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Festa di natale

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Nelle regioni meridionali come in quelle del centro e del Nord, la cena di Natale è un appuntamento quasi sacro: corrisponde con l’inizio dei festeggiamenti natalizi e l’incontro con amici e parenti

di Redazione

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Nelle regioni meridionali come in quelle del centro e del Nord, la cena di Natale è un appuntamento quasi sacro: corrisponde con l’inizio dei festeggiamenti natalizi e l’incontro con amici e parenti che spesso si ritrovano una o due volte all’anno. Il menù della cena di Natale è basato essenzialmente su ricette di mare: il pesce è il re incontrastato della vigilia, dagli antipasti ai secondi piatti. Ci sono alcuni piatti che per tradizione non possono mancare sulle tavole italiane: gli spaghetti con le vongole, per esempio, sono un classico, ma in alternativa sono frequenti anche altri tipi di pasta lunga (linguine, vermicelli…) con i frutti di mare. I secondi piatti sono animati da diverse preparazioni: si va dalle orate al sale o al cartoccio, alla sogliola, al branzino al vapore, ma non mancano invitanti grigliate di seppia, pescespada e calamari e squisite fritture di totani, gamberetti, ed altri pesci “di paranza”. Il contorno? Insalate: classica, al radicchio e di rinforzo, oppure broccoli e spinaci.

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Domande frequenti

  • Quali sono i piatti di pesce tradizionali per la cena di Natale?
    La cena di Natale italiana, specialmente nella tradizione di magro, vede il pesce come protagonista assoluto. Tra i primi piatti imperdibili ci sono gli spaghetti alle vongole, ma anche linguine o vermicelli con frutti di mare. Per i secondi, sono molto amate le orate al sale o al cartoccio, il branzino al vapore, la sogliola, nonché grigliate di seppia, pescespada e calamari. Non mancano poi le fritture di totani, gamberetti e altri pesci di paranza, accompagnati da contorni freschi come insalate classiche, al radicchio, di rinforzo, broccoli o spinaci.
  • Perché il pesce è il re della tavola della Vigilia?
    Il predominio del pesce sulla tavola della Vigilia di Natale deriva principalmente dalla tradizione religiosa cattolica. Poiché la Vigilia precede la festa del Natale, molti fedeli osservano il digiuno o il divieto di consumare carne rossa, seguendo la pratica del 'magro'. Di conseguenza, il pesce diventa l'alternativa proteica principale e culturalmente accettata, trasformando la cena in un evento marittimo ricco di sapori e varietà, dagli antipasti ai dolci, celebrando l'incontro familiare dopo lunghi periodi di separazione.
  • Come vengono solitamente preparate le orate per la cena?
    Le orate sono uno dei pesci preferiti per le feste perché hanno una carne bianca, saporita e poco ossea. Le modalità di cottura più diffuse e tradizionali sono due: al sale e al cartoccio. La cottura al sale permette di sigillare gli aromi e mantenere il pesce succoso, mentre quella al cartoccio lo protegge dal calore diretto, preservandone la delicatezza e permettendo l'aggiunta di erbe aromatiche, limone e verdure. Entrambe le tecniche richiedono attenzione per non cuocerlo eccessivamente.
  • Quali contorni sono ideali per accompagnare il pesce di Natale?
    Per bilanciare i sapori del pesce, i contorni tradizionali italiani tendono verso la leggerezza e la freschezza. Sono molto comuni le insalate miste classiche, l'insalata al radicchio per un tocco amarognolo, o l'insalata di rinforzo (con aceto, olio e aglio). Anche le verdure cotte o crude come broccoli e spinaci sono scelte frequenti, poiché offrono nutrienti e colore senza appesantire il pasto. Questi accompagnamenti completano armoniosamente i piatti di mare tipici della vigilia.

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