può sbizzarrire, infatti anche se il classico è lo spaghetto con i frutti di mare, ci si può sbizzarrire per dare un tocco nuovo partendo dalle linee generali imposte dalla tradizione, un modo insomma per non esser ripetitivi e rimanere comunque in tema.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Quali sono le regole tradizionali per il menu della Vigilia di Natale?
    Secondo la tradizione cattolica e il folclore italiano, la cena della Vigilia di Natale deve essere rigorosamente a base di pesce. Questo perché la Chiesa imponeva il digiuno e l'astinenza dalla carne durante il periodo d'Avvento fino alla mezzanotte del 24 dicembre. Il piatto simbolo per eccellenza è spesso considerato quello degli spaghetti ai frutti di mare, ma la tradizione permette grande flessibilità: possono essere preparati qualsiasi tipo di crostacei, molluschi, pesci o antipasti vegetariani. L'importante è rispettare il divieto di carni rosse o bianche, mantenendo viva la memoria religiosa della festa attraverso scelte culinarie specifiche.
  • Cosa si mangia tradizionalmente il giorno di Natale dopo la Vigilia?
    Mentre la Vigilia è dedicata al pesce, il pranzo o la cena del giorno di Natale prevede solitamente piatti a base di carne. Questa transizione segna la fine del digiuno precedente e celebra la nascita di Cristo con maggiore abbondanza. I menù tradizionali variano molto da regione a regione, includendo spesso primi piatti elaborati come tortellini o lasagne, seguiti da secondi arrosto, selvaggina o pollame. A differenza della Vigilia, dove l'abbondanza è contenuta nelle regole religiose, il giorno di Natale l'obiettivo è la condivisione e la sazietà, permettendo quindi di sbizzarrirsi con ricette più ricche e variegate.
  • È possibile innovare il menu tradizionale della Vigilia?
    Assolutamente sì. Anche se la regola del pesce è fondamentale per chi vuole aderire alla tradizione, non c'è obbligo di riproporre sempre gli stessi piatti. È possibile innovare scegliendo specie ittiche meno comuni, utilizzando tecniche di cottura moderne o creando fusion con altre cucine. Ad esempio, invece dei classici spaghetti ai frutti di mare, si possono preparare risotti al pesce, carpacci di tonno crudo o antipasti freddi sofisticati. L'importante è mantenere la coerenza tematica: ogni portata deve essere priva di carne. L'innovazione permette di sorprendere gli ospiti restando comunque fedeli allo spirito e alle regole storiche della festa.
  • Perché la tradizione distingue così nettamente tra Vigilia e Natale?
    Questa distinzione nasce direttamente dalle prescrizioni religiose cristiane storiche. La Vigilia di Natale corrisponde a un periodo di attesa e preparazione spirituale, storicamente associato al digiuno e all'astinenza dai cibi grassi e dalla carne come atto di penitenza prima della celebrazione della nascita di Gesù. Il giorno di Natale, invece, rappresenta la gioia e la festa piena, motivo per cui il digiuno viene rotto e si torna a consumare carne. Mantenere questa separazione nei menu attuali serve a ricordare le origini profonde della festa, onorando sia l'aspetto sacro che quello culturale legato alla famiglia e alla comunità.

Potrebbe interessarti anche