Progettazione giardini all'inglese-3

Giardino all'inglese

Progettazione giardini all'inglese-3

Progettazione giardini all’inglese, dalla Gran Bretagna ha contagiato tutta l’Europa

di Redazione

Progettazione giardini all'inglese-3

La progettazione giardino all’inglese si ha per la prima volta in Gran Bretagna ma è un’arte che si è lasciata influenzare da molte altre cultura e si è andata espandendo sempre di più in tutta Europa. Se è vero infatti che i primi esempi si sono avuti in Inghilterra. A Twickehame per esempio, questa tradizione ha poi colpito un po’ tutti gli altri paesi, Italia compresa. Nel nostro paese in realtà faticò non poco a ritagliarsi il proprio spazio. Ad avere la meglio erano infatti sempre le forme tradizionali, che facevano da base per qualsiasi tipo di giardino. Solo alcune zone dei giardini italiani venivano rinnovate di volta in volta in base alle mode ed alle tendenze. Un esempio ne è Villa Borghese a Roma, che già quasi completata venne arricchita con alcuni alberi classici del modello all’inglese. Oppure Villa Pamphili in cui è stato costruito successivamente un giardino all’inglese al alberi tipico in un prato rasente, che sembra quasi abbandonato.

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Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche principali del giardino all'inglese?
    Il giardino all'inglese si distingue per un aspetto naturale e apparentemente selvaggio, in netto contrasto con la rigidità formale dei giardini italiani tradizionali. Si basa sull'uso di ampi prati rasati, gruppi di alberi disposti in modo organico e percorsi sinuosi che imitano il paesaggio rurale britannico. L'obiettivo è creare un effetto di 'natura addomesticata', dove la vegetazione sembra crescere liberamente pur essendo curata. Elementi chiave includono la presenza di alberi isolati o in macchie, siepi non potate rigidamente e una disposizione asimmetrica degli elementi decorativi.
  • Come si differenzia dal giardino all'italiana?
    Mentre il giardino all'italiana privilegia la simmetria, la geometria rigida, le aiuole bordurate e la visione d'insieme ordinata, il giardino all'inglese cerca di nascondere la struttura artificiale per esaltare la bellezza spontanea della natura. Il giardino italiano è spesso chiuso da mura o siepi alte, mentre quello inglese tende ad aprirsi verso il paesaggio circostante. Inoltre, nel modello inglese la cura del prato è centrale, con estensioni verdi continue, a differenza delle composizioni floreali o geometriche tipiche dello stile italiano.
  • Quali esempi storici italiani adottano lo stile inglese?
    In Italia, lo stile inglese faticò inizialmente a imporsi contro le tradizioni locali, ma trovò spazio in alcune ville storiche. Un esempio celebre è Villa Borghese a Roma, che fu arricchita con alberi tipici del modello inglese quando era ancora in fase di completamento. Un altro caso significativo è Villa Pamphili, anch'essa a Roma, dove fu realizzato successivamente un giardino all'inglese caratterizzato da ampi prati rasati e alberi distribuiti in modo da sembrare quasi abbandonati alla natura, integrandosi con il contesto urbano.
  • È possibile applicare questo stile in piccoli spazi urbani?
    Sì, anche se il giardino all'inglese nasce per grandi aree, i suoi principi possono essere adattati a spazi ridotti. L'importante è evitare la simmetria perfetta e privilegiare linee curve per i vialetti e le aiuole. Si possono usare piante autoctone o ornamentali disposte in gruppi naturali, mantenendo il prato ben curato ma semplice. L'uso di mobili da giardino rustici o in ferro battuto e la scelta di colori tenui aiutano a ricreare quell'atmosfera rilassata e informale tipica del modello britannico, anche in un terrazzo o cortile piccolo.

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